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Operation Smile, per donare a un bimbo il suo primo sorriso

La Fondazione Operation Smile Italia Onlus, con i suoi medici volontari, da quasi vent'anni è in prima linea per assistere bambini che, in tutto il mondo, sono nati con malformazioni al volto. Fino al 17 giugno, è possibile sostenere la mission della Fondazione inviando un SMS o chiamando da rete fissa il numero 45586

Operation Smile, per donare a un bimbo il suo primo sorriso

Ogni tre minuti nel mondo nasce un bambino con una grave malformazione al volto. Una patologia congenita cranio-maxillo-facciale interferisce pesantemente con il benessere e la qualità di vita di una persona. Un piccolo che nasce con malformazioni come la palatoschisi, la labiopalatoschisi e labioschisi (comunemente nota come labbro leporino), in un Paese dove mancano strutture e professionisti in grado di intervenire per risolvere il problema adeguatamente, è condannato a convivere con una patologia invalidante per tutta la vita. Ogni anno i medici volontari di Operation Smile curano più di 20mila bambini, dando loro la possibilità di sorridere per la prima volta. E in Italia, grazie al progetto Smile House, la Fondazione Operation Smile Italia Onlus garantisce cure all’avanguardia ai bambini che ne hanno bisogno e li segue nel tempo per tutto il periodo della crescita.

Da 20 anni in prima linea per regalare sorrisi

La Fondazione Operation Smile Italia Onlus da vent’anni opera grazie ai suoi volontari medici e operatori sanitari per regalare salute e sorrisi. “I professionisti della salute italiani che operano come volontari sono 121”, spiega Domenico Scopelliti, Direttore dell’Unità Organizzativa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’ASL Roma 1, presso l’Ospedale San Filippo Neri di Roma e Vicepresidente Scientifico della Fondazione Operation Smile Italia Onlus. “Le missioni estere durano dai 10 ai 15 giorni: giunti in loco i medici effettuano uno screening dei casi che sono già stati selezionati in vista del loro arrivo e procedono con gli interventi chirurgici. A seguire il decorso post operatorio sono medici locali, formati da Operation Smile proprio per garantire una continuità assistenziale sul territorio. Formare professionisti che appartengono ai diversi Paesi è fondamentale per gestire il ‘dopo’ e per evitare che interventi di professionisti che non hanno le necessarie competenze possano causare ulteriori danni, determinando deformità più gravi di quelle che si volevano risolvere”.

In Italia tre centri d’eccellenza

L’attività della Fondazione Operation Smile Italia Onlus è iniziata all’estero per poi arrivare ad accogliere la richiesta delle famiglie italiane. “I pazienti che si rivolgevano alla Fondazione segnalavano la mancanza di risposte adeguate sul fronte della tempestività  – il primo intervento dev’essere eseguito entro il primo compleanno del bambino -, e della continuità dell’assistenza negli anni della crescita”, spiega il dottor Scopelliti. “Per rispondere a questa esigenza nel 2010 è partito un progetto nazionale che ha portato all’inaugurazione della prima Smile House italiana, nel 2011 a Milano”. In questi anni c’è stato costante incremento della richiesta e al centro di Milano si sono aggiunti quelli di Cagliari e di Roma. “L’incidenza è di circa 1 su 800 nuovi nati e i bambini che nascono con la labioapalatoschisi necessitano in genere di 3-4 interventi”, considera Domenico Scopelliti. “Presso le Smile House ricevono cure all’avanguardia e l’assistenza di un team multidisciplinare composto da diverse figure professionali per prendersi cura anche degli aspetti emotivi e dei bisogni dell’intero nucleo familiare”.

Per i bambini extra comunitari e del Sud Italia… sorrisi a bordo

Oltre a creare una sinergia con aziende sanitarie e ospedali, la Fondazione collabora da anni con la Marina Militare che ha messo a disposizione dei medici volontari la nave ammiraglia Cavour, dotata di due sale operatorie attrezzate, una terapia intensiva e una sala degenza. “Quando la nave è in sosta in un porto italiano – ultimamente Taranto e Catania -, i pazienti e i loro familiari vengono accolti e ospitati a bordo per ricevere le cure necessarie”, spiega il dottor Scopelliti. “In queste occasioni possiamo offrire assistenza, in stretta collaborazione con la componente sanitaria di bordo, e senza spese per le aziende sanitarie anche a pazienti extracomunitari che vengono in Italia per essere operati. In questo modo, tra l’altro, si sfruttano al meglio le risorse dello Stato ottimizzando risorse umane e strutture che altrimenti resterebbero inutilizzate per vari periodi nel corso dell’anno”, conclude Domenico Scopelliti.

Un SMS per regalare sorrisi

Per conoscere l’attività e i progetti che Fondazione Operation Smile porta avanti in Italia e nel mondo è possibile consultare il sito

Tutte le informazioni a proposito della campagna solidale “Dona una vita di sorrisi”, che si concluderà domenica 17, sono disponibili a questa pagina

 

di Giorgia Cozza

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