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Come fare se il neonato scambia il giorno per la notte?

Come fare se il neonato scambia il giorno per la notte?

Quante volte avete pensato che il vostro bambino avesse qualche problema a distinguere il giorno dalla notte? Non sbagliate, è proprio così. La verità è che, per lui, giorno e notte non fanno alcuna differenza. Quello che conta è solo la poppata. La sua giornata, infatti, è organizzata in modo molto più elementare. Alterna in continuazione il latte alla nanna, soprattutto nel primo mese. È il suo pancino a dettare il ritmo: si sveglia quando ha fame e si riaddormenta quando, invece, è sazio.

Un piccolino, in linea di massima, poppa ogni due ore. I tempi si allungano di giorno in giorno, anche se non c’è una regola stabilita. Considerate che le “famose due ore” sono consigliate dai medici e dalle ostetriche subito dopo il parto per dare il via all’allattamento e soprattutto per stimolare la montata lattea.  Ci sono bebé che talvolta dormono più a lungo, che cosa fare? Bisogna assecondare il suo orologio biologico. Il consiglio degli esperti è quello di non svegliare un bimbo che dorme. Questa regola però va presa con le pinze le prime settimane.

Il neonato di poche ore o giorni se dorme troppo potrebbe essere ipoglicemico, ovvero avere un calo di zuccheri proprio perché non mangia a sufficienza. È bene quindi non esultare e chiedere consiglio alle infermiere e ai pediatri: saranno loro a stabilire se ha avuto un calo fisiologico adeguato, se non cresce abbastanza, se è il caso di stimolarlo di più o altro.

E una volta a casa?

I primi tempi sono molto faticosi, soprattutto se la mamma allatta al seno. Bisogna cercare di rispettare i ritmi del bambino (quindi con poppate ravvicinate anche di notte) e cercare di riposarsi quando dorme. Non è facile da farsi, soprattutto se in casa c’è un altro figlio, magari di pochi anni. Per migliorare le notti, il consiglio è quello di ascoltare il piccolo e riconoscere i rumori di richiamo. Non aspettate che nel cuore della notte si metta a urlare. Appena lo avvertite (di solito emettono un piccolo suono con la bocca come se stessero poppando a vuoto) attaccatelo al seno. In questo modo si stresserà meno e soprattutto si riaddormenterà prima.

Dopo le prime settimane

Ormai siete a casa da due o tre settimane e avete preso una sorta di ritmo con l’allattamento. È tempo di creare una routine, che potrebbe aiutare il bambino a dormire un po’ di più la notte o a fare una pausa leggermente più lunga dopo la mezzanotte. Tenete conto che 5 ore di sonno per un neonato così piccolo sono come una notte intera per un adulto.

La sera potreste quindi inserire un bagnetto seguito da un bel massaggio, prima della poppata e poi farlo addormentare. Inoltre, durante il giorno, lasciate che le stanze sia ben illuminate (non chiudete le persiane o le tapparelle, tirate solo una leggera tenda), mentre la sera create un ambiente più soft: buio o luci molto soffuse, parlate piano, limitate i rumori. Sono piccoli accorgimenti che dovrebbero aiutarlo a distinguere il giorno della notte.

Un’altra cosa importante cui prestare attenzione sono i pisolini. Un neonato dorme mediamente 18 ore al giorno. Fate in modo che però durante il giorno non faccia riposini troppo lunghi, a scapito della notte. Ci sono bambini che dormirebbero sempre e bambini invece che senza alcun motivo non vogliono chiudere occhio. Non è colpa di nessuno, ma se avete intuito che vostro figlio fa parte della seconda categoria curate maggiormente l’igiene del sonno: un piccolo che da subito si addormenta da solo, senza essere cullato o tenuto in braccio, è un piccolo che di notte si sveglierà meno, un bimbo troppo stanco è un bambino che dormirà poco. Meglio quindi percepire da subito i primi segni di stanchezza e farlo riposare senza esasperare la situazione ed evitare nanne pomeridiane eccessive.

Valentina Rorato

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