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La posizione giusta per la nanna

Sempre a pancia in su: è la regola numero uno per la nanna sicura

La posizione giusta per la nanna

In che posizione devono dormire i neonati? Sempre a pancia in su. Questa posizione è la più efficace per ridurre in modo significativo i casi di morte in culla. Anche se il bambino così fatica ad addormentarsi o sembra a disagio, secondo gli esperti non bisogna cedere mai. Sonnellini compresi.

Perché a pancia in su?

La Sids (Sudden Infant Death Syndrome), la sindrome della morte improvvisa del lattante, sembra dipendere dai meccanismi di controllo del respiro durante il sonno: la posizione a pancia in giù è ‘vietata’ perché ostacola il risveglio in caso di una possibile apnea del neonato. L’adozione di semplici misure di prevenzione, prima fra tutte la nanna in posizione supina, ha più che dimezzato i casi di morte in culla nel giro di vent’anni. In una regione come la Toscana, l’incidenza è oggi sotto lo 0,2 per mille, cioè ai livelli più bassi registrati internazionalmente.

La buona nannaIl decalogo

Cosa fare se il bimbo non vuole?

Alcune mamme, però, si accorgono che, messo sulla schiena, il loro bimbo ha più difficoltà ad addormentarsi o va incontro a frequenti risvegli. “Circa l’8-9% dei bambini toscani non viene messo a pancia in su perché ha particolari problemi di salute o non riesce a dormire in questa posizione”, conferma Raffaele Piumelli, responsabile del Centro Sids dell’Ospedale Meyer di Firenze, che avverte: “L’errore più grave è alternare le posizioni, cioè a volte a pancia sotto e altre sulla schiena: in questo modo il rischio aumenta ulteriormente. Anche la posizione sul fianco è da escludere, perché si è dimostrata altrettanto pericolosa di quella prona”.

Se il bambino non ama dormire a pancia in su, bisogna avere molta pazienza. E adottare tutte le strategie per favorire il sonno, come metterlo a nanna, nella posizione corretta, dopo un bagnetto rilassante e la poppata. “Oppure ricorrere alla fasciatura che si usava un tempo, cioè avvolgere bene il neonato con un lenzuolo o una coperta per tranquillizzarlo”, aggiunge l’esperto. “È utile anche l’uso del ciuccio, ma soltanto nella fase di addormentamento, in cui ha anche un effetto anti Sids – e solo dopo il primo mese di vita perché non interferisca con l’allattamento”. Lasciare che si addormenti a pancia in giù, e poi voltarlo nel sonno, non sembra invece una buona idea: presuppone una sorveglianza attiva dei genitori finché il bimbo non viene girato dal verso giusto.

E se si gira da solo?

Già a partire dai 3 o 4 mesi, può accadere che il bambino riesca a girarsi durante il sonno. “Dal momento in cui inizia a farlo, basta mettere nella culla piccoli asciugamani arrotolati per impedirglielo“, afferma Piumelli. “Il rischio maggiore si concentra tra i 2 e i 4 mesi di vita e cala drasticamente dagli otto mesi in poi, ma le regole di prevenzione andrebbero mantenute fino a tutto il primo anno di vita“.

In Italia il “Gruppo Tecnico Interregionale sulla SIDS”, coordinato dalla Regione Toscana, ha elaborato un insieme di “Raccomandazioni per la Riduzione del Rischio di SIDS”, raccolte nell’opuscolo “Per Loro è Meglio”. Queste comprendono l’adozione della posizione supina nel sonno, una stanza ‘fresca’ per la nanna (la temperatura ideale dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 gradi), il divieto di coprire eccessivamente il bambino e di esporlo al fumo passivo, il posizionamento della culla in camera della mamma durante la notte (ma senza condividere il letto) e l’uso del ciuccio.

di Chiara Sandrucci

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