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Latte vaccino o latte di crescita?

Latte vaccino o latte di crescita?

Latte vaccino o latte di crescita? Come indica l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’allattamento al seno esclusivo è raccomandato per i primi 6 mesi di vita e andrebbe poi proseguito, nell’ambito di una dieta diversificata, il più a lungo possibile, secondo il desiderio di mamma e bambino. Non è solo un nutrimento, ma un sistema biologico capace di difendere il bambino da malattie e aiutare lo sviluppo cerebrale. Il latte vaccino, invece, non è adatto ai bambini prima del compimento dell’anno, perché ha un contenuto di proteine che è tre volte superiore a quello del latte materno ed è povero di ferro. Due ragioni che lo rendono non adeguato all’organismo di un piccolo sotto l’anno di vita, quando ogni dettaglio dell’alimentazione deve essere controllato con estrema attenzione. A questa prescrizione precisa per i bimbi sotto i dodici mesi, in realtà, si aggiunge una indicazione altrettanto restrittiva anche in una fase successiva. Per prudenza, infatti, molti pediatri tendono a non far assumere il latte vaccino ai bimbi se non dopo i 24 o addirittura i 36 mesi. Come alternativa al latte della mamma, il cosiddetto latte di crescita è un latte con un profilo proteico ottimizzato e un corretto apporto, oltre che di ferro, di calcio e vitamine e, per questo, è consigliabile da 1 ai 3 anni in abbinamento a una dieta varia.

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Chi anticipa troppo rischia di rovinare l’equilibrio alimentare

Secondo la maggior parte degli esperti, infatti, se il latte vaccino viene inserito precocemente nella dieta del bambino rischia di portare a uno sbilanciamento della sua alimentazione e anche di fornire nutrienti che non sono necessari ai bisogni nutrizionali, dimenticando invece quelli fondamentali. Lampante l’esempio del ferro. Rispetto a un adulto, infatti, un bimbo ha bisogno di un quantitativo di ferro cinque volte superiore, che con il latte vaccino non viene assolutamente fornito, mentre può arrivare quando si sceglie di alimentarlo con un latte di crescita. Lo stesso problema si ripete, oltre che per il ferro, per altri elementi essenziali allo sviluppo del piccolo come il calcio, che deve essere almeno quattro volte superiore a quello utile per un adulto o gli acidi grassi polinsaturi, che al piccolo servono e dovrebbero essere almeno tre volte la quantità minima indicata per uno dei suoi genitori.

Latte vaccino o latte di crescita? Una regola per orientarsi

È stato chiesto alle mamme se preferiscono latte vaccino o latte di crescita. Secondo le statistiche, molte  propongono ancora il latte vaccino prima dell’anno, anche se in base ad alcune recenti ricerche persino i bambini che sembrano ben tollerarlo, in realtà soffrono a livello intestinale. Stando ai pediatri, poi, la scelta tra il latte di crescita e il latte vaccino di latteria andrebbe fatta valutando il tipo di alimentazione del bambino. Se il piccolo mangia una quantità di proteine non eccessiva è accettabile il comune latte vaccino, che però non deve essere offerto in quantità superiori ai due biberon al giorno, che corrispondono a circa mezzo litro. Qualora invece il piccolo sia una buona forchetta, che assaggia tutto e si gode formaggi e carne, conviene optare per il latte di crescita, che ha un contenuto proteico inferiore  a quello del latte vaccino. Troppe proteine infatti possono portare allo sviluppo degli adipociti, che sono le cellule che accolgono i depositi di grasso. Più adipociti si formano nell’organismo da piccoli, maggiore diventa il rischio di essere sovrappeso o magari obesi con il passare degli anni. Quindi il latte di crescita risulta da preferire sia per i piccoli che vogliono bere tanto latte (appunto più di mezzo litro al giorno), sia per coloro che se la godono con i cibi da grandi ma non vogliono rinunciare al piacere di un biberon .

Latte di crescitaCome scegliere quello giusto

Un latte che è “meglio” di quello naturale

Va ricordato, infine, che il latte di crescita viene prodotto seguendo le indicazioni degli specialisti e quindi contiene tutto ciò che serve ai bambini. Si tratta di un latte formulato con un apporto bilanciato di proteine, minerali e vitamine, spesso disponibile sia in polvere sia liquido per venire incontro a tutte le necessità. A base di latte vaccino, viene sottoposto a un processo di trasformazione accurato e controllato in modo che sia sicuro e risponda al fabbisogno energetico del piccolo. Anche le mucche degli allevamenti che servono a questo tipo di produzione sono selezionate e controllate, con un’attenzione al loro benessere e alla loro alimentazione. Perché il latte di crescita abbia il buono del prodotto naturale, con la sicurezza di tecnologia e scienza.

di Caterina Belloni

 

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