apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Sì al Pilates per le neomamme

Dopo il parto, ecco perché questo allenamento è consigliato per recuperare la forma fisica

Sì al Pilates per le neomamme

Potenziare e rassodare la muscolatura, acquisire consapevolezza del proprio corpo, riallineare correttamente la colonna vertebrale, rispettandone la curvatura fisiologica, per risolvere e prevenire dolori di schiena. Il metodo Pilates – dal nome del suo inventore, Joseph Pilates – è l’allenamento ideale per le neomamme.

Non è necessario far passare tanto tempo

“La bella notizia”, dice Viviana Ghizzardi, fitness consultant a Milano, “è che si può iniziare a pochi giorni dal parto, anche se non si è ancora chiusa la diastasi, cioè la separazione delle fasce muscolari addominali in gravidanza, per far posto al feto che cresce nell’utero”. Il metodo, infatti, può accelerare il processo di chiusura, purché applicato con gradualità e prudenza. In caso di cesareo, è sempre necessario aspettare di aver tolto i punti.

“Assicuratevi che l’istruttore sia informato sulle vostre condizioni, sia rispetto al post parto, sia sullo stato di salute generale prima della gravidanza”, consiglia l’esperta.

Il primo vantaggio del pilates è il profondo lavoro sugli addominali, in particolare il trasverso, abbinato alla respirazione profonda. “Che non ha solo l’effetto di rassodare la pancia a livello estetico”, dice Viviana Ghizzardi, “ma produce un rafforzamento del pavimento pelvico e previene – anche in vista di successive gravidanze – incontinenza e prolasso. Inoltre, un buon controllo del trasverso addominale aiuta a riallineare la colonna vertebrale e contrasta la lombalgia”.

 

Cosa prevede l’allenamento

Ogni seduta prevede una fase di riscaldamento e allungamento, una di tonificazione di tutti i distretti muscolari (anche se tutto il lavoro parte dal trasverso addominale), una di esercizi posturali, per concludere con alcuni minuti di rilassamento.

Si lavora prevalentemente a terra, su un lettino con un carrello mobile che evita qualsiasi carico sulla schiena. “E consente di modulare l’intensità dell’allenamento e personalizzare il lavoro, anche quando si fanno lezioni di gruppo”, dice Viviana.

Apparentemente i movimenti sono molto semplici, in realtà la corretta esecuzione richiede un certo impegno e un buona capacità di coordinazione. È bene non demoralizzarsi se all’inizio ci si trova in difficoltà: nel giro di poche settimane si acquisirà una migliore coscienza corporea e si inizierà a “sentire” il lavoro. I risultati non tarderanno ad arrivare, sia per l’estetica, sia per il benessere.

Si consiglia un programma di allenamento di due sedute settimanali da un’ora, distribuite in modo equilibrato nell’arco dei sette giorni.

 

di Francesca Capelli

Commenti