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21 maggio 2018

Sono allergica: come mi curo?

Quando si allatta il bebè, le precauzioni sono d'obbligo: non bisogna sospendere le terapie, ma talvolta è necessario modificarle

Sono allergica: come mi curo?

Siamo ancora in piena stagione “starnuti”: il periodo più critico per le allergie ai pollini, che riguardano almeno il 20% della popolazione, si protrarrà ancora per diverse settimane e non bisogna abbassare la guardia. Le graminacee, per esempio, la famiglia erbacea più diffusa e presente a tutte le latitudini, presenta il suo picco di pollinazione tra maggio e luglio. Per tenere sotto controllo i sintomi, che vanno dal semplice “raffreddore da fieno”, all’orticaria, fino a vere e proprie crisi asmatiche, spesso è necessario ricorrere ai farmaci. Ma cosa è permesso se si sta allattando il proprio bebè?

I corticosteroidi sono sicuri

“In alcuni casi, durante il periodo dell’allattamento, i sintomi causati dalle allergie stagionali risultano attenuati, a causa del diverso quadro ormonale che determina una generale condizione antinfiammatoria”, spiega Alessandro Fiocchi, responsabile del Dipartimento Pediatrico Universitario-Ospedaliero di Allergologia dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “Non è però una regola e per questo, nei casi più severi, si pone la necessità di ricorrere ai farmaci. I più sicuri sono i corticosteroidi per via sistemica e quelli utilizzati sotto forma di spray nasale. Si possono utilizzare anche gli spray di tipo cortisonico indicati per l’asma, e i broncodilatatori”. Ovviamente il parere del proprio medico è sempre necessario, anche per quanto riguarda il momento in cui è più opportuno assumere i medicinali: solitamente si consiglia subito dopo la poppata o, ancora meglio, prima del riposo più lungo del bambino.

Prudenza con gli antistaminici

Per quanto riguarda gli antistaminici, invece, occorre essere più prudenti. “Vengono considerati ‘probabilmente’ sicuri, ma non si può escludere che la percentuale di farmaco escreto attraverso il latte possa avere effetti collaterali sul bambino, e provocare soprattutto sonnolenza”, prosegue il professor Fiocchi. “Per questo, se proprio non si riesce a farne a meno, è meglio scegliere tra gli antistaminici quelli di ultima generazione, che hanno meno effetti sedativi: fexofenadina, desloratadina, rupatadina. Inoltre, se la mamma sta effettuando l’immunoterapia, ossia i vaccini contro le allergie, non deve sospenderla. Nel caso dei farmaci biologici, a cui si ricorre nelle situazioni più severe, dipende dal tipo: l’omalizumab, antagonista delle immunoglobuline E, si può continuare ad assumere, mentre è necessario sostituire gli inibitori di interleuchina 17 con farmaci cortisonici”.

Le precauzioni da seguire

A parte le indicazioni sulla terapia medica, per controllare i sintomi delle allergie e limitare così l’assunzione di farmaci, la neomamma dovrebbe seguire alcuni accorgimenti, che valgono per tutti e per lei a maggior ragione.

*Evitare le uscite in prossimità di aree verdi soprattutto nelle ore centrali della giornata, e nelle giornate secche, ventose e calde: la concentrazione di pollini in questi frangenti è maggiore.

*Tenere i finestrini dell’auto chiusi in modo da non far entrare i pollini nell’abitacolo.

*Non uscire subito dopo un temporale: l’acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree e in maggior profondità.

*Cambiare l’aria di casa al mattino presto o alla sera tardi, quando la concentrazione pollinica è più bassa.

*Aspirare spesso i pavimenti e cambiare le federe dei cuscini per limitare l’inalazione di pollini depositati in casa.

 

di Laura D’Orsi

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