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Sensibilità al glutine: no alle diete fa da te

Sensibilità al glutine: no alle diete fa da te

La causa è sempre la stessa, il glutine. Ma il meccanismo è diverso, così come, almeno in parte, i sintomi che provoca. Non è celiachia e nemmeno allergia al grano, ma “sensibilità al glutine non celiaca”. Un disturbo che può comparire già dai due anni.

 

Nei più piccoli, sintomi “generici”

Patologia ancora poco conosciuta, la “sensibilità al glutine non celiaca” pare colpisca circa l’1% della popolazione (esattamente come la celiachia, ma si tratta soltanto di stime indirette). A differenza della celiachia, non è una malattia autoimmune. E non coinvolge nemmeno anticorpi specifici, come in una reazione allergica. “Il meccanismo scatenante è ancora poco conosciuto. Nei bambini piccoli provoca sintomi intestinali piuttosto generici, come diarrea o diarrea alternata a stipsi; negli adulti, invece, è più facile da identificare perché si manifestano anche sintomi extraintestinali importanti, come mente annebbiata, cefalea, stanchezza cronica o depressione”, spiega Carlo Catassi, presidente della Società Italiana di Gastroenterologia ed Epatologia Pediatrica (SIGENP).

 

Come viene diagnosticata?

La sensibilità al glutine non celiaca è rimasta per anni nel limbo. E ancora oggi, malgrado ne sia stata dimostrata l’esistenza, resta difficile da diagnosticare. “I suoi sintomi assomigliano a quelli della sindrome del colon irritabile o del disturbo intestinale cronico, con cui spesso veniva scambiata”, spiega l’esperto. “Se la storia del bambino suggerisce un peggioramento dopo l’assunzione di glutine, oggi si procede eseguendo gli esami per accertare un’allergia al frumento o la celiachia vera e propria: se risultano entrambi negativi, il sospetto clinico di ‘sensibilità al glutine non celiaca’ va confermato eliminando il glutine per qualche settimana e, poi, reintroducendolo in modo controllato per vedere se i sintomi ricompaiono”. La diagnosi arriva insomma per esclusione, dopo un iter lungo e accurato che deve essere seguito da uno specialista.

 

Gluten-free solo dietro prescrizione

Non è quindi consigliabile eliminare il glutine dalla dieta di un bambino soltanto per un semplice sospetto (anche perché, così facendo, si possono alterare i risultati degli eventuali esami). È vero invece che, in generale, c’è troppo glutine nella dieta dei nostri bambini: pasta, pane, grissini, pizza e biscotti sono a base di farina di frumento che contiene glutine, così come ce n’è nel farro, nell’orzo e nella segale (è invece assente nel riso e nel mais). “Per chi non ha problemi, cioè la stragrande maggioranza delle persone, il glutine non è una proteina tossica”, chiarisce il professor Catassi. “Ma come sempre è meglio evitare gli eccessi, anche perché i processi di panificazione si sono modificati in modo da aumentare la quantità di glutine presente”. Se c’è un sospetto, è necessario rivolgersi a uno specialista. A differenza della celiachia, non sempre è indispensabile una dieta gluten-free per tutta la vita.

 

di Chiara Sandrucci

 

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