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Latte di mamma, sonno più sicuro

Latte di mamma, sonno più sicuro

Non solo la posizione sulla schiena, nel proprio letto e a una temperatura adeguata, ma anche il latte di mamma protegge la nanna del bebè. Mentre si moltiplicano le campagne informative, l’allattamento al seno si è infatti aggiunto ufficialmente ai fattori che riducono il rischio di Sids.

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Regole salvavita aggiornate

“Si sapeva già da diversi anni che l’allattamento al seno fosse associato a una generale riduzione della mortalità, ma le ultime revisioni scientifiche hanno dimostrato un preciso effetto protettivo nei confronti della Sids”, spiega Raffaele Piumelli, responsabile del Centro Sids dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. E così, nell’ultima versione dell’opuscolo ufficiale Per loro è meglio, le mamme sono invitate anche a fare il possibile per allattare il bambino al seno. Nel giro di vent’anni le regole anti-Sids sono ormai entrate nella quotidianità e hanno più che dimezzato i casi della Sudden Infant Death Syndrome, la sindrome della morte improvvisa del lattante: in Toscana siamo sotto lo 0,2 per mille, cioè ai livelli più bassi registrati internazionalmente.

 

I body distribuiti in ospedale

“Le stesse misure di riduzione del rischio di Sids proteggono anche contro l’asfissia e il soffocamento accidentale, per cui oggi è più corretto parlare in generale di regole per un sonno sicuro”, aggiunge l’esperto. “Oltre alla posizione sulla schiena e all’allattamento, è necessario evitare il fumo passivo, non tenere troppo al caldo il bebè e promuovere l’uso del succhietto”. Semplici misure di prevenzione che vengono divulgate con molteplici iniziative, sia locali che nazionali. In diversi ospedali italiani sono distribuiti i body A pancia in su dell’Associazione Semi per la Sids Onlus. I bambini che nasceranno quest’anno a Biella, invece, riceveranno un body con la scritta Io dormo sulla schiena del Rotary locale, che lo scorso novembre ne ha regalati mille all’ospedale della città.

 

Le campagne anglosassoni

Soprattutto nei Paesi anglosassoni, invece, le campagne informative sono molto più aggressive e scioccanti. Ne è un esempio l’ultima campagna multimediale dell’associazione americana Celebrate One. “È un tipo di comunicazione che trovo troppo pesante e funerea”, commenta Raffaele Piumelli. “Quello che è importante è la chiarezza delle informazioni, che in Italia non sono ancora sempre univoche: ad esempio, troviamo molte resistenze sul divieto di condividere il lettone, regola fondamentale per il sonno sicuro”. Il bambino deve dormire da solo nel suo lettino e non in quello dei genitori almeno per tutto il primo anno di vita. Una regola su cui in Italia c’è ancora molto da lavorare.

 

di Chiara Sandrucci

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