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Talco fa male ai bambini? Tutta la verità sul borotalco

Talco fa male ai bambini? Tutta la verità sul borotalco

Il borotalco è tra i prodotti più antichi studiati per la cura della pelle dei piccoli. Il talco deriva dai depositi di roccia che si trovano in tutto il pianeta e viene estratto proprio come molti altri minerali preziosi, una volta estratto il talco viene parzialmente frantumato e classificato in base alla qualità. Ideato verso la fine dell’Ottocento, la popolarità del borotalco è cresciuta nel tempo. Gli ingredienti sono la polvere di talco, minerale a grana fine (composto da magnesio, silicio, ossigeno e idrogeno) dalle proprietà lubrificanti e assorbenti, e l’ossido di zinco, dall’azione lenitiva.

Oltre ad assorbire l’umidità dopo il bagno o la doccia, questo cosmetico aiuta a ridurre le irritazioni cutanee e lascia la pelle delicatamente profumata. Il borotalco per bambini negli ultimi anni è finito sotto i riflettori con l’accusa di essere potenzialmente cancerogeno, cosa che potrebbe destare preoccupazione in molti, vista la sua diffusione. Durante questo articolo proveremo a fare chiarezza e a rispondere alla domanda “Il borotalco fa male?”.

 

Borotalco cancerogeno: che cosa c’è di vero?

Mamme e papà talvolta si preoccupano relativamente all’utilizzo del talco per neonati e per bambini. Quanto ai rischi potenziali, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il talco come possibilmente cancerogeno (inserendolo nella categoria 2B, cioè quella degli agenti per i quali esiste la possibilità che sia dannoso ma non esistono prove sufficienti in merito) sottolineando però come non sia il caso di farsi prendere dal panico e come non si possa affermare con certezza che possa provocare tumori. (Fonte: Altroconsumo: http://www.altroconsumo.it/salute/cura-della-persona/news/talco).

L’aumento del rischio, in ogni caso molto contenuto, concerne infatti solo il tumore all’ovaio (che riguarda una piccola percentuale delle diagnosi di tumori femminili, il 5%) in associazione a un utilizzo regolare e prolungato nel tempo del talco (per molti anni) sui genitali femminili, cosa che non rientra nelle abitudini di igiene quotidiana.

 

Quindi fare uso di talco aumenta il rischio di ammalarsi di cancro alle ovaie?

L’associazione Italiana per la ricerca sul cancro (AIRC) ha risposto alla domanda “il borotalco fa male?” sostenendo che la maggioranza delle prove scientifiche più rigorose non dimostrano una corrispondenza tra l’utilizzo del talco e l’aumento del rischio di sviluppare tumori.

In sostanza, si considera teoricamente possibile che il talco, applicato sulle aree genitali femminili, possa superare vagina, utero e tube di Faloppio, giungere alle ovaie e causare un’infiammazione (considerata fattore di rischio per il cancro alle ovaie). Studi in merito, però, hanno ottenuto risultati contraddittori.

Le cause del tumore dell’ovaio restano in massima parte ignote: è probabile che non ci sia una sola causa, ma che contribuiscano numerosi fattori, in parte genetici e in parte ambientali.

 

Si può cospargere il talco sui bambini? Si può utilizzare il talco nei neonati?

Assolutamente sì, il talco per i bambini e per i neonati è un prodotto puro e sicuro. L’importante è prestare attenzione che il bambino non lo inali perché le microscopiche particelle potrebbero penetrare nelle vie respiratorie profonde e favorire lo sviluppo di forme di allergia (piccole quantità eventualmente inalate, comunque, sono sicure e non causano problemi a lungo termine). È sufficiente quindi applicare il talco solo dove necessario escludendo la zona del viso ed prestando attenzione che il piccolo non giochi con la confezione. Al di là del rischio di inalazione, non sono stati registrati altri rischi per i bambini, soprattutto legati a eventuali tumori.

 

Quindi il talco fa male?

Anche se una sentenza statunitense ha condannato Johnson’s & Johnson’s nota azienda produttrice di talco, ed in particolare il Johnson’s Baby Talco, le prove scientifiche non vanno però nella stessa direzione della sentenza: nella maggior parte dei casi non si nota alcuna relazione tra uso di talco e aumento del rischio. Quando emerge un piccolo aumento del rischio, si tratta di studi retrospettivi, basati sui ricordi delle persone intervistate e quindi meno affidabili di studi sperimentali. A “discolpa” del talco vi sono anche due importanti fattori: in nessuno studio è stata notata una relazione tra uso di talco a livello inguinale (o addirittura all’interno della vagina) e aumento del rischio; né è stata individuata una relazione tra durata del consumo di talco e frequenza della malattia (una relazione invece quasi sempre esistente nel caso dei carcinogeni).

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