apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Non mangia le verdure: 6 consigli per proporle

Non mangia le verdure: 6 consigli per proporle

Prima o poi, ogni bambino ha un rifiuto – più o meno marcato – per le verdure. Non tanto durante lo svezzamento, periodo in cui tende ad accettare ciò che propone la mamma, quanto intorno ai 2 anni, quando vuole affermare la sua autonomia. Ecco i consigli per fargliele apprezzare.

1. Abitualo al sapore fin dalla gravidanza

Ormai è ampiamente dimostrato: il senso del gusto inizia a formarsi in utero, quando il bebè impara a conoscere e ad apprezzare i sapori di ciò che mangia la mamma. “È fondamentale che nei nove mesi la dieta materna preveda un’ampia varietà di verdure, senza evitarne nessuna e, anzi, allargandola quanto più possibile”, sostiene Andrea Vania, responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica dell’Università Sapienza di Roma. “Basti pensare che solo i bambini la cui mamma non ha mangiato aglio in gravidanza ne rifiutano il gusto durante l’allattamento. Tutti gli altri dimostrano di apprezzarlo”. Bando, quindi, al falso mito degli alimenti da evitare in gravidanza e allattamento (salvo in caso di reali controindicazioni), che non ha altro effetto che limitare lo spettro di sapori a cui abituare il bebè.

2. Parti con quelle più “delicate”

Non è un caso se le prime pappe si preparano in genere con carota, zucchina e patata: sono le verdure dal gusto più dolce e delicato. “Se il bimbo non ama le verdure, bisogna puntare sulla bontà e sul divertimento, piuttosto che cercare di ‘farlo ragionare’: a lui non importa sapere che deve mangiarle perché fanno bene e, così, crescerà sano e forte”, spiega l’esperto. Con un bambino che in genere non le gradisce, meglio preferire i sapori più delicati. Oltre a carote, zucchine e patate, ci sono fagiolini, pomodori ciliegini (avendo cura di tagliarli sempre in quattro per evitare il rischio di soffocamento), piselli, cipollotti, melanzane (togliendo la buccia scura, che può inquietarli), peperoni, e così via.

3. Offrile crude da “sgranocchiare”

Tutti i bambini sono attratti dai cibi croccanti, quindi approfittane: le verdure crude possono essere “sgranocchiate” a volontà, a patto di averle ben lavate. “L’unica precauzione è con la carota: meglio offrirla cruda dopo i due anni quando il bambino mastica già molto bene”, avverte l’esperto. I cibi crudi possiedono anche un’altra attrattiva, sono divertenti da manipolare: quindi largo a finocchi, sedano e cetrioli da mangiare con le dita. Al contrario, i bambini detestano il colore scuro, la consistenza viscosa, i piatti serviti troppo caldi, esperienze che hanno a che fare con la vista e il tatto. La formazione del gusto avviene tramite tutti i sensi, ai quali va prestata la giusta attenzione.

4. Gioca con i colori

Se è vero che col cibo non si gioca, con le verdure si può fare un’eccezione. “Il pomodorino sarà il naso di un clown, i fagiolini diventeranno le sue sopracciglia: verdure di colori diversi possono essere accostate per formare disegni divertenti nel piatto e inventare ogni volta un gioco nuovo”, afferma il professor Vania. “Il gioco in questo caso è un modo per invitarlo a prendere confidenza con cibi e gusti che tende a rifiutare”. Si possono preparare anche piattini in cui accostare verdure di un certo colore a dadini di formaggio: le carote diventeranno i pellerossa e i dadini cowboy. Un altro buon sistema, soprattutto in estate, è proporre piatti unici: pasta fredda con verdure o insalata di riso sono due classici.

5. Dai il buon esempio

I bambini imparano per imitazione e anche a tavola seguono l’esempio dei genitori. “La verdura va mangiata in gran quantità e tutti insieme: i genitori dovrebbero adeguare la loro cucina alle esigenze dei più piccoli preparando piatti più leggeri per tutti”, ricorda l’esperto. “Le famiglie italiane mangiano un numero molto ristretto di verdure, ne conoscono pochi tipi, mentre dovrebbero approfittare dell’arrivo dei bambini per aumentare i colori sulla propria tavola”. Basti pensare che i figli dei vegetariani si abituano fin da subito al gusto delle verdure, dei cereali in grani e delle zuppe di legumi, mentre gli altri le “odiano” e guardano di traverso passati e minestre. Sarà solo una coincidenza?

6. Non darti per vinta (ma occhio alle porzioni)

In caso di rifiuto, lo stesso piatto va sempre riproposto in seguito. “Per superare le neofobie, quando cioè il bambino non vuole mangiare cibi nuovi o anche già noti – quasi sempre verdure – bisogna riproporre almeno 10 o 15 volte l’alimento nella stessa preparazione”, sostiene Andrea Vania. “Prendiamo le zucchine: vanno riproposte ad esempio lesse per 10 o 15 volte e poi fritte per altrettante volte, e altrettante in padella. La strada è lunga e non bisogna arrendersi”. Attenzione, però, a non esagerare con le porzioni, che vanno sempre adattate all’età e all’appetito del bambino. “Una montagna di fagiolini può scoraggiare al punto di non voler nemmeno iniziare. Anche se poi la porzione viene progressivamente ridotta, il bambino non ne vuole più sapere, fino a portare la mamma a eliminare del tutto quella verdura”.

Questo non lo mangio!Come fare con i bimbi selettivi

di Chiara Sandrucci

Commenti