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Se è pronto, addio a ciuccio e pannolino!

In vacanza la mamma dispone di più tempo libero: ecco perché può essere il momento ideale per aiutare il bimbo a fare alcune importanti conquiste

Se è pronto, addio a ciuccio e pannolino!

L’estate porta già con sé una ventata di novità: si sta più a lungo all’aperto, si raggiungono i luoghi di villeggiatura, si modificano parzialmente le ‘routine’ quotidiane. E la mamma ha il vantaggio di sentirsi rilassata grazie ai ritmi più distesi. Così, la possibilità di affrontare con calma situazioni inedite col bebè trasforma questo periodo in un ‘laboratorio di crescita’. “Occorre ricordare che per il bimbo ogni cambiamento è una potenziale fonte di disagio, che gli impone di rinunciare ad abitudini acquisite, da cui traeva sicurezza, per trovare nuove strategie di adattamento”, osserva Rosalinda Cassibba, docente di Psicologia dello sviluppo all’Università di Bari. “È importante, quindi, che ogni ‘passaggio’ gli sia proposto con la giusta delicatezza e nel rispetto dei suoi tempi”.

I trucchi per disabituarlo al ciuccio

Si tratta dello strumento ‘consolatorio’ per eccellenza, ma dopo i 3 anni può provocare deformazioni al palato o all’arcata dentale. Toglierlo quando il bimbo non è ‘pronto’, tuttavia, rischia di essere controproducente: il piccolo potrebbe sostituirlo con il dito, un’abitudine ancora più difficile da abbandonare. Come regolarsi? “Il ‘trucco’ può essere quello di limitare a poco a poco le situazioni in cui il bambino ne fa uso”, suggerisce la psicologa. “Per esempio, lo si potrebbe tirar fuori solo alla sera, al momento di andare a nanna. Durante la giornata, è più facile distrarre il piccolo con altre attività che non gliene facciano sentire troppo la mancanza, come i castelli di sabbia o il bagnetto in mare.

E per l’addio definitivo? “Le modalità possono essere diverse”, dice l’esperta. “Si può decidere di metterlo in una scatolina ‘per ricordo’, magari proprio il giorno del compleanno a sottolineare l’importanza di essere diventato grande, oppure ‘regalarlo’ all’orsacchiotto preferito o, ancora, creare un piccolo rito in cui sia il bambino stesso a buttarlo via”.

Ciò che conta è che anche la mamma si senta convinta, e che non sia lei la prima a tentennare. “Se si toglie il ciuccio e dopo un po’ glielo si ridà per non sentirlo protestare, il piccolo farà molta più fatica. Perciò, è bene tenere presente l’obiettivo che si vuole raggiungere, in questo come negli altri passaggi di crescita: non si tratta, semplicemente, di ‘far fare’ al bambino qualcosa per noi, o di ottenere che ci obbedisca, quanto piuttosto di aiutarlo a fare qualcosa per sé, a compiere un passo importante per la sua autonomia”.

Addio al pannolino, con serenità

Innanzitutto, occorre cogliere il momento giusto per introdurre questo cambiamento. Gli esperti suggeriscono di proporre l’addio al pannolino non prima dei 2 anni, quando il bambino comincia ad acquisire il controllo degli sfinteri e a riconoscere lo stimolo. C’è chi preferisce il passaggio intermedio del vasino (magari coinvolgendo il piccolo nell’acquisto) e chi passa direttamente al water, con l’utilizzo dell’apposito riduttore. Con una certa regolarità, nell’arco della giornata, vi si fa sedere il bimbo. “L’importante è che l’approccio sia sereno. In certi orari, per esempio, il piccolo riesce sempre a fare la pipì: al mattino appena sveglio o dopo il sonnellino del pomeriggio. In questo caso, bisogna lodarlo e complimentarsi con lui: così capirà cosa ci aspettiamo da lui e sarà incoraggiato dal suo successo”.

Ma il pannolino si può togliere fin da subito? “Questo dipende anche dalla disponibilità della mamma a far fronte agli inevitabili ‘incidenti di percorso’. Magari, all’inizio, lo si può togliere soltanto per qualche ora e poi, gradualmente, prolungare questi intervalli”. Un discorso a parte è quello della cacca: certi bimbi, pur facendo ormai regolarmente la pipì nel vasino o nel water, per questo bisogno reclamano ancora il pannolino. “Evidentemente si sentono più liberi. Specialmente la posizione sul water, in cui non riescono ad appoggiare i piedi per terra, può creare difficoltà nello spingere. Bisogna cercare di rispettare questa esigenza: irritarsi con il bambino o, peggio, sgridarlo è inutile, e rischia di essere controproducente, con passi indietro anche per quanto riguarda la pipì”.

Poche regole indispensabili

Non far mai coincidere un cambio di abitudini con un’altra svolta importante: ad esempio, la nascita di un fratellino o l’inizio dell’asilo.

Evita le maniere forti, come buttargli via il ciuccio a sua insaputa o sgridarlo se non si è “ricordato” di sedersi sul vasino.

Sottolinea gli aspetti positivi della crescita: “Senza pannolino, sarai più libero di muoverti”.

Non dimenticare di lodarlo per i suoi successi, anche davanti agli altri familiari.

Di fronte a lievi regressioni, come una pipì “sfuggita” al controllo, mostra fiducia in lui (“Oggi è andata così, ma domani ci riuscirai”).

Se decidi che “è l’ora di…”, non tornare sui tuoi passi ai primi capricci: solo così gli trasmetterai la sicurezza necessaria per affrontare il cambiamento.

 

di Francesca Mascheroni

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