apri modal-popupadv apri modal-popupadv

22 aprile 2018

Come cambia il ciclo dopo il parto

Le caratteristiche delle mestruazioni dopo la gravidanza

Come cambia il ciclo dopo il parto

Innanzitutto una considerazione: si diventa mamme sempre più tardi, quando si è più vicine ai 40 che ai 30 anni e il ciclo subisce fisiologiche modificazioni. Ma, dopo la nascita del bebè, cosa accade? Vediamo quando torna il ciclo dopo il parto

Quando torna il ciclo dopo il parto?

Il cosiddetto capoparto, cioè il primo ciclo dopo il parto, si ha in genere 40 giorni dopo la nascita, quando termina il periodo del puerperio. Se però la donna allatta, l’amenorrea potrebbe protrarsi per alcuni mesi e in alcuni casi il capoparto potrebbe tornare solo dopo il termine dell’allattamento.

Quali le caratteristiche del primo ciclo dopo il parto? “Il capoparto potrebbe essere un po’ più abbondante rispetto a un normale ciclo, ma nei mesi successivi tende a tornare come prima, sia per durata che per flusso”, risponde Monica Calcagni, ginecologa a Roma e Frosinone. “A notare cambiamenti potrebbero essere le donne che avevano un ciclo irregolare e doloroso, poiché le modificazioni ormonali dei nove mesi influiscono positivamente sulla regolarità delle mestruazioni.

In più il dolore, dovuto principalmente ad aderenze presenti a livello pelvico prima della gravidanza, con la crescita dell’utero si risolve da sé. La stessa cosa accade se la donna soffriva di ovaio policistico (che tende a dare mestruazioni più dolorose), poiché la gravidanza normalizza i livelli ormonali alterati in caso di policistosi”.

Se ci si avvicina agli ‘anta’

Un discorso a parte se il post gravidanza capita intorno ai 40 anni. “Man mano che ci si avvicina alla premenopausa (che può iniziare già 6-7 anni prima della menopausa vera a propria), il ciclo tende a diventare più corto, anche di 20-25 giorni, mentre il flusso è solitamente più scarso”, fa notare la ginecologa. “Questo perché col trascorrere degli anni l’ovulazione è sempre meno efficiente e determina una minor produzione di progesterone, l’ormone che si sviluppa nella seconda fase del ciclo e influisce sulla qualità delle mestruazioni. Non è raro che il ciclo si annunci con perdite marroncine, definite spotting premestruale, mentre il flusso vero e proprio sembra non riuscire a ‘partire’ e, quando finalmente si avvia, dura meno giorni rispetto al passato”.

Anche la sindrome premestruale, dipendente sempre dal progesterone, è meno evidente: si avvertono meno i doloretti al basso ventre, i gonfiori, la ritenzione idrica, la tensione mammaria, gli sbalzi umorali, come se tali segni non facessero in tempo ad arrivare. Il tutto dura qualche mese o qualche anno, dopodiché si ha un’inversione di tendenza: i cicli sono via via più distanziati mentre tornano ad accentuarsi i disturbi premestruali, che si ‘accumulano’ giorno dopo giorno in attesa di potersi finalmente ‘sfogare’ con l’arrivo del ciclo.

di Angela Bisceglia


Capoparto

Con questo termine si intende il primo flusso mestruale dopo l’arrivo del bebè, che indica chiaramente come l’apparato riproduttivo sia tornato alla normalità. Ma la funzione dell’ovaio non è ancora perfettamente a punto: deve passare qualche mese prima che il ciclo torni ad avere le caratteristiche consuete. E’ normale, perciò, che le prime mestruazioni dopo il capoparto siano irregolari, o che il flusso sia diverso dal solito.

Ciclo mestruale: black-out totale per nove mesi

Durante l’attesa, l’organismo femminile produce più estrogeni e progesterone, ormoni che assicurano il proseguimento della gravidanza, ma che bloccano la comunicazione tra ovaio, ipotalamo (una zona del cervello) e ipofisi (una ghiandola alla base del cervello), meccanismo che regola a sua volta l’arrivo del flusso. Risultato: mestruazioni assenti per nove mesi. Dopo la nascita del bebè, l’orologio biologico che regola il ciclo si riattiva. La prima mestruazione, però, non arriva sempre puntuale. Per motivi costituzionali, ma anche legati al fatto di allattare o meno il piccolo al seno.

