apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Svezzamento vegetariano: le 5 regole d’oro

È possibile svezzare seguendo i principi vegetariani, ma occorre osservare alcune attenzioni ed essere guidati da uno specialista, che indichi le opportune integrazioni

Svezzamento vegetariano: le 5 regole d'oro

Aumentano gli italiani che seguono una dieta “verde”: secondo i dati Eurispes 2017, sono ben il 7,6%. In particolare, il 4,6% degli intervistati si dichiara vegetariano, mentre i vegani, che escludono dalla loro alimentazione anche tutti i prodotti di origine animale, raggiungono il 3% (l’anno scorso erano l’1%). Il tema riguarda, quindi, sempre più da vicino anche i piccoli: come regolarsi con le prime pappe, se in famiglia si segue un regime “green”, per assicurare al bambino tutti i nutrienti essenziali per la sua crescita? Ecco le indicazioni fondamentali per lo svezzamento vegetariano.

1. Latte, latte, latte

Durante lo svezzamento il latte materno rimane un alimento fondamentale nella dieta del bambino. “In sua assenza, si può ricorrere ai latti formulati per l’infanzia a base di soia o di riso, anziché a base di latte vaccino, utilizzati anche per i bimbi allergici e appositamente realizzati per rispondere alle esigenze dei più piccoli”, suggerisce Luciana Baroni, medico nutrizionista, esperta in alimentazione vegetariana e coautrice del manuale Il piatto VegMamy (Sonda, 2015). “Le bevande – o ‘latti’ – vegetali da banco non devono invece essere assolutamente usate in sostituzione, ma solo eventualmente come aggiunta, al posto dell’acqua”. Va evitato nel primo anno di vita il latte vaccino.

2. Crema di legumi al posto dell’omogeneizzato

La base rimane la stessa: la classica pappa vegetale di crema di cereali, preparata con brodo vegetale o latte materno o di formula. “Non è difficile: al posto dell’omogeneizzato di carne o pesce si usa una crema di legumi”, spiega l’esperta. “Va fatta in casa con legumi decorticati oppure togliendone la buccia una volta cotti. Possono essere usati tutti i tipi di legumi decorticati, i legumi in fiocchi e le farine di legumi. Asportare la cuticola dal seme cotto è un’operazione semplice, che può essere eseguita anche manualmente, date le piccole quantità”. Le fonti proteiche sono molteplici: non provengono solo dai legumi, ma anche dai tanti tipi di cereali utilizzati, soprattutto pseudocereali (grano saraceno, quinoa e amaranto) e dalle verdure.

3. Tutte le verdure, ma passate

“La verdura va sempre proposta dopo aver accuratamente eliminato la fibra, sia come brodo vegetale, che lessata e passata con un colino e offerta col cucchiaino. Le verdure vanno tutte bene, purché di stagione, senza distinzioni e senza calendario d’introduzione”, afferma Luciana Baroni. Le fibre limitano l’apporto di nutrienti e calorie, e quindi vanno eliminate nel primo anno di vita e ridotte al minimo nel secondo. Tenuto conto dell’importanza dei vegetali nell’alimentazione e dell’impronta che un’esperienza sensoriale così precoce lascia nel bambino, la verdura nei brodi va proposta anche privilegiando tipologie differenti, di volta in volta prevalenti, affinché il brodo di verdura diventi una “palestra” del gusto, dei profumi e dei colori.

4. Olio di semi di lino nella pappa

L’aggiunta di un cucchiaino di olio di semi di lino nella pappa garantisce il giusto apporto di omega 3. Va conservato in frigo e non può essere utilizzato per cucinare perché gli acidi grassi polinsaturi contenuti si altererebbero. L’olio extravergine di oliva va usato per coprire l’apporto di grassi, evitando di ricorrere ad altri tipi di grassi. Alla pappa va aggiunto anche un cucchiaino di semi oleaginosi (lino, sesamo, girasole e zucca), polverizzati al momento dell’uso con un macinacaffè. “Ad essi si possono aggiungere, di volta in volta, piccole quantità di frutta secca – noci, mandorle, anacardi, noci del Brasile, noccioline, pinoli e così via, sempre da polverizzare al momento”, ricorda l’esperta. “Frutta secca e semi sono una ricca fonte di minerali e di acidi grassi polinsaturi, oltre che di calorie concentrate per il piccolo”.

5. E fino ai due anni…

– No alle fibre (cioè no ai cibi integrali). “L’alimentazione vegetariana esalta le fibre e i cibi integrali, ma i piccoli sono un’eccezione. I legumi vanno quindi proposti decorticati fino a 24 mesi, i cereali vanno ripuliti dalla crusca e la verdura va passata con un colino”, afferma l’esperta.

– No alla macrobiotica. È spesso confusa con la dieta vegetariana (anche nelle ricerche), ma le sue caratteristiche, se non adeguatamente adattata, non sono compatibili con le esigenze nutrizionali di un bimbo, e può quindi causare malnutrizione.

– Sì all’integrazione della vitamina B12. “Appena il latte della mamma – che sta responsabilmente assumendo la vitamina B12 – si riduce nella dieta del piccolo, spetta al medico valutare quando è il momento di integrare questa sostanza, presente solo negli alimenti di origine animale, a loro volta integrati attraverso i mangimi”, conclude Luciana Baroni. “La posologia adatta al bambino fino ai 3 anni di vita è minimo di 1 mcg x 2 volte al giorno o 5 mcg in un’unica assunzione. Vanno utilizzati gli integratori in gocce: 1 goccia = 1.25 mcg o 3.3 mcg a seconda della marca”.

 

di Chiara Sandrucci

Commenti