apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Questo giocattolo è mio!

Basta che arrivi in visita un amichetto o che conosca un bimbo in spiaggia, che anche il gioco che non utilizzava da settimane acquista, all'improvviso, una grande importanza. Non si tratta di egoismo, ma solo d'istinto

Questo giocattolo è mio!

È normale che i più piccoli si contendano uno stesso giocattolo, che diventa più interessante e desiderabile proprio nel momento in cui qualcun altro lo usa. “Fino ai tre anni, infatti, i bambini non hanno ancora gli strumenti per giocare in maniera condivisa con i coetanei“, spiega Federica Scarian, pedagogista esperta di processi formativi. “I genitori, perciò, devono essere pronti a intervenire, per aiutarli a rispettare i turni nell’utilizzo di un oggetto o di un gioco. Il concetto di attesa non è semplice da trasmettere, proprio perché i piccoli sono abituati a essere al centro dell’attenzione di mamma e papà. Va quindi insegnato loro, tramite il gioco e la quotidianità, che non si può essere sempre i primi e che, a volte, bisogna aspettare il proprio turno prima di ottenere ciò che si desidera”. Lo si può fare, ad esempio, al parco, congratulandosi insieme a lui con il bimbo che ha vinto una corsa. Oppure in negozio, facendogli notare che ci sono altre persone in attesa, dietro e davanti a noi.

I bambini imparano per imitazione

Tocca, quindi, ai genitori dare esempio di condivisione nell’uso degli oggetti personali e nelle attività quotidiane. “Se il piccolo vuole a tutti i costi la borsa della mamma durante una passeggiata, la si potrà portare insieme, come se fosse un gioco. Oppure si potranno condividere alcune semplici faccende domestiche, come spolverare o riordinare la cameretta. È importante, poi, che il bimbo impari non solo a ricevere, ma anche a dare e a fare qualcosa per gli altri: ad esempio, gli si potrà chiedere con gentilezza di portarci qualcosa o di farci un favore, ringraziandolo una volta che avrà svolto il compito. Così, il bambino assocerà la condivisione alla quotidianità e a emozioni positive”, spiega la pedagogista.

I “trucchi” per i genitori

Ecco qualche stratagemma per evitare litigi e disaccordi durante le visite dei primi amichetti. “Ogni bimbo ha un gioco preferito, a cui è particolarmente affezionato: meglio non lasciarlo alla portata di tutti, ma riporlo in un armadio, rispettando così i sentimenti e l’affezione del bambino verso il suo giocattolo. Spazio, invece, a giochi come le costruzioni, che sono più facilmente condivisibili. Si possono anche coinvolgere i piccoli in passatempi come il girotondo o le canzoni mimate, in modo da evitare l’utilizzo di oggetti che potrebbero causare litigi”, suggerisce Federica Scarian. “Questi primi momenti in compagnia sono importanti: se i genitori riusciranno a gestirli in maniera corretta, verso i 4-5 anni il bambino imparerà a prestare e a condividere più facilmente i suoi giocattoli”.

di Monica Gabrielli

Commenti