Quale contraccezione? - Io e il mio bambino
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Quale contraccezione?

Quale contraccezione?

Dopo il puerperio, molte donne, credendo di non poter rimanere incinte, non si preoccupano di utilizzare un metodo contraccettivo. Scorretto: in alcuni casi si ha l’ovulazione già nel primo mese dopo il parto. Anche durante l’allattamento, grazie agli alti livelli di prolattina in circolo, l’attività ovarica è ridotta, ma non annullata. “Se quindi una coppia vuole escludere una nuova gravidanza, dopo il parto deve adottare un metodo anticoncezionale“, spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia dell’ospedale San Raffele di Milano. Vediamo qual è il più adatto, caso per caso, con l’aiuto dell’esperta.

Se la mamma allatta al seno

La scelta può ricadere su tre metodi.

  1. mini-pillola contenente solo progestinici. Va ricordato, infatti, che gli estrogeni presenti nei contraccettivi orali, arrivando al bimbo attraverso il latte materno, possono influenzarne la crescita e avere un impatto negativo sulla quantità e la qualità del latte. La somministrazione è quotidiana, senza interruzioni, e può andare avanti senza effetti collaterali per due, tre mesi o un anno, secondo le esigenze della donna. Pro: la mini-pillola consente rapporti spontanei e naturali che favoriscono l’intesa fra i partner. Contro: per le donne che hanno problemi di circolazione, è sconsigliata per il rischio aumentato di di flebite e trombosi.
  2. profilattico. Pro: non ha implicazioni sull’allattamento ed è validissimo se il suo utilizzo è vissuto come un gioco che favorisce la ripresa di una comunicazione intima fra i partner. Contro: il rapporto sessuale rischia di essere meno “naturale”. Un’avvertenza: meglio associare un lubrificante vaginale.
  3. spirale progestinica. Pro: ha il vantaggio di stabilizzare l’endometrio, mucosa della cavità uterina. Contro: viene inserita generalmente dopo tre mesi dal parto, perché è un po’ più grossa della spirale normale e l’utero deve essere tornato completamente alla normalità.

Attenzione ai metodi naturali: chi allatta non ha il ciclo mestruale e quindi non riesce a monitorare tutta una serie di parametri – come per esempio la presenza di muco filante – che servono a interpretare la predisposizione alla fertilità in quel momento.

Se la mamma non allatta

Le donne che alimentano il bimbo con latte artificiale possono attendersi il ritorno del ciclo entro 4-6 settimane dal parto. Da quel momento devono prendere in considerazione un metodo contraccettivo. Vanno bene un po’ tutti, il criterio di scelta è legato alle proprie abitudini. Sì al profilattico associato a lubrificanti, al condom femminile da inserire con l’aiuto di gel a base acquosa o oleosa. Funzionano la pillola tradizionale, l’impianto contraccettivo sottocutaneo, il cerotto oppure la spirale non progestinica che può esser inserita 4-6 settimane dopo il parto. Per il diaframma meglio attendere la completa riduzione del peso e del volume dell’utero, che avviene circa 6 settimane dopo la nascita del bambino e la totale scomparsa delle perdite ematiche.

Articolo di Maria Angela Masino  

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