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Posizioni per allattare: prova quella semireclinata

Mamma e bebè comodi: è la premessa per un buon avvio delle poppate

Posizioni per allattare: prova quella semireclinata

La posizione da adottare durante la poppata è molto importante perché mamma e bimbo vivano un momento piacevole, ma anche per partire con il piede giusto, evitando problemi con l’attacco al seno del bebè. Per facilitare il buon avvio dell’allattamento, c’è una posizione che le mamme possono provare: quella semireclinata. Non è una novità, ma ne ha ribadito ultimamente l’importanza Suzanne Colson, ostetrica inglese, ricercatrice e consulente in allattamento. La ricercatrice ha condotto diversi studi sui benefici di questa posizione, riportati anche sul suo sito. Vediamo di cosa si tratta.

 

Come “funziona” la posizione semireclinata

La mamma è in posizione semireclinata, ovvero seduta o sdraiata con la schiena ben sostenuta grazie allo schienale di divano/letto/poltrona e con l’ausilio di cuscini dietro alla testa e, se necessario, ai lati delle braccia. “L’indicazione che viene data è di reclinare la schiena di circa 65°, ma si tratta di un suggerimento offerto per chiarire il concetto”, spiega Martina Carabetta, consulente professionale in allattamento (IBCLC) e presidente dell’associazione Latte&Coccole a Roma. “Ogni neomamma, poi, deve ascoltare il proprio corpo, valutare se è rilassata o in tensione e fare aggiustamenti finché non si sente perfettamente a suo agio”.

Il bimbo è posato sul petto materno, pancia contro pancia, in posizione verticale (il suo corpo è allineato a quello della mamma) e gestisce in modo autonomo l’attacco al seno, sollevando la testolina (che si trova davanti al seno) per trovare il capezzolo e succhiare il latte della mamma. Lei sorregge il piccolo lateralmente posando la mano sul suo corpo, ma non deve sostenerne il peso come quando lo tiene in braccio.

E in caso di cesareo? “È comunque possibile sfruttare questa posizione”, spiega la consulente professionale. “Se la mamma prova fastidio alla ferita o ha paura che il bimbo la tocchi con i piedini, può sistemarlo in posizione orizzontale. L’importante è che il corpo del neonato sia sempre in asse con la testa, la schiena e il sederino allineati, e che il viso sia di fronte al seno, in modo tale che non debba voltare la testolina di lato”.

 

I vantaggi di questa soluzione

Si è visto che aumentano lo spazio a disposizione del bebè e il numero di posizioni che il neonato può assumere spontaneamente, sistemandosi sul petto della mamma nel modo che trova più confortevole.

Per la mamma è una posizione rilassante, dato che il suo corpo è completamente appoggiato e non avverte tensioni per sostenere il peso del piccolo sul braccio, come può succedere con la postura “classica” a culla, con il bimbo in braccio in posizione orizzontale rispetto al seno. “Non solo la mamma è più comoda, rispetto a quando è seduta con la schiena eretta, ma si sfrutta la forza di gravità per mantenere il bimbo ben aderente al corpo materno senza sforzo”, sottolinea Martina Carabetta.

Per la maggior libertà di movimento che concede al bimbo, che riesce a gestire meglio l’attacco al seno, si tratta di una soluzione particolarmente indicata nei primi tempi successivi alla nascita, quando il piccolo deve prendere confidenza con le poppate e imparare a succhiare in modo corretto.

 

Altre posizioni per mamma e bebè

In tutte le situazioni in cui non è possibile ricorrere alla posizione semireclinata (ad esempio, perché la mamma è fuori casa e il luogo in cui si ferma ad allattare non ha una spalliera adatta) o se questa soluzione non fa per lei, può allattare usando qualsiasi altra posizione che le permetta di rilassare schiena e braccia e tenere il bimbo ben accostato al corpo e in particolare al seno. “Per favorire un buon attacco, è importante che la pancia del bebè sia rivolta verso quella della mamma e l’orecchio, la spalla e l’anca del neonato siano sulla stessa linea retta”, sottolinea Martina Carabetta.

Quando riposa a letto, la mamma può provare la posizione “sdraiati sul fianco”: mamma e bebè sono entrambi sdraiati di lato, rivolti l’uno verso l’altro. Il bimbo deve avere il labbro superiore davanti al capezzolo. La mamma tiene il braccio dietro la schiena del piccolo oppure sotto la propria testa o, ancora, sotto il cuscino. “Conviene fare delle prove per trovare la soluzione più confortevole”, conclude l’esperta. “Per stare più comoda la mamma può anche provare a sistemare dei cuscini dietro la schiena e un cuscino tra le ginocchia, in modo da rilassare i muscoli addominali”.

 

di Giorgia Cozza

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