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Nanna serena in 4 mosse

Bastano poche sane abitudini di igiene del sonno per contenere i rischi e le ansie di mamma e papà, regalando notti tranquille a tutta la famiglia

Nanna serena in 4 mosse

Sono quattro le misure fondamentali per garantire un sonno sicuro ai bambini. Farli sempre dormire sulla schiena, nel loro lettino, a una temperatura adatta e in un ambiente privo di fumo. Sane abitudini, facili da mettere in pratica e da adottare fin dal primo giorno. Grazie alla loro crescente diffusione, i casi di Sids (Sudden Infant Death Syndrome), la sindrome della morte improvvisa del lattante, si sono più che dimezzati negli ultimi trent’anni. La sua incidenza in Europa si attesta tra lo 0,5 e l’1 per mille, a seconda dell’efficacia delle campagne informative.

1. Posizione sulla schiena

Fino a quando non riesce a girarsi da solo, cioè a 4-5 mesi, la prima raccomandazione è di posizionare sempre il lattante sulla schiena quando dorme. La Sids può colpire nell’età compresa tra 1 mese e l’anno, ma ha un picco tra il 2° e il 4° mese. “La posizione a pancia in su agevola una buona respirazione, che nel neonato avviene soltanto tramite il naso: non va messo sul fianco né a pancia sotto, nemmeno se dovesse avere le coliche”, spiega Antonella Palmieri, responsabile del Centro di Riferimento Regionale SIDS-ALTE dell’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova. “È una posizione a cui il neonato va abituato fin dall’inizio, senza eccezioni: essendo abitudinario, finirà per trovarla piacevole”. Pur non cambiando di per sé il sonno, anche l’allattamento al seno è risultato un fattore protettivo nei confronti della morte in culla. “Quando è ormai ben avviato, dopo il primo mese, è consigliato l’uso del ciuccio”, aggiunge l’esperta. “L’atto del succhiare in fase di addormentamento apre le alte vie aeree e la respirazione in generale ne risulta avvantaggiata. Se però il piccolo rifiuta il ciuccio non bisogna mai insistere”.

2. Nel suo letto e non nel lettone

La posizione e l’eventuale ciuccio, però, non bastano. “È altrettanto fondamentale evitare la condivisione del letto, il cosiddetto co-sleeping: si può stare insieme nel lettone per l’allattamento e per le coccole, ovviamente, ma al momento del sonno il bambino va trasferito nel suo letto”, afferma Antonella Palmieri. “Da evitare anche il sonno condiviso con i fratellini, almeno fino a 4-5 mesi e anche oltre per il rischio schiacciamento”. Nei primi mesi, meglio però posizionare la culla nella propria stanza o adottare la soluzione del sidebed (un lettino privo di una sponda, posizionato alla stessa altezza di quello dei genitori). Anche la vicinanza riduce il rischio: la cameretta può quindi attendere. “Il suo lettino deve essere il più possibile ‘spartano’, cioè non affollato: senza peluche, paracolpi, cuscini o altri oggetti e con il materasso rigido”, raccomanda Antonella Palmieri. “Si può preparare il ‘letto corto’ in modo che i piedi stiano al fondo della culla oppure posizionare un asciugamano arrotolato sotto il sedere: l’obiettivo è che il bambino non scivoli sotto la coperta dormendo”.

3. Alla giusta temperatura

Per dormire bene, si sa, la temperatura della camera dovrebbe essere intorno ai 18-20°. È una regola che vale per tutti e che ha anche uno specifico effetto protettivo nei confronti della morte in culla. “Siamo portati a credere che il calore sia protettivo. Ma sbagliamo: se ha caldo, il bambino respira peggio”, spiega l’esperta del Gaslini. “Al neonato basta una copertina d’inverno e un lenzuolino d’estate, proprio come a noi. Quindi la sua culla non va trasformata in un fornetto”. La stanza va anche sempre ventilata, perché l’aria resti sempre fresca e pulita, non viziata.

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4. Non esporlo al fumo passivo

La quarta regola fondamentale è evitare che il bambino sia esposto al fumo passivo. “Non basta andare fuori a fumare, dopo la sigaretta bisognerebbe anche lavarsi, cambiare abito e pulirsi i denti”, specifica Antonella Palmieri. L’American Academy of Pediatrics (AAP) mette infatti in guardia anche dal cosiddetto ‘fumo di terza mano’, composto dai residui tossici che si depositano sui vestiti e che i bambini respirano quando sono in braccio. Il fumo provoca effetti diretti sulla qualità del respiro del bambino e va evitato fin dalla gravidanza.

 

di Chiara Sandrucci

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