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Tra seno e biberon, la suzione corretta

Favorisce la digestione, non solo del latte di mamma ma anche della formula. Ecco come procedere perché il bebè si “attacchi” nel modo giusto

Tra seno e biberon, la suzione corretta

È uno dei fattori determinanti per il successo dell’allattamento al seno e per il benessere di mamma e bebè: una suzione corretta evita ragadi e ingorghi, garantisce il giusto apporto di latte, limita l’ingestione d’aria e favorisce una buona digestione. Con il biberon, ovviamente, è un’altra storia.

La “tecnica” naturale

A differenza della tettarella del biberon, il capezzolo non contiene latte. Succhiare, quindi, non basta. Per estrarre il suo nutrimento, il bebè deve “fare fatica”: la bocca deve premere sui seni lattiferi posti dietro il capezzolo e questa pressione può essere esercitata solo se il piccolo è attaccato al seno in modo corretto. “La suzione implica due componenti ugualmente importanti: la creazione di un vuoto, cioè di una pressione negativa esercitata dalla bocca, e l’azione di spremitura della mammella determinata dal movimento della mandibola”, spiega Riccardo Davanzo, neonatologo presso l’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera e Dottore di Ricerca dell’Istituto Burlo Garofolo di Trieste. “Il movimento si compie non solo verso l’alto e il basso, ma anche in avanti e indietro grazie all’azione della lingua del bambino e consente una spremitura in particolare della parte inferiore della mammella”. Tutto ciò ha effetti positivi anche sulla digestione: la “prima” avviene sempre in bocca grazie agli enzimi contenuti nella saliva. Non solo: il bebè che si attacca bene al seno deglutisce meno aria rispetto al biberon, ma il movimento induce un’utile produzione di saliva. “Il latte di mamma ha poi l’incredibile caratteristica di contenere enzimi che facilitano la sua stessa digestione, ‘sforbiciando’ i lipidi presenti. Questo fa sì che l’alimento materno rimanga circa la metà del tempo nello stomaco rispetto alla formula”.

Il giusto attacco per una suzione corretta

Una buona tecnica di suzione è possibile solo con un buon attacco del bambino al seno. Ed è su questo che bisogna insistere fin dalle prime poppate. Ecco i consigli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

  • La bocca del bambino è spalancata con il labbro inferiore girato in fuori.
  • Il capezzolo arriva in profondità nella bocca del bebè.
  • Le labbra e le gengive del bambino premono contro l’areola.
  • Il labbro inferiore si trova un po’ più lontano dalla base del capezzolo rispetto a quello superiore.
  • La lingua è posta sotto l’areola, a coprire la gengiva e il labbro inferiore, ed estrae il latte, comprimendo il capezzolo contro il palato, con un movimento a onda.
Poppate al senoVerifica così che l'attacco sia corretto

Cosa cambia con il biberon?

In caso di alimentazione col biberon, il movimento della suzione è meno faticoso. “Al piccolo basta aprire e chiudere le arcate dentarie, al massimo deve ‘difendersi’ dal flusso eccessivo anteponendo la lingua alla tettarella”, spiega l’esperto. “Poiché il latte affluisce in buona parte per caduta, il suo arrivo non è controllato dal bebè: per questo il flusso può essere eccessivo, esponendolo a un maggior rischio di rigurgito, oppure non costante, e quindi indurlo a deglutire aria”. Ma bastano piccoli trucchi per evitare questi inconvenienti, come mantenere un’inclinazione progressiva: la tettarella deve, cioè, essere sempre piena di latte. Questo si ottiene inclinando a 45° la bottiglia con la formula. Tenere il bebè in posizione semiverticale, poi, ridurrà la probabilità di mancata coordinazione fra respiro e deglutizione del bambino, dovuta a un flusso di latte mal gestito.

Certo è che il biberon tradizionale, di forma cilindrica e privo di valvole, è ormai soltanto un ricordo. L’industria sta cercando di favorire una corretta suzione anche in caso di allattamento artificiale per ridurre il rischio di rigurgiti e coliche. La ricerca si è concentrata su sistemi che evitino differenze di pressione all’interno della bottiglia, favorendo così un flusso di suzione più uniforme. Sono stati persino sperimentati sistemi che riducano i fenomeni di “desaturazione” di ossigeno cui vanno incontro i prematuri durante la somministrazione di latte materno col biberon. Anche la conformazione della tettarella non è quella di una volta, perché cerca di prendere a esempio il morbido seno materno, nell’intento di garantire maggior “aderenza” alla bocca del bebè.

di Chiara Sandrucci

 

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