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Latte in polvere: così è sicuro

Tutte le regole da seguire per preparare in modo corretto e sicuro la formula in polvere per il bambino

Latte in polvere: così è sicuro

Preparare il biberon è un’operazione che – a prima vista – può sembrare molto semplice, ma che richiede alcuni importanti accorgimenti per garantire al piccolo un alimento adeguato e sicuro. Ecco come ricostituire la formula artificiale per il bebè.

Il latte in polvere non è sterile

“Spesso ci si preoccupa solo della qualità dell’acqua e, magari, per preparare il biberon si ricorre a quella in bottiglia preferendola all’acqua del rubinetto. Occorre, invece, ricordare che l’acqua del rubinetto è potabile e soggetta a controlli molto frequenti, quindi è sicura e può essere tranquillamente usata”, spiega Martina Carabetta, consulente professionale in allattamento (IBCLC) e presidente dell’associazione Latte&Coccole a Roma. “Quello a cui bisogna prestare veramente attenzione, però, è il latte in polvere, che non è sterile. Questa è un’informazione importante, che non tutti conoscono e che non sempre è specificata chiaramente sulle confezioni della formula artificiale. In passato, è già accaduto che il latte in polvere sia stato contaminato da vari ceppi di microrganismi e batteri, tra cui il pericoloso Cronobacter species, un tempo conosciuto come Enterobacter sakazakii, e i patogeni responsabili della salmonellosi e del botulismo”.

Risale a poche settimane fa, ad esempio, l’allarme salmonella, legato al latte in polvere prodotto da una nota azienda con sede in Francia, che ha coinvolto 83 nazioni per un totale di 12 milioni di confezioni di latte ritirate dal mercato.

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Così prepari il biberon

Come fare allora per ridurre i rischi e offrire al bebè un latte sicuro? “È indispensabile ricostituire sempre il latte in polvere in acqua molto calda, a 70° C”, raccomanda Martina Carabetta. Come detto sopra, si può usare tranquillamente l’acqua del rubinetto. Se invece si decide di ricorrere all’acqua in bottiglia, conviene chiedere consiglio al pediatra di famiglia per sceglierne una con un contenuto di sali (segnalato dal residuo fisso indicato sull’etichetta) adeguato all’età e alle esigenze del bambino.

Per verificare la temperatura si potrà usare un termometro per alimenti oppure attendere che compaiano le prime bollicine sul fondo del pentolino e che l’acqua inizi a fumare. “Quando è pronta, si versano i misurini di polvere: la quantità giusta è indicata sulla confezione del prodotto, in base all’età del piccolo”, spiega l’esperta.

Col trascorrere dei mesi cambia anche il tipo di latte da offrire al bambino (tipo 0 per bimbi nati pretermine o con basso peso alla nascita, tipo 1 per bambini da 0 a 6 mesi, tipo 2 o di proseguimento dopo il sesto mese di vita e latte di crescita dopo il primo compleanno), per rispondere alle diverse esigenze nutrizionali legate alle varie tappe della crescita.

“Una volta sciolta la polvere, si fa raffreddare il biberon tenendolo sotto l’acqua corrente o lasciandolo per alcuni minuti a bagnomaria in un contenitore colmo di acqua molto fredda. Per offrirlo al piccolo, la temperatura del latte dovrà essere di 36,5° circa: si può verificare che non sia troppo caldo per la bocca delicata del bebè versandone alcune gocce all’interno del proprio polso”.

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Le regole per una corretta conservazione

Quando il biberon è pronto e il pasto è iniziato, come comportarsi se il bambino è un po’ “pigro” e si interrompe per qualche minuto? La formula si mantiene senza rischi nel biberon a temperatura ambiente? “Il latte si conserva fino a un massimo di due ore dal momento in cui è stato preparato”, spiega l’esperta. “Quindi, se il bebè fa una breve pausa, non c’è problema. Se si tratta invece del latte avanzato al termine di un pasto, va eliminato e non può essere riutilizzato per quello successivo”.

La confezione di latte in polvere si conserva in un luogo fresco e asciutto per 10-15 giorni, ma a questo proposito è bene leggere con attenzione le indicazioni presenti sul prodotto. Anche se poco diffuse in Italia, è possibile trovare in commercio confezioni monodose di latte in polvere, ma conviene chiedere consiglio al pediatra di famiglia per valutare se la tipologia e la marca sono indicate per il proprio bambino. In ogni caso, le indicazioni per preparare il biberon restano le stesse.

Diverso è il discorso per chi utilizza latte artificiale liquido. “Il latte in questo caso è sterile”, precisa Martina Carabetta. “Una volta aperta la confezione, va conservato in frigorifero per un tempo massimo di 24 ore. Trascorso questo periodo, il latte rimasto dev’essere gettato, proprio per motivi di sicurezza”.

Occhio all’igiene

Per quanto riguarda invece le norme igieniche da seguire, è necessario sterilizzare tettarella e biberon dopo l’uso. La sterilizzazione non è invece necessaria per il misurino del latte in polvere e per il pentolino usato per riscaldare l’acqua, perché a garantire la sicurezza della formula è il raggiungimento di una temperatura adeguata dell’acqua (eventuali batteri presenti sul misurino del latte vengono distrutti a 70°C).

 

di Giorgia Cozza

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