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Stipsi: può dipendere dall’alimentazione?

Stipsi: può dipendere dall’alimentazione?

L’ha fatta o ancora niente? La stitichezza mette sempre un po’ in ansia i genitori, ma nella maggior parte dei casi (90-95%) è un disturbo “funzionale”, non il sintomo di una malattia. Può comparire già sotto l’anno di età e i momenti critici sono principalmente due: quando si smette di allattare e si passa alla formula e l’introduzione delle prime pappe. Ma anche l’inserimento al nido può fare la sua parte.

Ci sono bebè predisposti?

“Quando il bambino è molto piccolo, la stitichezza compare spesso in occasione di variazioni dello stile alimentare o, più in generale, dello stile di vita. Si tratta di un disturbo che tende a regolarizzarsi col tempo e non è segno di alcuna patologia”, premette Antonella Diamanti, pediatra gastroenterologa dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “Non è nemmeno detto che capiti a tutti, anzi. C’è di sicuro una predisposizione ereditaria: nell’80-90% dei casi la stitichezza è un problema di famiglia”. Ciò che modifica le “abitudini evacuative” può anche essere un cambiamento di ordine emotivo: l’inserimento al nido, ad esempio, o il passaggio al vasino possono provocare atteggiamenti “ritentivi” da parte del bimbo.

La formula è più “concentrata”

Quando la stipsi arriva in occasione del passaggio alla formula, la spiegazione è semplice. “Il latte artificiale ha una composizione diversa da quella del latte materno, ad esempio nel tipo di grassi: può quindi modificare anche la flora batterica intestinale, responsabile delle variazioni delle abitudini evacuative”, spiega la pediatra. “Si può rimediare incrementando la quota idrica totale, ad esempio diluendo la formula un po’ di più o dando da bere di tanto in tanto. Trattandosi di bambini nutriti con il biberon, si può iniziare a integrare il latte con piccole quote di carboidrati complessi contenuti in prodotti specifici, tecnicamente noti come maltodestrine, anche prima dei canonici 6 mesi consigliati per lo svezzamento in caso di allattamento al seno. Se il lattante ha problemi di stitichezza, nulla vieta più semplicemente di aggiungere piccole quote di crema di mais e tapioca già all’inizio del 4° mese, sfruttando la sua azione di probiotico”.

Tutto cambia con le prime pappe

Stesso discorso per l’introduzione dei primi alimenti: un cambio della flora intestinale accompagna sempre ogni modifica dietetica. “Le caratteristiche nutrizionali e organolettiche dei cibi proposti durante lo svezzamento sono completamente diverse da quelle del latte materno”, fa notare l’esperta. “Durante questa fase di passaggio, in caso di stipsi, si può aumentare la dose di fibre assunte, ad esempio inserendo frutti come la pera o la prugna o incrementando la quota di verdure. Sotto l’anno di età si consiglia, infatti, una gestione dietetica del problema, per evitare eccessive medicalizzazioni”. Ogni disturbo della defecazione va comunque valutato dal pediatra. Nel caso in cui le misure dietetiche non siano risolutive può essere considerato il ricorso a “rammollitori fecali” come il macrogol (detto anche PEG), molecole che richiamano acqua (per osmosi) e ammorbidiscono le feci in modo naturale. Il macrogol può essere usato anche sotto l’anno di età, ma solo in casi selezionati.

 

di Chiara Sandrucci

 

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