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Visite ed esami: tempi di attesa lunghi, ticket alti

I tempi di attesa per sottoporsi a indagini diagnostiche e visite specialistiche sono eccessivamente lunghi, mentre i ticket sempre più alti mettono in difficoltà un numero crescente di famiglie. Questi i dati che emergono dal diciottesimo rapporto del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva relativi all'anno 2014.

Visite ed esami: tempi di attesa lunghi, ticket alti

Cresce il disagio per i tempi di attesa

Le liste d’attesa della sanità italiana diventano sempre più lunghe, tanto che per eseguire una mammografia il tempo medio è di un anno, per una risonanza magnetica si parla di 13 mesi, per un’ecografia 9 mesi, per una visita specialistica l’attesa spazia da 9 a 13 mesi. Un problema, sia per chi ha bisogno di consulto medico per porre rimedio a un disagio fisico o psicologico, sia in un’ottica di prevenzione di patologie, come quelle oncologiche, per cui la tempestività della diagnosi è importante.

Delle 24mila segnalazioni giunte lo scorso anno alle sedi locali del Tribunale per i diritti del malato, il 25% riguardano la difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, causate dalle lunghe liste d’attesa (problema segnalato dal 58,7% degli utenti) e dai ticket troppo cari (31,4% delle segnalazioni). Non sono poche le persone che, a causa della crisi economica, rimandano eventuali visite specialistiche o rinunciano del tutto.

 

Visite private per supplire alle carenze del pubblico

Di fronte a un anno o più di attesa per un esame diagnostico o per una visita, sono numerosi i cittadini che prendono in considerazione visite e prestazioni private. In molti casi infatti il disagio fisico e/o la preoccupazione non possono aspettare un anno intero. “Ci si abitua a considerare il privato come normale canale di accesso alle prestazioni sanitarie”, commenta Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato.

A spingere verso la soluzione del privato sarebbero anche i costi alti del ticket. Talvolta infatti – segnala Cittadinanzattiva – le visite private o intramoenia sono persino più convenienti.

E la situazione non sembra destinata a migliorare, o almeno non a breve. “A fronte di un problema di accesso alle prestazioni pubbliche”, spiega infatti Tonino Aceti, “ecco che si rinuncia per il 2016 all’incremento di due miliardi del Fondo Sanitario previsto dal Decreto Enti Locali, che avrebbe potuto eliminare il super ticket di dieci euro riportando il Servizio Sanitario Pubblico a essere la prima scelta per i cittadini”.

 

Difficoltà anche con l’assistenza territoriale

Al terzo posto per numero di segnalazioni compare l’assistenza territoriale, in cui rientra il servizio erogato da medici e pediatri di famiglia. I disagi più frequenti risultano essere la mancata disponibilità per quanto riguarda le visite a domicilio – spiegano da Cittadinanzattiva – e gli orari di apertura degli ambulatori.

 

Problemi con la sanità? Fai una segnalazione

In caso di disservizi o difficoltà di accesso alle prestazioni si può segnalare il problema al Tribunale per i diritti del Malato, una realtà fondata nel 1980 da Cittadinanzattiva per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire a una più efficace organizzazione del servizio sanitario stesso. Il Tribunale conta circa 300 sedi locali, attive negli ospedali e nei servizi territoriali.

Per ulteriori informazioni e per scoprire qual è la sede più vicina del Tribunale del malato è possibile telefonare al numero 06/36718444 (lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 13.30) e/o scrivere un’email a pit.salute@cittadinanzattiva.it

di Giorgia Cozza

 

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