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Latte di crescita: come orientarsi nella scelta

Tutto quello che devi sapere sul latte di crescita

Latte di crescita: come orientarsi nella scelta

I primi due anni di vita del bambino sono fondamentali. Perché durante questi mesi si costruiscono le relazioni chiave che guideranno la sua intera vita ma anche le abitudini alimentari fondamentali per farlo crescere sano e forte. Per questa ragione gli esperti insistono sul fatto che ogni scelta sia condotta in modo accurato dai genitori, senza lasciare nulla al caso, che si tratti di baby sitter o asilo nido, delle attività ricreative e ovviamente dell’alimentazione, come la scelta del latte di crescita.

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Siamo quello che mangiamo

Sotto il profilo del nutrimento, che spesso dice molto su chi siamo e chi diventeremo, in questa fase occorre non esagerare con le proteine, anche se pure zuccheri e sali vanno tenuti sotto controllo. Per quanto riguarda le proteine, l’apporto proteico maggiore deriva dal latte, pertanto la scelta del tipo di latte da dare al piccolo risulta essenziale. Concluso il periodo dell’allattamento al seno e comunque dopo l’anno si può passare al latte di crescita, che è un latte con un profilo proteico ottimizzato e un corretto apporto di calcio e vitamine. Anche il ferro, che nei bambini è oltremodo necessario, è ben rappresentato, tanto che gli esperti sostengono che il latte di crescita debba essere usato da uno a tre anni in abbinamento a una dieta variata ed equilibrata.

Il latte di crescita: molti vantaggi in un solo alimento

In base al parere di molti esperti, tra i quali anche Marcello Giovannini, Professore Emerito di Pediatria all’Universirà degli Studi di Milano e Presidente della European Academy of Nutritional Sciences, “le formule (N.d.r. ovvero il latte di crescita) hanno una presenza adeguata di micronutrienti – oltre al ferro, lo zinco – necessari per lo sviluppo del sistema immunitario e neurologico, ma anche una giusta quantità di vitamine e acidi grassi essenziali, importanti per la crescita e lo sviluppo neuro comportamentale. Anche i sali minerali sono adattati per essere ben tollerati dall’apparato renale del bambino e la presenza dei polisaccaridi assicura una migliore digeribilità rispetto al solo lattosio”.

Come orientarsi nella scelta del latte di crescita

Quando si deve decidere a quale latte di crescita affidarsi conviene, come nel caso del latte per i neonati, chiedere un parere al pediatra. Molto spesso i medici hanno maturato un’esperienza che permette loro di capire, anche sulla base della conoscenza del nostro bambino, quale potrebbe essere il tipo migliore per lui. Ancora il suggerimento è di non fermarsi al primo tentativo. Se i bambini dapprima non apprezzano un tipo di latte, conviene insistere per qualche giorno con quello, piuttosto che precipitarsi a cambiarlo: i piccoli, infatti, hanno bisogno di un minimo di adattamento e cambi repentini di diverse marche e diversi tipi di latte crescita possono avere l’effetto di creare qualche difficoltà a livello interstinale, che finisce per diventare un problema anche per le mamme.

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Le regole di sicurezza non cambiano

In termini di sicurezza vanno ricordate, anche per il latte di crescita, le regole fissate per quello usato nei primi mesi. Quindi non riutilizzare il latte avanzato nel biberon dopo la poppata, perché i batteri contenuti nella saliva del bambino finiscono per moltiplicarsi con il passare del tempo all’interno della bottiglia. Il latte, poi, va preparato prima di somministrarlo o comunque non con troppo anticipo. Se è necessario farlo per questioni pratiche, occorre tenerlo in frigorifero e poi riscaldarlo al momento opportuno, preferendo apparecchi specifici visto che producono una temperatura costante anziché il microonde, che può arrivare a rendere il latte così caldo da scottare lingua e gola del piccolo prima che abbia il modo di segnalarcelo.

di Caterina Belloni

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