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Proteggi i suoi polmoni

Gli alti livelli di smog che si registrano in questi giorni mettono a dura prova i bimbi che già hanno qualche problema alle vie respiratorie: ecco come difenderli

Proteggi i suoi polmoni

L’aria fredda e secca, l’inquinamento atmosferico che aumenta per l’accensione degli impianti di riscaldamento domestici, la maggiore circolazione di influenza e raffreddori, le case asciutte e spesso surriscaldate: sono tutti fattori che rendono questo periodo dell’anno difficile per i bimbi che hanno problemi alle vie respiratorie, come l’asma, la bronchite cronica o la tendenza a contrarre infezioni ricorrenti. Quali accortezze possiamo adottare per proteggerli?

 

Inquinamento e fumo passivo: un mix pericoloso

“Un bambino su dieci sotto i 14 anni soffre di asma bronchiale”, dice Renato Cutrera, presidente della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili e direttore dell’Unità Operativa di Broncopneumologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “È una malattia caratterizzata da infiammazione cronica delle vie aeree, che provoca fame d’aria, tosse, respiro sibilante e senso di oppressione al torace. E la percentuale è in aumento”.

I meccanismi all’origine della patologia non sono ancora del tutto chiari, ma sono noti i fattori che contribuiscono a esacerbare l’infiammazione e a scatenare i sintomi. In questa stagione, le emissioni degli impianti di riscaldamento, insieme a quelle sempre presenti delle automobili, provocano un aumento della concentrazione di polveri sottili nell’aria, polveri che ristagnano nei lunghi periodi di alta pressione e mancanza di precipitazioni, come quello che stanno attraversando diverse regioni italiane. Indipendentemente dalla loro composizione chimica, le minuscole particelle penetrano in profondità nel tratto inferiore dell’apparato respiratorio, fin negli alveoli polmonari, e infiammano i tessuti, stimolando secrezioni che ostacolano l’afflusso dell’aria. Ancor più dell’aria secca e fredda all’esterno, quella asciutta ed eccessivamente riscaldata all’interno di molte case nuoce all’equilibrio e alla funzionalità delle mucose delle vie aeree, peggiorando la situazione. E la permanenza prolungata in ambienti chiusi, a stretto contatto con altre persone, aumenta la probabilità di contrarre raffreddori e influenza, soprattutto per i bimbi che fanno vita di comunità. Asili e scuole sono vere e proprie riserve di virus e batteri.

“Infine, non bisogna dimenticare uno dei maggiori fattori responsabili dei disturbi respiratori cronici: il fumo di seconda mano”, osserva Cutrera. “In Italia un bambino su cinque vive in una casa dove è consentito fumare e dove uno o entrambi i genitori fumano in sua presenza. L’esposizione passiva al fumo di tabacco nei primi anni di vita aumenta del 43% il rischio di sviluppare asma o bronchite cronica”.

 

Tutti i consigli per proteggere i piccoli

Per difendere i bambini dai danni del fumo passivo la raccomandazione è ovvia: rinunciare alle sigarette in loro presenza, in casa e nei luoghi chiusi che frequentano. E non bisogna dimenticare nemmeno il fumo di terza mano: anche accendere una sigaretta sul balcone o fuori casa lascia gli abiti di mamma e papà impregnati di sostanze tossiche, che il piccolo inala quando viene preso in braccio.

Ma cosa si può fare per proteggere i piccoli dall’inquinamento atmosferico? “A chi vive in una zona molto trafficata consiglio di evitare passeggiate nelle ore di maggiore affollamento di mezzi e di aprire le finestre per aerare l’ambiente quando circolano meno macchine”, risponde Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria e responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. “Se invece l’inquinamento non è eccessivo, è comunque preferibile trascorrere del tempo all’aperto, piuttosto che rimanere tutto il giorno confinati in un ambiente chiuso. Anche d’inverno l’attività fisica all’aria aperta è di grande beneficio per la salute dei bambini. In casa, i termosifoni dovrebbero essere regolati in modo che la temperatura non superi i 23°C. Non occorre usare umidificatori elettrici, ma è consigliabile appoggiare sul radiatore una vaschetta piena d’acqua o un panno umido”.

 

Passeggiate antismogScopri come fare

 

Una sciarpa, magari tenuta davanti al naso e alla bocca, può aiutare a difendere le vie respiratorie delicate dei più piccoli? “L’abbigliamento deve essere consono alle condizioni atmosferiche”, osserva il pediatra. “Se fa molto freddo e c’è vento, sciarpa e berretto sono adeguati, ma occorre ricordare che una sciarpa davanti al viso non è certo sufficiente a proteggere i polmoni dallo smog, e neppure una mascherina”.

Per ridurre il rischio di infezioni ricorrenti, il consiglio degli specialisti è di evitare lunghe permanenze in luoghi affollati e curare sempre l’igiene. “Più in generale, per mantenere in forze l’organismo del bambino, così che possa difendersi dai virus di stagione, bisogna prestare attenzione al suo stile di vita”, prosegue Villani. “L’alimentazione deve essere bilanciata e ricca di frutta e verdura, per assicurare una buona riserva di vitamine, e il bimbo deve dormire un numero adeguato di ore”. Una dieta equilibrata protegge anche dall’asma. “Sovrappeso, sedentarietà e un’alimentazione ricca di grassi, sale e zuccheri semplici aggravano la situazione di chi ne soffre”, conclude Cutrera.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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