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Una “regressione” dopo la nascita del fratellino

Se non si tratta di episodi isolati, ma di atteggiamenti ripetuti nel tempo, ecco come intervenire con delicatezza

Una “regressione” dopo la nascita del fratellino

Accade di frequente che l’arrivo di un fratellino causi una “regressione” nel primogenito. Bambini che ricominciano a usare il ciuccio o a fare la pipì nelle mutandine, che adottano un tono di voce e un linguaggio “da piccoli”, che si rifiutano di addormentarsi da soli o di usare la forchetta anche se avevano già imparato da tempo. All’inizio, certi comportamenti possono strappare un sorriso a mamma e papà. Ma poi, è necessario intervenire.

Il desiderio di essere premiato

“In realtà, non si tratta di regressione: meglio parlare di un comportamento di ‘imitazione’. Il bambino, cioè, si adegua a quello che sembra richiedere l’ambiente circostante: se il neonato riceve – come è naturale – coccole e attenzioni da mamma e papà, il più grandicello si comporterà proprio come lui per ottenere lo stesso trattamento. Insomma, per essere premiato”, spiega Daniela Bavestrello, psicoterapeuta dell’infanzia. Il trucco è evitare di lodare e dare importanza a ogni piccola conquista del bebè in presenza del figlio maggiore. Per esempio, complimentarsi con il neonato per ciò che si trova nel pannolino (“Guarda che bravo: hai fatto la cacca!”) può far pensare al più grandicello che sia più conveniente anche per lui ricominciare a usarlo. “È importante riuscire a bilanciare le attenzioni rivolte ai due figli: non è vero, infatti, che l’ultimo arrivato sia il più bisognoso di cure. E i genitori non devono certo temere che il piccolo ne risenta: al contrario, sarà stimolato a imitare il fratello maggiore e probabilmente brucerà le tappe”.

Giocare a fare il bebè

Se tra i due fratellini ci sono soltanto uno o due anni di differenza, in genere accade che il primo ‘rallenti’ un po’ con i suoi progressi, mentre il secondo accelera, per ritrovarsi presto allo stesso livello, quasi come se fossero coetanei. Quando la differenza è maggiore, invece, è importante che il genitore sappia come gestire la situazione. “Non bisogna punire le regressioni, bensì premiare le differenze. Vanno lodati i comportamenti ‘da grande’, mentre quelli da bebè non devono essere trattati come speciali. In questo, il gioco ha un ruolo fondamentale“. Il maggiore vuole bere dal biberon? Per un giorno potrà provare a usarlo tutta la famiglia. Desidera usare il pannolino? Lasciamoglielo mentre gioca: si accorgerà che la sensazione di bagnato non è per niente piacevole.

Valorizzare i comportamenti “da grande”

“Alcuni bambini, dopo aver giocato a fare il bebè, lasceranno perdere certi comportamenti. Per altri, invece, potrebbe non essere sufficiente. In questi casi, l’adulto deve sottolineare con il maggiore i vantaggi dell’essere grande e gli svantaggi dell’essere piccolo. Il bambino vuole sempre addormentarsi in braccio alla mamma? Allora, non potrà andare in bicicletta, perché i neonati non possono farlo. L’importante è mantenere un tono leggero e scherzoso, che permetterà al bimbo di ‘tornare sui propri passi’, rinunciando ai comportamenti da piccolo, e ai genitori di evitare rimproveri e punizioni”, conclude l’esperta.

di Monica Gabrielli

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