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Secondo alcuni ricercatori, il parto naturale stimolerebbe lo sviluppo di una proteina che favorisce lo sviluppo cerebrale del bambino. Un motivo in più per preferire il parto per vie vaginali, anche se i pareri scientifici non sono univoci.
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Nel 2012 l'ospedale di Oderzo si è visto confermare i 3 bollini rosa ricevuti due anni fa, come importante riconoscimento attribuito alle strutture sanitarie che dimostrano particolare attenzione alla salute delle donne. "È proprio su questa linea che si colloca anche l'attività del nostro reparto, tesa a proporre alle future mamme un'assistenza completa e diversificata fin dalla gravidanza", dice Bruno Soave, responsabile dell'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia.
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Prima in Italia e settima in Europa (dopo Stoccolma, Brest, Rotterdam, Bruxelles, Madrid e Barcellona), la Struttura Complessa di Neonatologia del Policlinico di Modena è stata accreditata a febbraio come centro NIDCAP. La sigla - che indica un metodo ideato negli anni Ottanta dalla psicologa americana Heidelise Als - prevede che la famiglia del neonato prematuro diventi parte integrante del team che si occupa del bambino durante il ricovero in terapia intensiva neonatale. Il piccolo stesso viene riconosciuto come collaboratore attivo di questo percorso ed è aiutato a sviluppare processi relazionali, comunicativi e affettivi.
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Vivere l'esperienza di un parto naturale, dopo aver subìto un cesareo, si può. Se il primo figlio è nato in sala operatoria, ciò non significa che sarà necessario un secondo intervento per dare alla luce il suo fratellino. Al contrario, l'Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che i parti vaginali dopo un cesareo dovrebbero essere di norma incoraggiati.
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Il Policlinico Santa Maria alle Scotte offre alle future mamme un'assistenza completa e molto differenziata lungo tutto il percorso nascita.
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