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04 giugno 2018

Uno spettacolo dedicato alla nascita prematura

“Io ti aspetto lo stesso”. Questo il titolo del musical dedicato all'esperienza della nascita prematura che andrà in scena sabato 9 giugno a Cassola, in provincia di Vicenza. Il ricavato della serata sarà devoluto al reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell'Ospedale San Bortolo di Vicenza

Uno spettacolo dedicato alla nascita prematura

Due giovani che si innamorano, si scelgono, decidono di creare una famiglia. Una gravidanza che ha inizio ma… si conclude troppo presto. E l’esperienza forte, intensa, a tratti drammatica, di due genitori che si trovano a vivere la paura, la speranza e la lunga attesa delle settimane e dei mesi trascorsi in un reparto di Terapia Intensiva accanto al proprio bambino. Questa la storia che verrà messa in scena sabato 9 giugno all’Auditorium A.Vivaldi di Cassola (Vc) grazie alla collaborazione di un team di artisti (cantanti, musicisti, ballerini, attori), tra cui Federico Spagnoli, compositore milanese che ha scritto dei brani per cantanti del calibro di Mina e Celentano. Il musical, organizzato dall’Associazione Culturale ArteSia in collaborazione con la Scuola di danza Bassano Ballet, fa parte di un più ampio progetto che ha preso il via lo scorso novembre, in occasione della Giornata Mondiale del Bambino Prematuro con la presentazione del brano intitolato come lo spettacolo, “Io ti aspetto lo stesso”, scritto da Spagnoli che ha sposato in pieno la causa, e interpretato da Barbara Melotto, insegnante di canto e mamma di Edoardo, nato prematuro a ventidue settimane di gestazione. Ed è proprio Barbara che dopo la canzone, ha avuto l’idea di uno spettacolo teatrale per far conoscere una realtà, quella della nascita prematura, che pur essendo in crescita è ancora poco nota, poco considerata.

 

In una canzone le emozioni delle mamme

Ha alternato parole e lacrime, Barbara Melotto, mentre interpretava la canzone che ora è a disposizione delle associazioni di genitori che offrono sostegno alle famiglie che hanno un bimbo ricoverato in TIN e di tutte le mamme e i papà che desiderano ascoltarla. E nella sua voce si sentono le emozioni, forti e chiare, di una madre che sa di cosa sta parlando. “Edoardo è nato a 22 settimane e quattro giorni di gestazione”, ricorda mamma Barbara, “pesava 500 grammi e per due mesi e mezzo è rimasto sospeso tra la vita e la morte. Non è stato facile, ma ce l’abbiamo fatta. Oggi lui ha quasi sei anni e sta bene, ma questa è un’esperienza che ti resta dentro, che ti segna. Vedere queste creature così piccole combattere con tutte le loro forze ti cambia la vita: i piccoli problemi di ogni giorno vengono ridimensionati, cambiano le priorità”.

 

Un’esperienza poco conosciuta

L’idea della canzone è nata per sostenere il reparto di TIN dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza dove il piccolo Edoardo è rimasto ricoverato tanto a lungo. E dopo il CD, Barbara ha pensato un passo ulteriore: il musical. “Si conosce ancora troppo poco di questo argomento” sottolinea. “Dell’esperienza della nascita, ma anche degli anni successivi in cui i bimbi nati prematuri devono affrontare, insieme alla loro famiglia, un percorso di crescita che spesso richiede accorgimenti particolari e ha tempi diversi da quelli degli altri bambini. Per quanto riguarda il periodo del ricovero, una delle battaglie che stanno portando avanti genitori e associazioni che si occupano di prematurità è quella per ottenere l’apertura dei reparti di Terapia Intensiva 24 ore su 24, per garantire la vicinanza di mamma, papà e bimbi”.

“Un bambino nato con grave prematurità deve recuperare lo svantaggio nei confronti dei coetanei nati a termine attraverso progetti mirati di fisioterapia, logopedia, psicomotricità… Un impegno gravoso per lui e per la sua famiglia”, sottolinea Elisabetta Ruzzon presidente dell’associazione Pulcino Onlus che insieme a Vivere Onlus e Prematuramente APS sta collaborando alla promozione del progetto.

“Ma ad oggi ci sono ancora dei ‘vuoti’ a livello legislativo e burocratico per quanto riguarda l’assistenza a queste famiglie”, commenta Barbara Melotto. “Il nostro progetto vuole richiamare l’attenzione sulla prematurità, farne conoscere le problematiche e sensibilizzare l’opinione pubblica”.

 

Un progetto solidale

I fondi raccolti grazie alla canzone, al CD e allo spettacolo teatrale sono destinati ai reparti che offrono assistenza a questi piccoli “guerrieri”. Dopo la “prima” che si terrà a Cassola, l’intenzione sarebbe quella di replicare e far arrivare il musical in altre città italiane.

“Il ricavato della vendita dei biglietti e le donazioni offerte da chi desidera una copia del CD (che sarà disponibile il 9 giugno per chi si recherà a teatro) è destinato ai reparti di Terapia Intensiva Neonatale della zona”, conclude Barbara Melotto.

Per saperne di più o per acquistare i biglietti il riferimento è la pagina facebook del progetto.

Per informazioni si può telefonare al numero 366.3473929.

Chi vuole acquistare la canzone “Io ti aspetto lo stesso” può scaricarla dai negozi online come Amazon, Google Play e Itunes: ogni download è una donazione.

 

di Giorgia Cozza

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