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Antiginnastica, per “sentire” te stessa

Un metodo di benessere che permette di conoscersi meglio, di appropriarsi del proprio corpo e di allontanare lo stress

Antiginnastica, per “sentire” te stessa

Restituire al corpo tonicità, mobilità e flessibilità, ritrovare l’energia, allentare la tensione. Sono gli obiettivi dell’antiginnastica, metodo di lavoro psicocorporale nato in Francia, basato sull’ascolto delle percezioni, su movimenti lenti e non standardizzati e sulla stimolazione dei muscoli profondi. Una disciplina che, per queste caratteristiche, risulta adatta alla remise en forme della neomamma.

 

Antiginnastica: di cosa si tratta?

“Tendiamo a vedere il corpo come un oggetto di investimento in bellezza e giovinezza”, dice Mirco La Mendola, personal trainer di Villa Eden Leading Park Retrat di Merano, laureato in Attività motorie preventive e adattative. “Basta pensare alle tante interviste ad attrici che raccontano di essere tornate in forma strepitosa 15 giorni dopo il parto”. Ma esiste un’altra tendenza, che vede il corpo più come “relazione” che non “oggetto” e intende il benessere come esplorazione, capacità di “sentire”, ricerca di un equilibrio psicofisico. L’antiginnastica si inserisce in questo filone. “Ma attenzione a non confonderla con una tecnica di rilassamento o meditazione”, avverte La Mendola. “Questa disciplina lavora in modo profondo anche sul corpo e sulla muscolatura”. In particolare si concentra sulla catena posteriore, quella che i gesti della vita quotidiana tendono ad accorciare. Da questo ipertono dei muscoli posteriori, secondo la creatrice del metodo, la fisioterapista francese Thérése Bertherat (1931-2014), derivano vari problemi, dalla flaccidità dell’addome ai dolori alla schiena.

Il lavoro di riallungamento di questi muscoli, quindi, risulta molto utile alla donna che ha appena vissuto una gravidanza. “Perché per molti mesi”, dice Mirco La Mendola, “il peso del corpo sbilanciato in avanti ha spostato il carico sulla schiena, determinando quell’accorciamento della muscolatura posteriore che l’antiginnastica si propone di riequilibrare”.

 

Come si svolgono le sedute?

“Il lavoro sulla respirazione è centrale”, dice La Mendola. “Se respiriamo male, contribuiamo all’accorciamento muscolare. Inoltre è importante la percezione, l’ascolto, la ricerca delle tensioni nascoste, la ristrutturazione della muscolatura profonda della colonna vertebrale”.

I movimenti sono lenti, non traumatici, semplici, mai standardizzati. La lezione, individuale o di gruppo, non viene preparata in anticipo, ma creata al momento, in base al “qui e ora” dei partecipanti, a ciò che emerge in quel momento dal gruppo. “Per questo gli istruttori devono avere molta formazione ed esperienza”, spiega La Mendola.

Per le puerpere non ci sono controindicazioni. Per quelle che hanno avuto un cesareo, è necessario aspettare almeno che vengano tolti i punti. “Come per tutte le discipline”, raccomanda La Mendola, “scegliete con cura l’istruttore. Spiegate che avete partorito da poco e insospettitevi se non vi fa le domande di rito – per sapere se è stato un parto vaginale o cesareo e se state allattando – e se non verifica la chiusura dei muscoli addominali”. Dieci sedute costano indicativamente 200-250 euro, ma tale cifra può variare da centro a centro.

Per conoscere meglio il metodo, consultare il sito http://www.antiginnastica.com.

 

di Francesca Capelli

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