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10 agosto 2018

Svezzamento, le 10 mosse vincenti

Ora che è ufficialmente cominciato, come gestire gli alimenti? Cosa deve mangiare, a che ora e quante volte in una settimana?

Svezzamento, le 10 mosse vincenti

Nei primi tempi, quando la mamma si cimenta con le pappe, i dubbi sono mille. Ecco i consigli di Antonella Diamanti, gastroenterologa e nutrizionista dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

1. A che ora farlo mangiare?

Pensando a uno schema di massima, un orario tra le 11 e le 13 è il migliore per il pranzo. In questo modo, tra le 14 e le 16 potremmo proporre una merenda, per arrivare, dopo almeno un mese dall’avvio dello svezzamento, alla cena, che idealmente andrebbe proposta tra le 18 e le 20. Naturalmente, i primi tempi, questi pasti saranno intervallati dalle poppate (al seno o al biberon). È sempre bene farsi consigliare dal pediatra di riferimento. In linea di massima le poppate, in fase di svezzamento, andrebbero distanziate dal pasto per fare in modo che il bambino arrivi più invogliato ad assaggiarlo.

2. Come deve essere formulata la prima pappa?

La ricetta ‘della nonna’, sempre valida, prevede di bollire in un litro d’acqua tre verdure (ad esempio zucchina, carota e patata) fin quando il liquido diventa la metà. Sarà il pediatra a dare istruzioni precise: generalmente, comunque, si consiglia di cominciare con 150/180 ml di brodo, aggiungendo progressivamente le cosiddette ‘creme’, ovvero le farine di cereali, nella misura di 15/20 grammi.

Un trucco: per essere sicure di avere ottenuto la consistenza giusta miscelando acqua e farine, si può fare la prova del cucchiaino. Se la pappa non cola, resta ‘ben salda’ al cucchiaio, allora vuol dire che va bene. Questa pappa può sempre essere condita con un cucchiaino di olio di oliva.

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3. A merenda, cosa offrirgli?

Per cominciare, sia per la merenda di metà mattina, sia per quella di metà pomeriggio sono indicati circa 30 grammi di frutta fresca grattugiata (oppure mezzo omogeneizzato). Si può usare la pera, la mela, la banana e, volendo, allungare la purea con del succo di arancia: l’importante è non zuccherarla. Progressivamente (intorno all’ottavo mese), si può introdurre anche lo yogurt per una delle due merende, avendo cura di sceglierne uno senza additivi e zuccheri aggiunti, bianco, intero.

4. Cosa deve prevedere la cena?

Solitamente il pasto serale si introduce circa un mese dopo la prima pappa. Sarà anche in questo caso un brodo con una farina di cereali – possibilmente diversa da quella usata per il pranzo -, con l’aggiunta di una fonte proteica che può essere il formaggio, la carne, l’uovo o il pesce, tritata dentro la pappa. La quantità di brodo per prepararla sarà leggermente inferiore rispetto a quella utilizzata per il pranzo: 150 ml. La parola d’ordine è “varietà”: è importante alternare gli alimenti da subito. In questo modo il piccolo non sarà annoiato dai sapori e il suo organismo potrà contare su fonti di nutrienti diverse e complementari tra loro.

5. Come variare i cibi nell’arco di una settimana?

Per il bambino fino a un anno di età, si può ipotizzare una scaletta che preveda la carne per 3/4 volte, i legumi per 2, il pesce 3/4 volte, i formaggi 2/3, l’uovo una volta. Per evitare fastidiosi effetti collaterali, si possono utilizzare legumi decorticati all’origine oppure privati della buccia, passandoli nel passatutto.

6. Quanta acqua deve bere?

Le mamme tendono a preoccuparsi che i loro piccoli, durante lo svezzamento, bevano poca acqua. Un bambino che inizia lo svezzamento, e quindi è ancora allattato, non ha difficoltà a raggiungere il litro di liquidi nella giornata. Nel computo va infatti inserito sia il latte, sia il brodo delle pappe, sia l’acqua che piano piano si abituerà a bere ‘da sola’.

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7. Quali cotture sono adatte ai piccolissimi?

La cottura migliore per eccellenza è quella a vapore, capace di preservare le qualità degli alimenti senza impoverirli dal punto di vista nutrizionale. Attenzione anche ai tempi: le cotture devono essere lunghe, sia per motivi igienici, sia per favorire la digeribilità dei cibi.
Guardia alzata con il forno a microonde: può essere utilizzato per riscaldare, ma con grande attenzione alla temperatura scelta. Non usiamolo, invece, mai per cuocere, perché tende a surriscaldare alcune porzioni dell’alimento lasciandone crude altre”.

8. Si possono congelare gli alimenti cotti?

Si tratta di una soluzione molto comoda, perché permette di cucinare quantità comode di brodo e stoccarle per il resto della settimana. Se si decide di congelare il brodo bisogna filtrarlo con grande attenzione: se rimangono residui rischia di degradarsi e di assumere un gusto acidulo certamente sgradito ai piccoli. Carne e pesce, purché freschissimi, possono essere congelati, avendo cura di utilizzarli nel giro di pochi giorni.

9. Ci sono dei cibi proibiti durante lo svezzamento?

Fino all’anno di vita del bambino va evitato lo zucchero (che vizierebbe il palato del piccolo) e il miele (per il rischio di contaminazione con il botulino)”. Anche il sale è nemico delle pappe: sarebbe bene evitare di usarlo nella preparazione e nel condimento degli alimenti destinati ai piccoli almeno fino ai 2 anni. Fino ai 24 mesi andrebbero banditi anche i funghi (non brillanti sul profilo igienico e senza grandi vantaggi nutrizionali), e i crostacei e i frutti di mare, per gli stessi motivi.

10. Come trattare gli alimenti per evitare rischi?

Una delle grandi paure delle mamme, quando il piccolo inizia a mangiare cibi solidi, è che possa andargli qualcosa di traverso. Per limitare questo rischio, almeno fino all’anno di età, è meglio tritare carne, uova, pesce e formaggio e in generale fare attenzione alla consistenza degli alimenti da offrire al bambino. In maniera del tutto naturale il bambino imparerà ad assumere gli alimenti di consistenza sempre maggiore.

 

di Giulia Righi

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