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Proteggi la sua pelle dal freddo

Temperature sottozero: la cute delicata dei più piccoli può risentirne se non adeguatamente difesa in occasione delle passeggiate e dei giochi all'aperto. Ecco le strategie migliori

Proteggi la sua pelle dal freddo

La pelle dei più piccoli ha bisogno di una maggiore protezione rispetto a quella degli adulti. Fino ai 3 anni circa, infatti, lo strato corneo – la ‘corazza’ che difende il nostro corpo – non si è ancora sviluppato del tutto: più sottile del 40-50%, ha meno grasso cutaneo e un film idrolipidico ancora incompleto a causa delle ghiandole sebacee quasi inattive dal terzo mese di vita fino alla pubertà. Anche il pH è meno acido: 7 contro il 5,5 dell’adulto. Nella cute infantile, quindi, risulta ridotto l’effetto barriera contro le aggressioni ambientali. “Viene spontaneo pensare che il periodo più critico sia quello estivo, ma non è del tutto vero”, osserva la dermatologa pediatrica Antonella Greco. “Tra i fattori aggressivi per la cute ci sono anche il freddo e, soprattutto, gli sbalzi di temperatura, tipici della brutta stagione quando si passa repentinamente dagli ambienti riscaldati all’esterno”.

 

Coprilo, ma non troppo

La pelle delicata del tuo piccolo, insomma, costituisce una barriera poco efficace, che tende a inaridirsi e a seccarsi con estrema facilità. Le microfessurazioni che ne derivano, a loro volta, lasciano fuoruscire l’acqua aggravando la disidratazione e provocando eccessiva secchezza con possibilità di infiammazioni e prurito. Quindi, per proteggere la pelle del bambino dal freddo, quando lo porti a spasso d’inverno, coprilo a sufficienza ma non tanto da farlo sudare, mettendogli cappellino e guanti se il clima è molto rigido. “Particolare attenzione va riservata alle zone scoperte, come il viso”, raccomanda l’esperta. “Qui serve innanzitutto una buona idratazione: la faccia e le manine, se non porta i guanti, vanno spalmati prima di uscire con prodotti idratanti adeguati, eventualmente ripetendo l’applicazione ogni qual volta si presenti la necessità”.

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Previeni la disidratazione cutanea

Le creme migliori sono quelle idratanti emollienti con elevata concentrazione di lipidi, a base di ceramidi (che ‘cementano’ le cellule cutanee limitando la perdita d’acqua) o acidi grassi polinsaturi (omega 3 e 6) che tonificano la pelle, ma sono validi anche il burro di karité, l’urea e la lanolina. Si tratta di prodotti da banco, facilmente reperibili in farmacia e in qualche caso anche nei supermercati. Via libera anche agli stick protettivi al burro di cacao per le labbra, che d’inverno si screpolano facilmente, soprattutto perché il bimbo tende a leccarle aggravando l’effetto del freddo. Se il piccolo è soggetto ad arrossamenti cutanei – come ormai capita a circa un quarto della popolazione pediatrica – cioè ha una tendenza atopica, sarà bene preferire prodotti privi di profumazione. Occorre, inoltre, seguire qualche accortezza, come verificare che al nido non siano abitualmente utilizzate salviette detergenti non specifiche (asportano la pellicola lipidica e contengono sostanze sintetiche che possono causare lievi irritazioni).

 

Puliscilo con delicatezza

D’inverno è bene non esagerare con i lavaggi, che tendono a fare piazza pulita delle naturali difese cutanee. Un bambino piccolo non si sporca facilmente e non c’è bisogno di fargli il bagnetto più di 2-3 volte alla settimana. “L’acqua deve essere tiepida, con temperature non superiori a 37°C, e il bagno non deve durare più di 8-10 minuti”, consiglia Antonella Greco. Non utilizzare mai prodotti aggressivi, come il normale sapone, che seccherebbero la cute, ma soltanto oli da bagno o latti detergenti formulati appositamente per i piccoli. Al termine, asciugalo con delicatezza senza sfregare, tamponando con un asciugamano e spalmando subito dopo una crema emolliente su tutto il corpo.

 

Attenzione ai weekend sulla neve

Nonostante l’esposizione al sole sia considerata la situazione più critica per la pelle, in genere le raccomandazioni si limitano al periodo estivo. Occorre, invece, ricordare che anche in inverno i raggi infrarossi e ultravioletti possono rivelarsi dannosi: questo accade, per esempio, quando si va a sciare in alta montagna. Qui il filtro protettivo dell’atmosfera si assottiglia e le radiazioni più dannose per la pelle, gli ultravioletti, vanno aumentando d’intensità mano a mano che si sale di quota. La neve, inoltre, ne riflette verso di noi una percentuale elevata, tra il 50% e l’80%. Infine, in alta montagna l’umidità dell’aria è bassissima. Ecco perché durante le vacanze invernali, soprattutto in febbraio quando il sole comincia ad alzarsi sull’orizzonte, è indispensabile proteggere il bambino sia dal freddo sia dall’irradiazione spalmando in sequenza la crema idratante (possibilmente molto grassa) e, appena questa si è ben assorbita, un prodotto solare ad alta protezione. Non deve mancare, infine, lo stick per le labbra.

 

Più precauzioni con la dermatite atopica

La dermatite atopica è un disordine cutaneo cronico che rende la pelle secca e iperreattiva alle fonti d’irritazione. Il disturbo alterna fasi di miglioramento e peggioramento, e queste ultime coincidono spesso con la stagione invernale a causa del freddo e degli sbalzi termici: la cute si disidrata ulteriormente, arrossandosi e causando prurito e desquamazioni nelle fasi più acute. Gli eczemi sono localizzati di solito nelle zone esposte, come il viso, l’area dietro alle orecchie, il collo, l’incavo di gomiti e ginocchia, dove la pelle è più sottile e maggiore è la dispersione di acqua. Le regole di base per la pulizia non cambiano molto rispetto a chi non soffre del disturbo: evita sempre detergenti schiumogeni e profumati, asciuga senza strofinare, spalma subito su tutto il corpo e più volte al giorno la crema emolliente, anche se il bimbo resta in casa. A contatto della pelle dovrebbe esserci soltanto il cotone o, al massimo, il pile: questo vale per gli abiti ma anche per i pigiamini, le lenzuola, e così via. È bene, quindi, rinunciare ai capi di lana, cappellini e sciarpe compresi. Anche per i genitori, no a panni ruvidi che possano, al contatto, infastidire il bebè: per esempio un maglione di lana a collo alto mentre lo tengono in braccio.

 

di Roberto C. Sonaglia

 

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