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Pancino a rischio… vacanza

Col cambio di clima e dei consueti ritmi, il bimbo può soffrire di qualche lieve disturbo. Ma tutto passa presto

Pancino a rischio… vacanza

Inappetenza, indigestione, stitichezza o, al contrario, un po’ di diarrea. In estate i problemi intestinali non vanno in vacanza. Anzi, il gran caldo e il cambiamento dei consueti ritmi possono provocare disturbi “stagionali” nei bambini più piccoli. In genere si tratta di sintomi passeggeri, che si auto-limitano. A meno che non si presenti una vera e propria gastroenterite, un problema sempre più frequente anche nei mesi estivi.

Un’inappetenza fisiologica

Non capita a tutti i bambini, ma molti d’estate mangiano meno del solito. Una certa inappetenza, dunque, è da mettere in conto. “Le condizioni climatiche influiscono sul comportamento alimentare e possono provocare quel che definiamo ‘una riduzione dell’assunzione spontanea di cibo’”, spiega Claudio Romano, gastroenterologo del Dipartimento di Scienze Pediatriche dell’Università di Messina. “È considerato un fenomeno normale, dato che non provoca arresti di crescita né segni di malnutrizione”. I bambini non vanno forzati a mangiare, perché sanno come autoregolarsi. Piuttosto, in estate, va garantito il giusto apporto idrico: la prima regola estiva è non dimenticarsi mai di farli bere.

E se qualcosa gli ha fatto male?

In questa stagione può accadere che si mangi fuori più spesso, in modo disordinato e con qualche ‘extra’. E se qualcosa gli fa male? “Ai bambini va proposta un’alimentazione ‘responsiva’, cioè che assecondi le loro preferenze. D’estate, però, bisogna fare un po’ più di attenzione, dato che sono frequenti i casi di intossicazione alimentare: si manifesta con febbre, vomito e diarrea, che in genere si risolvono in fretta, o nel giro di qualche giorno”. Solo nel primo anno di vita, bisogna accertarsi che il bebè non vada incontro a un’eccessiva perdita di liquidi, col rischio di disidratarsi. Segnali a cui prestare attenzione: una riduzione delle pipì e una sonnolenza insolita. L’intossicazione è provocata da agenti patogeni che hanno contaminato un alimento. In estate, occhio a non lasciare il cibo fuori dal frigorifero troppo a lungo e a lavarsi sempre bene le mani.

Attenzione alle congestioni

Se un ghiacciolo non è pericoloso perché il bimbo tende a succhiarlo con calma, una granita trangugiata in fretta può alterare i processi digestivi a tutte le età. Si parla di congestione, in genere di grado lieve e che si risolve dopo qualche episodio di vomito. Ma a complicare la digestione possono intervenire anche la troppa velocità nel mangiare o i bruschi passaggi dal caldo dell’esterno al fresco dell’aria condizionata. I sintomi sono nausea, vomito e stato di spossatezza”, spiega l’esperto. “Non ci sono rimedi particolari, se non quello di mettere il bimbo a riposo a letto, in un ambiente climatizzato. Eventuali farmaci vanno utilizzati solo dopo avere consultato il medico”. Per evitare questi disturbi, meglio offrire sempre l’acqua a temperatura ambiente o appena fresca. Ed evitare cibi troppo elaborati, che richiedono una lunga digestione, preferendo baby menù anche al ristorante.

Se i cambiamenti creano un blocco

Quando al caldo si somma la partenza per le vacanze, l’intestino del bambino può ‘bloccarsi’ e può manifestarsi un episodio di stitichezza. “Non è una regola che vale per tutti: capita a chi è predisposto e ha già sofferto di stipsi in passato”, precisa l’esperto. “Il cambiamento di abitudini, di orari, di casa può portare il bambino a trattenere le feci, innescando il meccanismo della costipazione. Per evitarlo, è consigliabile cercare di rispettare i suoi ritmi e mantenere le stesse abitudini di casa. Se la difficoltà a evacuare persiste da oltre 48 ore e c’è anche mal di pancia, meglio rivolgersi al pediatra”. In genere, però, il disturbo è transitorio, grazie al benessere generale regalato dalla vacanza.

 

di Chiara Sandrucci

 

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