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Diabete, riconoscerlo con tempestività

Diabete, riconoscerlo con tempestività

Il diabete infantile, quello di tipo uno, sta aumentando in particolare nella fascia d’età sotto i 5 anni. Il suo esordio è sempre più precoce ed è importante riconoscerne subito i sintomi. Tanto che partirà a breve una campagna nazionale d’informazione promossa dalla SIEDP, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica.


Uno su 10-15mila bambini
“Il diabete di tipo uno, quello che ha bisogno della terapia insulinica, è una malattia autoimmune che oggi colpisce 6,4 bambini su 100mila ogni anno in Italia e fino a 43,3 in Sardegna. I suoi sintomi si presentano all’improvviso, quando il danno cronico subito dalle cellule del pancreas supera la soglia dell’80%”, spiega il professor Mohamad Maghnie, direttore dell’Unità Operativa di Endocrinologia clinica e sperimentale dell’Istituto Gaslini di Genova. “A quel punto è importante che i sintomi vengano riconosciuti subito, nel giro di qualche giorno, per non correre il rischio che si aggravino fino alla chetoacidosi”.


I sintomi: tanta pipì e tanta sete
Da un giorno all’altro il bambino fa molta più pipì del normale, a volte torna a bagnare il letto e di conseguenza ha tanta sete, chiedendo acqua anche all’asilo o a scuola. Ciò accade perché il pancreas ha smesso di funzionare, non produce più abbastanza insulina e, dunque, aumenta il livello di glucosio che dal sangue passa alle urine. Fin dalla comparsa di questi sintomi, è necessario portare subito il bambino dal pediatra e, se ciò non è possibile, andare in pronto soccorso. Se non si interviene, infatti, il bimbo può peggiorare in fretta ed entrare in uno stato di chetoacidosi di varia entità: sonnolenza, cefalea, respiro rumoroso, alito che sa di frutta marcia sono i segni clinici che possono portare a edema cerebrale, a importanti sequele neurologiche e anche alla morte.


Le linee guida e la campagna
“Non è ammissibile che si continui a rischiare la vita per il diabete”, sostiene il professor Maghnie, che è anche presidente della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica. “Per questo motivo abbiamo elaborato le prime linee guida italiane rivolte ai pediatri per la gestione del bambino in pronto soccorso – dove sono fondamentali le prime due ore – e una campagna nazionale d’informazione per famiglie e insegnanti”. Nel corso del 2016 si prevede la distribuzione di materiale informativo nelle scuole di tutta Italia e presso gli studi di 10mila pediatri.

 

di Chiara Sandrucci

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