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Non vuole tornare all’asilo

È un’evenienza molto frequente dopo un lungo periodo trascorso a casa per le vacanze o per una malattia. Ecco le strategie per rassicurare il piccolo e rendere più sereno il rientro

Non vuole tornare all’asilo

Andava tutto bene: era entusiasta delle educatrici, dei compagni e dei giochi. Ma ora, dopo qualche giorno di vacanza, fa mille storie perché non vuole tornare all’asilo… Succede spesso, dopo una pausa prolungata come le feste natalizie, che per i bimbi la ripresa del tran tran quotidiano sia un piccolo trauma. Anche se sono ben inseriti al nido o alla scuola dell’infanzia. Ecco i consigli di Paola Scalari, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva, per ridurre l’impatto del rientro in classe.

 

Le 7 regole d’oro

1. Se fa fatica ad alzarsi, gli si potranno ricordare i momenti piacevoli della giornata: quel gioco che gli piace tanto o la merenda con gli amichetti dopo il risveglio dal pisolino pomeridiano.

2. Può essere opportuno coinvolgere il piccolo, la mattina, in una specie di rituale, facendo i preparativi sempre nello stesso ordine e commentandoglieli: prima lavarsi, poi vestirsi, per ultima la colazione. I bambini sono molto abitudinari e sapere via via ciò che viene dopo li rassicura.

3. Lasciare che porti all’asilo il suo orsacchiotto preferito può aiutare il bimbo a uscire di casa più contento.

4. Invitare a casa qualche amichetto o trovare l’occasione per uscite e gite in gruppo. Così, si crea un senso di continuità tra l’ambiente di casa e l’asilo, che rassicura il piccolo.

5. La sera si può provare a raccontare una favola classica che parli proprio del tema della separazione dalla mamma e dalla casa e, poi, della gioia di ritrovarsi di nuovo tutti insieme. Ad esempio, la fiaba di Pollicino oppure quella del lupo e i sette caprettini.

6. È anche utile cercare di riprendere subito dopo la pausa i ritmi e le abitudini normali, soprattutto se il piccolo frequenta il nido. La routine dà molta sicurezza ai bambini, ma una volta scardinata, è difficile da ripristinare.

7. Ricordarsi che questi momenti di “crisi” possono verificarsi in qualsiasi periodo dell’anno. È normale che i piccoli attraversino talvolta fasi di regressione, in cui sentono il bisogno di fare “rifornimento” di coccole e attenzioni.

 

I 4 comportamenti da evitare

1. Non pretendere che gli passi subito. Così si permette al bimbo di confrontarsi anche con le emozioni negative, senza reprimerle. E questo gli consente di superarle più in fretta.

2. Invece di irritarsi, meglio pensare alla “sindrome del lunedì”, quando la sola idea di riprendere il lavoro dopo due giorni di pausa deprime gli adulti. Figuriamoci un bambino, che a casa ha le attenzioni di tutti concentrate su di lui.

3. Non fare confronti con i compagni: “Guarda loro come sono bravi!”. Non solo non si otterrebbe l’effetto sperato, anzi: si farebbe sentire il piccolo inadeguato e, quindi, più fragile e insicuro.

4. Non promettergli cose che si sa di non poter mantenere pur di farlo andare all’asilo a tutti i costi, come: “Se oggi vai a scuola, domani ti lascio a casa”. Il bambino se ne ricorda. Meglio essere sinceri e premiarlo ogni tanto per il suo sforzo, facendogli trovare un regalino al rientro.

 

Il consiglio in più: no alla fretta!

Non vuole tornare all’asilo? A volte sono proprio i preparativi frenetici della mattina a rendere più difficile il rientro a scuola dopo una pausa. Un suggerimento sempre valido è svegliare il bambino un quarto d’ora prima per guadagnare ritmi più rilassati e vicini alle sue esigenze. Senza contare che è bello potersi concedere uno spazio per le coccole e, quando è più grandicello, per farsi raccontare i sogni che ha fatto. Può essere divertente, poi, proporgli il gioco della clessidra o delle lancette: “Vediamo se riusciamo a vestirci prima che la sabbia sia finita (o la lancetta sia arrivata fino a lì)”. Così accelererà i tempi divertendosi e senza sentirsi incalzato dalla mamma.

 

di Laura D’Orsi

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