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Stare all’aria aperta, per aprirsi al mondo

Stare all’aria aperta, per aprirsi al mondo

Talvolta le neo mamme tendono a chiudersi in casa. Quasi avessero il timore che  l’impatto con il mondo esterno possa provocare malesseri nel piccolo o innervosirlo. In realtà stare all’aria aperta è fondamentale per i bambini sin dalla più tenera età, perché la luce, i colori di alberi, cespugli e cielo e anche la brezza o l’umidità dell’aria impregnata di nebbia stimolano sensazioni e reazioni, aiutandoli a crescere. “I bambini di oggi trascorrono la maggior parte delle loro giornate sempre più chiusi tra “quattro mura” rispetto alle generazioni passate, che, al contrario, passavano il tempo libero al parco o nei cortili – esordisce la pedagogista Laura Mazzarelli, fondatrice di Educazione responsabile, che tiene corsi on line per le mamme. Ora le passeggiate e le corse all’aperto, sono spesso sostitute da attività più sedentarie, come ad esempio guardare la televisione e i cartoni animati dvd o utilizzare il tablet e lo smartphone”. I piccoli se ne stanno chiusi per ore all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia, poi rientrano a casa e non mettono il naso fuori dall’uscio, specialmente se vivono in città.

Una vita piena di colori?Si perchè sono importanti per mamma e bebè!

“Ormai ci troviamo di fronte ad una nuova realtà, una generazione che definisce i bambini con l’appellativo di “nativi digitali”, ma non si preoccupa di segnalare che con la passione per l’elettronica questi bambini potrebbero andare incontro a disturbi di varia entità, dalla dipendenza dai media all’obesità, dalla difficoltà di relazionarsi con l’altro allo strabismo fino al tunnel carpale, per via dell’uso compulsivo di strumenti elettronici” sottolinea la specialista.  Da qui nasce, a suo parere, l’esigenza di promuovere progetti educativi che prevedano, tra le varie attività, anche un vero e proprio ritorno alla natura. “Lo stare all’aria aperta, anche per i bambini del nido, rappresenta una condizione naturale oltre che un piacere – precisa la dottoressa Mazzarelli – . Si gioca all’aperto tra foglie, tronchi, rami, sassi, erbe, animaletti, in un contesto che privilegia l’autoapprendimento attraverso l’esplorazione sensoriale. Ancora, all’aperto le esperienze sensoriali sono presenti nella loro pienezza e coinvolgendo tatto, olfatto, vista, udito”. In fondo per fare grandi scoperte basta andare nel giardino dietro casa, indossando cappello, sciarpa, guanti e scarpe impermeabili che permettono di affrontare anche il freddo e le giornate uggiose.

Un impatto sullo sviluppo globale del bambino
Ma non solo, le ricerche sostengono che la vita all’aria aperta accresce positivamente lo sviluppo globale del bambino. “I vantaggi sono molti, dalla maggiore regolazione dello stress al rinforzo delle difese immunitarie, dalle accresciute competenze nell’area della memoria e dell’attenzione fino al maggior sviluppo del gioco spontaneo” insiste la pedagogista. Aspetti straordinari, cui vanno aggiunti anche una migliore inclinazione alla socializzazione, un potenziamento dell’attività fisica e un miglioramento della salute in alcuni casi particolari. “Per i bambini che soffrono di asma e miopia, ad esempio, stare all’aperto risulta fondamentale – conclude Laura Mazzarelli. Infine va tenuto presente che la luce favorisce la produzione della Vitamina D, grazie alla quale diminuiscono anche le malattie da raffreddamento”.

 

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