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Viaggi all’estero: permessi con i piccoli?

Viaggi all’estero: permessi con i piccoli?

Oggi sono tante le mete raggiungibili con qualche ora di viaggio in aereo. Ma con i bambini piccoli si può partire per una vacanza all’estero? Ecco tutte le precauzioni da prendere per un’estate senza rischi.

Con i piccolissimi ci vuole cautela

“Non è consigliabile l’uso dell’aereo nel primo mese di vita o anche ai lattanti di qualche mese se nati pretermine: la lunga permanenza in un ambiente chiuso in compagnia di 200 persone li esporrebbe inutilmente a un rischio infettivo”, premette Antonino Reale, responsabile di Pediatria dell’Emergenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma i cui esperti hanno curato l’edizione online 2014 del Vademecum del piccolo viaggiatore. “Dopo di che all’estero si può andare, ma più i bambini sono piccoli e più ci vuole prudenza: in alcuni Paesi, anche per un problema banale può essere difficile ricevere un’adeguata assistenza”. Un esempio? Una diarrea del viaggiatore in un adulto non costituisce un pericolo, ma la stessa patologia in un lattante può avere esiti gravi se il bambino non viene rapidamente reidratato. E non è detto che su un’isola della Polinesia sia così facile. La meta è dunque da scegliere con attenzione e, preferibilmente, deve esserci la possibilità di raggiungere, in caso di bisogno, un presidio ospedaliero pediatrico.

Precauzioni in aereo

Come gli adulti, anche i bambini possono soffrire il mal d’aereo. “Per combattere la nausea il pediatra può prescrivere farmaci contro il ‘mal da movimento’. Inoltre, spesso in fase di decollo e atterraggio, i più piccoli scoppiano a piangere a causa del mal d’orecchi”, spiega l’esperto. “Per cercare di evitare questo disturbo, dovuto alla variazione della pressione sul timpano, si possono offrire da bere al bimbo, il seno o piccole quantità d’acqua. Occorre ricordare, però, che i biberon contenti oltre 100 ml spesso non passano al check in: è quindi opportuno informarsi al momento della prenotazione per conoscere i quantitativi ammessi”. Al contrario, i bambini in genere patiscono meno degli adulti il jet lag: si adattano meglio, dormono sull’aereo e poi si riaddormentano una volta arrivati. “Soltanto dalle 4 o 5 ore di fuso orario in su, possono risentirne”, afferma il pediatra. “In questo caso pare funzionare abbastanza bene la melatonina, che si può somministrare dall’anno di vita”.

Acqua e cibo confezionati

Se la meta è un Paese esotico, si devono consumare soltanto alimenti e bevande confezionate. L’aspetto apparentemente sano e appetibile degli alimenti non è garanzia di sicurezza. E vanno escluse dall’alimentazione verdure crude e frutta non sbucciata. “Anche i denti vanno lavati con l’acqua minerale”, afferma l’esperto.

Vaccinazioni: informarsi prima della partenza

In alcuni Paesi è d’obbligo vaccinarsi contro alcune malattie. Altre volte, invece, i vaccini sono fortemente consigliati ma non obbligatori. Prima di partire per una meta esotica, è dunque necessario consultare il pediatra di famiglia o un centro vaccinale. Online è disponibile il sito dell’OMS dedicato alla salute dei viaggiatori o il manuale americano, conosciuto come Yellow Book. “Bisogna sempre domandarsi se valga la pena di sottoporre i piccoli a tante vaccinazioni o alla profilassi per la malaria”, conclude il pediatra. “La vacanza deve essere un piacere anche per il bambino: portarlo a fare un safari per vedere i leoni può avere un senso a sei anni, a un anno di meno”.

di Chiara Sandrucci

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