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Sos mal di testa: come gestire l’emicrania

È uno dei disturbi più diffusi e fastidiosi. In Italia sono 5 milioni le persone che soffrono di emicrania, la forma più invalidante di cefalea, e le più colpite in assoluto sono le donne. Come prevenirla e curarla?

Sos mal di testa: come gestire l'emicrania

Mal di testa: a questo disturbo è dedicato il congresso nazionale organizzato dall’Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee  e dalla Società Italiana per lo Studio delle Cefalee che si terrà a Bologna dal 24 al 26 novembre.

 

Cefalea: un disturbo molto diffuso

In Europa, più del 50% della popolazione è afflitta da cefalea. “Il mal di testa è un disturbo prevalentemente femminile”, spiega Vincenzo Guidetti,  neuropsichiatra infantile e Past President della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) che parteciperà al congresso nazionale. “Prima della pubertà c’è una lieve prevalenza maschile, ma nel periodo successivo le donne che soffrono di cefalea sono due volte e mezzo più degli uomini”. A regalare un momento di respiro alle donne colpite da emicrania, in genere, è la gravidanza. “Nel periodo dell’attesa si verifica una remissione del disturbo”, spiega l’esperto, “che però torna a presentarsi dopo la nascita del bebè”. Ma affrontare i sintomi del mal di testa, quando c’è un bimbo da accudire che richiede le attenzioni della mamma, diventa ancora più difficile. E la fatica, e in particolare la mancanza di sonno, possono aumentare la frequenza degli attacchi.

 

Riconoscere il mal di testa

Con il termine cefalea ci si riferisce a tutti i tipi di mal di testa, ma le forme più comuni di questo disturbo sono due: l’emicrania e la cefalea tensiva.

“L’emicrania si riconosce perché provoca un tipo di dolore caratteristico, pulsante, spesso unilaterale”, spiega l’esperto. “In alcuni casi si accompagna ad altri sintomi quali nausea, vomito, fastidio per gli odori, le luci, i rumori. Un attacco di emicrania può durare anche tre giorni e, se intenso, può impedire alla mamma di occuparsi delle normali incombenze quotidiane.

La cefalea tensiva, invece, provoca un dolore continuo, non pulsante, che interessa tutto il capo (la sensazione è quella di ‘avere un cerchio alla testa’), e in genere l’attacco si risolve più rapidamente rispetto a quanto accade con l’emicrania”. Un singolo episodio di mal di testa, che si manifesta quando la mamma ha la febbre alta o non sta bene, non prova una predisposizione per questo disturbo, ma se gli attacchi sono più di due al mese e/o durano diverse ore, è il segnale che bisogna fare attenzione e mettere in atto alcuni accorgimenti per prevenire nuovi episodi.

 

Emicrania: così la previeni

Il primo suggerimento per combattere il mal di testa è quello di riflettere sul proprio stile di vita e intervenire per correggere eventuali abitudini che favoriscono l’insorgenza degli attacchi. Ritmi di vita molto frenetici e serrati, un sovraccarico di impegni a livello professionale e famigliare, stress e tensioni, possono determinare nei soggetti predisposti un peggioramento del disturbo per quanto riguarda la frequenza e l’intensità degli attacchi. Un altro fattore che può favorire la comparsa dell’emicrania è l’alimentazione: chi soffre di mal di testa ricorrenti dovrebbe provare a individuare se ci sono cibi che tendono a scatenare l’attacco. “Tra gli alimenti che, soprattutto se consumati in eccesso, possono innescare il disturbo nei soggetti predisposti troviamo il cioccolato, i formaggi fermentati, gli alcolici”, spiega l’esperto. Attenzione, infine, alla tecnologia. Molte ore trascorse davanti allo schermo e l’abitudine di utilizzare i dispositivi tecnologici anche alla sera prima di dormire possono peggiorare il disturbo.

 

Così combatti il dolore

Ma cosa fare quando, nonostante tutti gli accorgimenti adottati, scoppia il mal di testa? Ci sono soluzioni di “pronto intervento” che è possibile sperimentare per trovare quelle più adatte a noi. Ad esempio, alcune provano sollievo uscendo di casa e respirando un po’ d’aria fresca; altre risolvono il problema andando a letto e concedendosi un buon sonno ristoratore. “Per qualcuna è d’aiuto posizionare sulla fronte qualcosa di freddo, dalla pezzuola bagnata ai cuscinetti gel che si tengono in freezer”, considera Vincenzo Guidetti. “Per altre è risolutivo il calore e quindi ottengono beneficio da una sciarpa calda avvolta intorno alla testa”. Se però il disturbo è intenso, diventa opportuno ricorrere a un rimedio farmacologico che riduca il disagio fino a farlo scomparire. “In questi casi è meglio non aspettare tanto, perché quando il mal di testa esplode, per il principio attivo diventa più difficile fare effetto” spiega l’esperto. E se la mamma sta allattando? “Può assumere un farmaco a base di paracetamolo che non presenta controindicazioni”, conclude il professor Guidetti. “Nei casi in cui il dolore sia particolarmente forte conviene però chiedere al medico di individuare un medicinale mirato che sia compatibile con le poppate”.

 

di Giorgia Cozza

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