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Pelle delicata, servono cure speciali

Pelle delicata, servono cure speciali

I bambini hanno una pelle delicata di cui bisogna prendersi cura. Si intuisce guardandola, ma il mondo della ricerca ha dato a questa sensazione dei fondamenti scientifici. Nei primi mesi e anni di vita, infatti, la pelle del bambino va incontro a una serie di trasformazioni, sin dall’incredibile e anche traumatico passaggio dall’ambiente umido della placenta a quello esterno, dove aria e vento la fanno da padroni. Al di là di questa “rivoluzione”, poi, la pelle del bambino è diversa da quella degli adulti per la sua struttura, che è più sottile, per la composizione, perché ha un mantello protettivo meno resistente e soprattutto per il fattore di idratazione naturale, termine tecnico che rimanda a quella sorta di tuta di protezione che riveste la pelle del corpo, dalla testa ai piedi, e che nei bambini, ancora una volta, è più fragile che negli adulti. Tre motivi per cui è necessario guardare alla pelle dei neonati e dei bambini come a una risorsa preziosa e delicata, da difendere in ogni momento. Soprattutto nei primi mesi, poi, quando l’epidermide si sta rinforzando ma già si trova in balia degli attacchi di agenti esterni, degli arrossamenti e della scarsa idratazione.

 

Due strumenti per proteggere la pelle
I modi per proteggere questa ricchezza sono fondamentalmente due. Anzitutto promuovere comportamenti che consentano di tutelarla, ad esempio non esponendola al sole negli orari meno indicati e coprendola quando ci si muove in aree di campagna e montagna, dove spine e cespugli potrebbero determinare irritazioni e abrasioni, dolorose e magari foriere di infezioni. Il secondo aspetto fondamentale riguarda la protezione, che si esercita sotto due punti di vista. Anzitutto occorre evitare di utilizzare detergenti aggressivi, che potrebbero rompere la barriera della pelle e quindi mettere il piccolo a rischio di fattori irritanti e anche di germi. Secondariamente bisogna utilizzare prodotti studiati per i bambini e non accontentarsi della prima cosa che si trova sullo scaffale del supermercato.

 

Non abbassare la guardia quando si fa shopping
Anche nel momento in cui si scelgono i capi di abbigliamento conviene ricordarsi di questa regola, preferendo quelli realizzati con materiali studiati appositamente per la cute dei piccoli. Molte aziende si preoccupano infatti di fare ricerca e scegliere attentamente i tessuti da sottoporre a lavorazione. Il principio chiave è quello di non impegnarsi solo sul fronte dell’immagine e del taglio ma anche sulla qualità dei tessuti. L’essenziale è che si tratti di materiali che siano in grado di far respirare la pelle dei piccoli, che evitino la propagazione di germi e funghi, che non creino allergie o reazioni cutanee, che nell’infanzia sono purtroppo più frequenti e possono creare conseguenze anche a lungo termine. L’altra cautela riguarda l’attenzione alle temperature. I piccoli avvertono il caldo e il freddo in modo diverso dagli adulti e risulta fondamentale che indossino abiti e biancheria intima con una bassa conduttività termica, per restare “isolati” dal clima esterno, caldo o freddo che sia, e non subire sbalzi. Perché un ambiente delicato come quello dell’epidermide dei bambini ha bisogno del massimo delle attenzioni. Sotto ogni punto di vista.

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Lo sanno bene i creatori dei body J BIMBI® che vengono realizzati con materiali innovativi. La linea Dryarn®, ad esempio, si caratterizza per un tessuto che è naturalmente batteriostatico, cioè non trattiene l’umidità ma la espelle e  ha alti livelli di traspirabilità oltre a un’attività antimicotica e ipoallergenica. La linea Cotton, invece, è realizzata con un cotone di altissima qualità, pensato per non produrre cariche elettrostatiche, e offre una sensazione di benessere naturale a contatto con la pelle.

 

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