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Sonno sicuro: tutto quello che devi sapere

I pediatri americani hanno aggiornato le raccomandazioni per una nanna senza rischi: ecco a cosa prestare attenzione per proteggere il bebè

Sonno sicuro: tutto quello che devi sapere

Le norme fondamentali restano le stesse: nanna sulla schiena, materasso rigido, lettino separato da quello dei genitori, ambiente fresco, niente fumo. Ma con qualche consiglio in più per ridurre ulteriormente il rischio della morte improvvisa del lattante (SIDS) e altri tipi di incidenti durante il sonno. Ecco tutte le novità.

 

Nanna sulla schiena sempre, anche di giorno

Le raccomandazioni, punto di riferimento per i pediatri di tutto il mondo, arrivano dall’American Academy of Pediatrics, che le aggiorna ogni 5 anni. E la numero uno, la posizione sulla schiena, ora ha una precisazione: va rispettata a ogni sonno e non soltanto di notte. “Molti genitori pensano che i sonnellini, per la loro brevità, siano meno a rischio. Invece, la posizione sulla schiena va adottata sempre, anche di giorno”, concorda Antonella Palmieri, responsabile del Centro di Riferimento Regionale SIDS-ALTE dell’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova. “Gli americani hanno ribadito che questa precauzione andrebbe mantenuta fino a un anno di età, anche se dopo i 4-5 mesi un bimbo sano inizia a muoversi da solo nel lettino”. Secondo le indicazioni dei pediatri italiani, sintetizzate nell’opuscolo Per loro è meglio, la posizione sulla schiena va imposta soltanto nei “primi mesi”, anche perché il periodo più a rischio Sids è tra i 2 e i 4 mesi.

 

Vaccini e poppate hanno un effetto protettivo

Per i genitori più scettici, i pediatri americani hanno voluto puntualizzare che non vi è alcuna prova che vi sia un nesso causale tra SIDS e vaccinazioni. “Al contrario, recenti evidenze suggeriscono che i vaccini possano avere un effetto protettivo”, scrivono nelle raccomandazioni. “In un momento di così grave calo della copertura vaccinale – non solo in Italia ma in tutto il mondo – è importante ribadire questo concetto”, concorda l’esperta italiana, che nei prossimi mesi discuterà queste nuove raccomandazioni con il gruppo di lavoro italiano formato dai centri regionali SIDS. “È stato anche ribadito il ruolo protettivo dell’allattamento al seno, a cui è associato una riduzione del rischio del 70-80%, in particolare se è esclusivo, cioè senza aggiunte. Questa indicazione era già stata inserita l’anno scorso nelle raccomandazioni italiane, pur senza voler colpevolizzare chi non ci riesce”. Anche il ciuccio proposto al neonato mentre si addormenta ha un effetto protettivo, senza però insistere se non lo vuole e cominciando solo quando l’allattamento è ben avviato.

 

In camera con mamma e papà fino a un anno?

A far discutere maggiormente è la raccomandazione di tenere il bambino in camera con sé fino ad almeno 6 mesi, idealmente fino all’anno di età. Questo accorgimento ridurrebbe il rischio SIDS del 50%. Un lasso di tempo giudicato un po’ troppo lungo dagli esperti italiani. “Anche nelle nostre indicazioni si consiglia il room sharing, la condivisione della stanza con mamma e papà, ma soltanto nei primi mesi: gli americani si riferiscono alla loro casistica”, spiega Antonella Palmieri. “L’importante nei primi mesi è evitare di condividere il lettone con i genitori, una misura che resta fondamentale quanto la posizione sulla schiena”. L’ideale, dunque, è far dormire il neonato in una culla accanto a sé, ma separata dal lettone, dotata di un materasso rigido, senza cuscino o altri oggetti morbidi. La camera va tenuta arieggiata e fresca e mai esposta al fumo.

 

di Chiara Sandrucci

 

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