Circa il 40 per cento delle neomamme che ricorrono all’allattamento artificiale(ma anche quelle che allattano il bambino al seno per meno di un mese) ha la prima mestruazione in media dopo 8-10 settimane dal parto. A 3 mesi la percentuale si alza al 70 per cento, mentre a 6 raggiunge il 100 per cento.

I tempi diventano più lunghi, invece, per le mamme che allattano al seno in modo esclusivo: l’organismo produce prolattina, un ormone che garantisce una continua lattazione, ma nel contempo blocca più a lungo il ciclo.
Statistiche alla mano, il 35 per cento delle neomamme che sceglie la nutrizione naturale ha il capoparto dopo 3 mesi dalla nascita del bebè e il 65 per cento dopo 6 mesi. Alcune donne possono addirittura avere la loro prima mestruazione dopo 18 mesi. Questa variabilità dipende dal numero delle poppate, ma anche dall’appetito del piccolo. Se il bebè si attacca molto spesso e succhia a lungo, la prolattina rimane costantemente alta nell’organismo materno e il ciclo ci mette un po’ di più a riavviarsi.

Ciclo dopo il parto: nuovi ritmi alla ripresa

Anche se eri puntuale, i primi 5-6 cicli possono essere irregolari, sia come frequenza, sia come quantità.
E’ facile che tu abbia flussi che non rispettano i canonici 28 giorni: possono essere ravvicinati o presentarsi a intervalli più lunghi. Anche la quantità può variare rispetto a quella usuale.

Spesso i primi flussi sono molto ridotti. Soprattutto il capoparto: a volte appare così esiguo da essere scambiato per le perdite del puerperio (i lochi). Ma il capoparto non ha nulla a che vedere con queste perdite, che caratterizzano i primi 20 giorni dopo il parto e sono frutto della lenta eliminazione della decidua (il tessuto che ha tappezzato la superficie interna dell’utero per tutti i nove mesi). I lochi infatti hanno caratteristiche diverse da quelle di un normale flusso mestruale: sono di color rosso vivo solo nei primi giorni dopo il parto, e nel giro di una settimana diventano sierosi e striati di tracce di sangue. Dal 15esimo giorno in poi, si trasformano in una secrezione chiara e cremosa.

In altri casi, il flusso può essere molto più abbondante rispetto al solito. Tutto è comunque nella norma: un po’ come capita nell’adolescenza, l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio ha bisogno di un certo tempo per rimettere a punto i messaggi chimici che regolano le funzioni.

Come per incanto il dolore se ne va

La ripresa del ciclo dopo il parto può riservarti anche una sorpresa gradita. Soprattutto se, prima dell’arrivo del bebè, “quei” giorni erano abitualmente sinonimo di dolori e crampi al basso ventre. Quasi per magia puoi ritrovarti, infatti, con un ciclo che non ti dà più problemi.

Occhio alla contraccezione

La comparsa del primo ciclo dopo il parto non sempre combacia con il riavvio della fertilità: puoi avere l’ovulazione (e quindi iniziare una nuova gravidanza) anche prima del capoparto.
Se desideri essere certa di non rimanere subito incinta, ricorri esclusivamente a rapporti protetti, sin dalla ripresa dell’attività sessuale e indipendentemente dalla comparsa del flusso mestruale.
Non orientarti subito, però, sui metodi di contraccezione naturale (come il Billings): a breve distanza dalla nascita, la mancanza di puntualità del ciclo li rende davvero poco sicuri. Potrai tornare a prenderli in considerazione solo dopo la comparsa di almeno tra cicli regolari: nel frattempo, è più prudente optare per il profilattico.
Se vuoi una maggiore copertura anticoncezionale, puoi ricorrere alla pillola già dopo un mese dalla nascita del bebè. Se allatti al seno, non assumere la stessa pillola che usavi prima della gravidanza, ma orientati sulla minipillola, che non riduce la quantità di latte e non ne modifica la qualità.

Commenti