Rapporto con il cibo | Io e il mio bambino

03 febbraio 2017

Rapporto con il cibo

Rapporto con il cibo
Buongiorno, Le scrivo per chiedere un consiglio su mia figlia di 4 anni, per due comportamenti. Le premetto che è una bambina sana, con un carattere forte, e determinata. Quando vuole una cosa la ottiene anche se sa che non si può fare, si nasconde e la fa lo stesso. Ha un peso regolare, ed è da sempre stata nella curva di crescita di 25 percentili.Quando torna dalla scuola materna, sta con la nonna per 2 orette e poi arrivo io a prenderla dal lavoro. In queste 2 ore mia mamma dice che chiede sempre qualcosa da mangiare, e vuole solo guardare la TV. All'asilo mi dicono che mangia tutto, quindi credo non sia fame ma una reazione nervosa alla stanchezza: vorrebbe solo dolci, caramelle e cioccolata, Questo comportamento lo ha anche a casa quando la sera è molto stanca e nervosa. A cena poi, mangia poco o niente naturalmente. Io capisco che la TV è un momento di relax dopo la giornata a scuola, ed è giusto che faccia la merenda il pomeriggio, però vorrei farle capire che non si può continuamente mangiare. Se le dico di no, ho paura che possa diventare controproducente e crearle complessi con il rapporto con il cibo. Quando è casa cerco di distrarla con altro, e facciamo delle attività insieme, per quanto possibile, purtroppo dai nonni non è cosi.Ieri, poi ha avuto un comportamento che mi ha fatto preoccupare: mia mamma mi ha detto che il pomeriggio aveva mangiato pane e cioccolato, banana, cereali soffiati, la sera poi ha mangiato abbastanza, e poi aveva mal di pancia, e nonostante questo continuava a chiedermi biscotti e caramelle. Può essere interpretato come un disturbo alimentare?La seconda cosa che vorrei chiederle è riguardo a questo comportamento Da quando abbiamo tolto il pannolino, quindi da più di un anno, lei di tanto in tanto, si mette sopra la mia gamba a cavalcioni e sembra che si masturbi. Non le abbiamo mai detto nulla, sapendo che era normale, però ultimamente lo vuole fare ogni giorno la sera prima di dormire. Per quanto è da ritenere un comportamento normale da assecondare? Grazie della sua risposta.

Cara mamma, prima di tutto mi sento di sottolineare che la televisione non rilassa, anzi a volte agisce proprio da eccitante e,  addirittura, alla lunga può favorire nervosismo e irritabilità. Diciamo che i bambini guardano la televisione se non viene proposta loro un’alternativa migliore: giocare all’aperto o in casa, meglio se con un amichetto (almeno quando è possibile), sfogliare un libro e ascoltare la lettura di una fiaba, fare le costruzioni, giocare con la pasta da modellare, fare un disegno e così via, in compagnia dei nonni o di mamma e/o papà. Aggiungo che un bambino può anche non fare assolutamente nulla: non è necessario per la sua crescita che sia continuamente stimolato e impegnato in un’attività in qualche modo, per così dire “produttiva”. Se la sua bimba fosse nata in campagna, in una fattoria piena di animali o abitasse in un condominio con un cortile dove poter giocare con altri bambini considererebbe la televisione un ripiego rispetto all’opportunità di poter fare altro.  Con la nonna vede la tv perché c’è solo quello, perché non ha alternative. Mangia tutto quello che mangia  – tra cui caramelle e dolcetti vari, dannosi anche per i bambini – perché li trova a disposizione e le viene concesso di farlo. Non è sua figlia che fa la spesa, non è lei che decide cosa tenere in dispensa, ma siete voi adulti a pensarci: cominci dunque fin da subito a darle una regola rispetto all’alimentazione! A merenda, frutta e yogurt o pane e marmellata, niente caramelle né altri stuzzichini. Niente “fuori pasto” e a tavola alimenti sani, a misura di bambino (e anche di adulto, ché tutti dovremmo imparare a mangiare esattamente come dovrebbe mangiare un bambino). Tenga presente che un bambino che cresce libero di fare quello che vuole, nell’assoluta assenza di paletti, alla lunga sviluppa la sensazione di essere abbandonato a se stesso, di non avere nessuno che si prende cura di lui, nel significato più alto della frase, quindi non cresce felice né sicuro di sé come chi si sente invece governato affettuosamente. A 4 anni un bambino deve essere guidato, è necessario che gli venga indicata la differenza tra quanto va bene e quanto no, non è certo una buona idea lasciargli fare sempre di testa sua. Più giochi insieme dunque, più fiabe, più condivisione, sia quando è con lei sia quando è con la nonna. Per quanto riguarda  il comportamento che lei descrive, il mio consiglio è di non reprimerlo attraverso un rimprovero, bensì di cercare di distogliere la bambina distraendola con un gioco, un racconto, un abbraccio, una canzoncina. tanti cari saluti, mi scriva ancora, se lo desidera.

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