apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Latte vaccino, solo dopo l’anno

Latte vaccino, solo dopo l'anno

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di nutrire al seno in modo esclusivo fino al sesto mese di vita del bebè, ma il latte materno rimane l’alimento principale per tutto il primo anno, cui si accostano gradualmente gli altri cibi solidi.

I primi 1000 giorni, by QuimammeSfoglia il dossier

Come regolarsi però se il bimbo non è allattato o se la mamma interrompe le poppate al seno prima dell’anno? Se il piccolo è nutrito con latte artificiale, quando è possibile offrirgli il latte vaccino?

Latte vaccino, no grazie!

Superati i primi mesi di vita, il riferimento per i bebè non allattati è il latte di proseguimento, indicato dal quinto al dodicesimo mese di vita. Prima dell’anno è invece da evitare il ricorso al latte vaccino, sia intero che parzialmente scremato. Vediamo perchè.

  1. Il latte vaccino fornisce un apporto di proteine e di sali minerali eccessivo rispetto alle esigenze nutrizionali del lattante e c’è il rischio che si verifichi un sovraccarico di lavoro per i suoi reni. Viceversa, l’apporto di vitamine e acidi grassi essenziali non è sufficiente.
  2. La quantità di ferro contenuto nel latte vaccino non è sufficiente per garantire un apporto adeguato al bebè e viene assorbito solo in minima parte dall’organismo.
  3. Assunto nel primo anno di vita, il latte vaccino può causare delle micro-emorragie gastrointestinali, con il rischio che il bambino sviluppi un’anemia.

Per tutti questi motivi, è fortemente sconsigliato il ricorso al latte vaccino. Se il bimbo non può ricevere il latte della mamma, la soluzione più indicata è il latte di proseguimento che garantisce un minor apporto di proteine ed è ricco di acidi grassi essenziali e vitamine.

Latte vaccino diluito?

Una soluzione che potrebbe venir proposta ai genitori, per ridurre la concentrazione di proteine e minerali ed evitare quindi il rischio di affaticamento renale, è quella di diluire il latte vaccino con acqua. Attenzione, questa soluzione non è consigliata perché, se da una parte riduce l’apporto di proteine e minerali, dall’altra comporta inevitabilmente anche la diminuzione di vitamine e acidi grassi essenziali.

articolo di Giorgia E. Cozza

Commenti