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Farmaci online: le regole della prudenza

Gli acquisti in rete sono sempre più comuni in tutti i settori. Quello della salute, però, è un ambito particolare, dove l'attenzione alla sicurezza e alla qualità è fondamentale: come muoversi per non rischiare?

Farmaci online: le regole della prudenza

Sei in casa col tuo bimbo appena nato e hai poco tempo per uscire a fare acquisti, anche per gli acquisti in farmacia? Stai considerando l’idea di comprare farmaci online, come le pasticche per il mal di testa e le gocce per il raffreddore, oppure l’integratore o la crema rassodante che ti hanno consigliato per favorire la ripresa dopo la gravidanza? Nulla di male, in linea di principio:  e la rete può nascondere tranelli pericolosi.

Comportamenti a rischio

Il 26% degli Italiani ha acquistato almeno una volta un farmaco online, sul sito di un rivenditore o attraverso un contatto stabilito su un social network. Solo il 3,5% lo fa abitualmente, mentre il 13% l’ha fatto almeno una volta e conta di ripetere l’esperienza in futuro. Sono i risultati dello studio Fakeshare 2, condotto tra il 2015 e il 2016 in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. I prodotti cercati più frequentemente in rete sono quelli per perdere peso, per smettere di fumare e per curare i sintomi dell’influenza e dei raffreddori stagionali.

“A fronte della significativa percentuale di persone che si dichiarano favorevoli all’acquisto di farmaci attraverso siti Internet, la percezione dei rischi resta ancora largamente insufficiente nel nostro Paese”, dice Mario Melazzini, direttore generale dell’AIFA. “I fenomeni illegali riconducibili alla produzione e distribuzione di farmaci falsificati, alla promozione di farmaci illegali attraverso farmacie web non autorizzate o social network costituiscono un rischio sempre più concreto per i cittadini e pazienti italiani”.

Secondo l’AIFA, oltre il 50% dei medicinali reperibili online è contraffatto. “Può trattarsi di medicinali senza ingredienti attivi”, spiega Domenico Di Giorgio, dirigente dell’Ufficio per il contrasto del crimine farmaceutico, “con ingredienti attivi differenti o presenti in quantità diversa da quella dichiarata o, ancora, con un principio attivo corretto in una confezione falsificata, ad esempio, rispetto alla scadenza. I farmaci falsi sono prodotti di cui non è in alcun modo possibile garantire la qualità, la sicurezza e la capacità terapeutica poiché, nella gran parte dei casi, è impossibile identificare da dove provengano, chi li produca, in che modo e con quali ingredienti. Accade spesso di trovarsi di fronte a prodotti del tutto inefficaci o, ancor più, pericolosi, perché contaminati con sostanze tossiche, come le vernici stradali utilizzate al posto dei coloranti autorizzati o le polveri inerti, come il talco, che sostituiscono eccipienti più costosi”.

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Le farmacie autorizzate

Non tutti i siti che vendono medicinali, però, sono un pericolo o un illecito. Dal 2016 il commercio di farmaci online è consentito in Italia, come nel resto d’Europa, con alcune importanti limitazioni. Solo i siti di farmacie fisicamente presenti e attive sul territorio nazionale possono ricevere ordini via web e solo quelli registrati in un apposito elenco dal Ministero della Salute.  I rivenditori autorizzati devono esibire sul sito il logo ufficiale: una croce bianca sullo sfondo di tre bande orizzontali verdi, una piccola bandiera italiana e la scritta “Clicca qui per verificare se questo sito web è legale”.

Grossisti e portali che raggruppano più farmacie non sono autorizzati alla vendita online ed è altrettanto illecito contattare direttamente i potenziali clienti via email o social network. Attenzione poi ai rivenditori che offrono prezzi stracciati. Per legge i medicinali acquistabili online devono avere lo stesso prezzo al pubblico di quelli comprati di persona in farmacia. Infine, è consentito comprare via web solo prodotti da automedicazione, i cosiddetti farmaci da banco per cui non serve la prescrizione del medico. I siti che offrono medicinali con obbligo di ricetta o che permettono di aggirare l’obbligo di ricetta per avere prodotti che la richiederebbero sono fuori legge.

Farmaci online: no al fai da te in gravidanza e allattamento

Indipendentemente dal canale di acquisto del medicinale, poi, in gravidanza e in allattamento i medici raccomandano di evitare l’auto prescrizione e il fai da te. Farmaci da banco normalmente utilizzati per curare piccoli disturbi, come la febbre o il mal di testa, possono essere controindicati e comportare dei rischi se assunti durante l’attesa, e dopo il parto possono passare al latte materno e nuocere al bambino. “In queste fasi è sempre opportuno rivolgersi al ginecologo o al pediatra per avere indicazioni”, spiega Antonio Clavenna, farmacologo dell’Istituto Mario Negri di Milano.

Il Ministero della Salute ha recentemente pubblicato un documento, un “position statement” sull’assunzione di farmaci in allattamento indirizzato ai medici per aiutarli a valutare la sicurezza in questo contesto dei più comuni medicinali. Il documento comprende una lista, non esaustiva, di farmaci ritenuti innocui perché non passano al latte, passano solo in minima quantità o non risultano nocivi per il neonato.
Tra i farmaci da banco, gli antinfiammatori antipiretici di prima scelta indicati nella lista per la mamma che allatta sono ibuprofene e paracetamolo. L’acido acetilsalicilico è sconsigliato e altri FANS come il ketoprofene e il diclofenac sono controindicati. L’antistaminico di prima scelta è la loratadina, presente in alcuni colliri e spray nasali decongestionanti.
Il documento del Ministero, infine, invita alla prudenza nell’uso di prodotti omeopatici, fitoterapia e integratori, che a priori non possono essere considerati più sicuri. Vale anche per loro il consiglio di rivolgersi al medico curante ed evitare il fai da te.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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