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Primi passi: quali scarpine?

Primi passi: quali scarpine?

Mettergli le scarpine fin dai primi mesi o lasciarlo libero di muoversi? E quali calzature scegliere per i primi passi? Ecco i consigli dell’ortopedico.

Bebè: a piedi nudi

“I bambini nascono scalzi, e devono rimanere così fino a un anno di vita”, dice l’ortopedico pediatrico Francesco Maria Lotito. Con i primi freddi le mamme tendono a coprire i loro piccoli. “Ma occorre prestare attenzione: i bambini di oggi sono spesso troppo coperti, con tutine strette e tese sulla punta dei piedini. Il neonato, invece, deve potersi muovere: è importante per il suo sviluppo psicomotorio che, fin dai primi giorni di vita, sia libero di fare quei movimenti degli arti che a noi paiono irrazionali e scoordinati, ma che invece sono utilissimi per i progressi futuri. Anche per i primi passi consiglio di lasciare il bambino scalzo, sul pavimento di casa”. E le babbucce? “Le tradizionali babbucce di lana non dovrebbero essere usate per i primi passi: vanno bene per coprire i piedini se fa freddo, ma non come appoggio”, afferma l’esperto.

Come favorire i primi passi?

“Solitamente i bambini iniziano a camminare tra i 9 e i 18 mesi. Suggerisco alle mamme dei neonati di metterli, quando sono svegli, in posizione prona, cioè a pancia in giù, su un tappeto morbido posto sul pavimento: questa posizione sviluppa i muscoli, aumenta il controllo dei glutei del bimbo, rafforza i muscoletti del collo e le braccia”, consiglia l’ortopedico. “I bambini vanno lasciati liberi di strisciare per terra: questi primi movimenti sono importanti anche per la scoperta del mondo”.

Prime scarpine: quali caratteristiche?

“Sono due, e valide sempre, per qualsiasi età dei bambini: le scarpe devono avere posteriore rigido e suola flessibile”, dice l’ortopedico. “I genitori devono controllare che nella scarpa la parte posteriore al calcagno sia rigida, per sostenere il piede, e che la suola sia morbida, per rendere la camminata più agile”.

Piedi piatti: no ai plantari nei più piccoli

“La diagnosi di piede piatto può essere fatta anche dal pediatra, tramite il podoscopio. Una visita specialistica verifica se il piede piatto è sintomo di qualche altro problema, ad esempio alla colonna vertebrale, oppure no. Il piede piatto è una patologia che si può trattare con il plantare o con interventi chirurgici, a seconda della gravità. Sconsiglio, nei bambini, la fisioterapia”. Ma a che età si ricorre ai plantari? “Un’indicazione precisa può essere data solo dopo un’oculata visita specialistica, ma in generale i plantari vanno utilizzati solo dopo i 6 o 7 anni, quando il piede è completamente formato”, conclude Lotito.

di Francesca Amé

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