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Radiografie ai bambini: sì o no?

Dobbiamo evitare di fare radiografie ai bambini sotto i cinque anni? Vediamo insieme quando è necessario ricorrere a questo esame e se ci sono rischi

Radiografie ai bambini: sì o no?

La scienza ha dimostrato che i bimbi sono più sensibili alle radiazioni rispetto agli adulti e che la radiosensibilità è massima nel neonato. Vanno perciò evitate le radiografie ai bambini di età inferiore ai 5 anni?

Radiografie ai bambini: quando sono davvero necessarie?

“Solo quando serve davvero”, dice Luca Moro, del Servizio Fisica Sanitaria alla Fondazione Maugeri di Pavia. Vediamo alcuni esempi pratici: una radiografia in caso di sospetta frattura al braccio o alla gamba può essere utile e non è invasiva perché interessa gli arti e non gli organi interni del bimbo. Anche la panoramica dei denti, se richiesta dal dentista che ha in cura il bambino, non deve mettere in allarme: la dose di radiazioni associata all’esame è minima. Dolori addominali per sospetta appendicite o infiammazione del colon? La radiografia non aggiunge nulla alla diagnosi: è sufficiente l’osservazione del piccolo, una normale visita e, nel caso, una semplice ecografia. Problemi alle anche? Ormai è di prassi, e risolutiva per la diagnosi, l’ecografia ai neonati al fine di confermare un’eventuale displasia all’anca.

E la Tac? Si fa solo quando è strettamente necessaria. “Se un bimbo piccolo batte la testa e l’urto è violento, per prima cosa si osservano altri sintomi: è cosciente? Presenta sbalzi di umore? Vomita? Ha nausea? Il consiglio ai genitori è sempre quello di una visita al pronto soccorso, dove gli esperti sapranno valutare bene tutti i parametri prima di fare esami inutili. Dobbiamo lasciarci guidare dal principio del buon senso: gli esami radiografici non devono essere mai prescritti con superficialità. Ricordo, inoltre, ai genitori di conservare sempre gli esami del passato, per non doverli ripetere inutilmente”, conclude Moro.

Radiografie ai bambini: cosa fare per ridurre il rischio?

“Per ridurre al minimo la dose di radiazioni erogata ai bambini nelle procedure radiologiche sono necessari quattro semplici accorgimenti, e buon senso”, spiega Sabina Strocchi, dell’Unità Ospedaliera di Fisica Sanitaria dell’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese. Ecco, secondo Strocchi, fisico medico specializzato nel trattamento dei bambini, le 4 precauzioni normalmente applicate dai medici nel nostro Paese.

1. Eseguire l’esame solo quando sussiste un evidente beneficio per la diagnosi.

2. Impiegare la quantità minima di radiazioni necessaria a un’adeguata visualizzazione, adattandola alle dimensioni del bambino: fondamentale il consulto tra il medico, il tecnico di radiologia e il fisico medico.

3. Limitare l’esame al solo distretto anatomico da esaminare: in particolare, le radiografie agli arti (braccia e gambe) sono meno invasive di quelle all’addome, dove l’irraggiamento colpisce gli organi interni, o della Tac alla testa.

4. Utilizzare sempre, qualora sia possibile, metodiche alternative: in particolare, sono da preferire l’ecografia o la risonanza magnetica.

di Francesca Amé

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