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Vaccini obbligatori: sei in regola?

Il decreto che li ha resi obbligatori per andare all’asilo e a scuola, operativo da settembre, è arrivato al giro di boa: ecco cosa c’è da sapere

Vaccini obbligatori: sei in regola?

Stiamo arrivati alla scadenza del 10 marzo, fissata dal ministero come termine ultimo per mettersi in regola con le vaccinazioni. Pena la sospensione dall’asilo o una multa dalle elementari in su. Ma in realtà c’è ancora tempo: basta avere una prenotazione dell’appuntamento vaccinale, per continuare a frequentare. Anche fino alla fine dell’anno.

Chi non ha fatto in tempo

Il chiarimento è arrivato dal ministro Lorenzin in una nota inviata all’Anci, l’Associazione dei Comuni Italiani, il 3 febbraio. Aver preso appuntamento vale come lasciapassare all’asilo in tutte quelle Asl che non hanno ancora esaurito le liste d’attesa. Un modo per non penalizzare chi non ha fatto in tempo, ha dovuto rimandare o ha fin dall’inizio ricevuto un appuntamento oltre la scadenza del 10 marzo. Laddove la Asl abbia già terminato di vaccinare tutti i bimbi prenotati, invece, non valgono più scuse. Tanto che nella provincia di Cuneo sono già stati allontanati 4 bambini a fine gennaio. “Abbiamo previsto tutte le facilitazioni possibili per le famiglie”, ha dichiarato il ministro Lorenzin nei giorni scorsi. “Le uniche a essere sanzionate saranno quelle che non hanno voluto vaccinare i figli per motivi ideologici. Noi dobbiamo garantire la sicurezza di tutti i bambini”.

Quanti bimbi mancano all’appello

Non ci sono ancora dati a livello nazionale. Sono le singole ASL o i diversi assessorati a fornire di volta in volta numeri locali. Ma si stima che siano ancora decine di migliaia i bambini e i ragazzi da 0 a 16 anni da vaccinare in tutta Italia: 153 mila solo in Lombardia, 38 mila in Piemonte, 20 mila in Liguria. “Nella maggior parte delle regioni sarà impossibile rispettare la scadenza del 10 marzo, si andrà ben oltre”, ammette Fausto Francia, presidente della SITI, la Società Italiana d’Igiene. “Dati i tempi stretti e le difficoltà organizzative prospettate all’inizio, è comunque un successo: secondo le nostre stime, per l’esavalente c’è stato un aumento del 2,3% di copertura, che ci ha riportato sopra la soglia di sicurezza del 95%, e per l’MPR, morbillo, rosolia, parotite, abbiamo guadagnato il 6%, arrivando al 92-93% di copertura”.

EsavalenteUn vaccino sicuro

Certificato “ufficiale” sì o no?

Ogni regione ha stabilito in autonomia come raggiungere l’obiettivo fissato dalla legge. Procedure diverse, a seconda delle risorse disponibili sul campo. In teoria, entro il 10 marzo, chi è sempre stato in regola deve sostituire l’autocertificazione già presentata a inizio anno con il certificato “ufficiale”. È richiesto in Lombardia, dove però è possibile scaricare direttamente dal Fascicolo Sanitario Elettronico dei propri figli l’elenco delle vaccinazioni eseguite (così come in Emilia Romagna). In Piemonte, invece, una circolare della Regione ha stabilito che non è necessario: la Asl verifica tramite l’Anagrafe Vaccinale gli elenchi e segnala direttamente al nido, all’asilo o alla scuola i nominativi di chi risulta non in regola.

Cosa si rischia a temporeggiare

Sono rari i casi di una totale assenza di vaccinazioni. La Società Italiana d’Igiene stima che la percentuale dei genitori no vax non superi l’1%. Più spesso accade che manchi il vaccino MPR o soltanto un richiamo o, per i bambini stranieri, che la documentazione sia difficile da recuperare. Sono in molti, però, gli indecisi che temporeggiano: fissano l’appuntamento, non si presentano e ne riprendono un altro. Una strategia che non paga. In questo modo il bambino potrebbe anche riuscire a terminare l’anno senza essere sospeso, ma dal prossimo non entra più: a chi risulterà ancora non vaccinato verrà negata l’iscrizione, mentre per chi frequenta la scuola dell’obbligo sarà inevitabile la multa fino a 500 euro.

di Chiara Sandrucci

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