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Ingresso al nido, consigli per la svolta

Ingresso al nido, consigli per la svolta

Settembre è un mese cruciale per le famiglie. Dopo la pausa estiva i bambini riprendono la scuola e spesso riacquistare il ritmo non è semplice. Questo passaggio diventa ancora più complicato quando i bambini sono piccolissimi e devono andare al nido. L’inserimento infatti è una svolta epocale, per il piccolo, ma anche per i genitori. “Si tratta di un momento che mette attesa e ansia ma viene anche idealizzato, in particolare dalla madre, che per la prima volta dopo il parto vive un’autentica separazione dal suo piccolo. – spiega Anna Maria Tino, psicologa e terapeuta dell’età evolutiva, che lavora presso l’Italian Medical Centre di Londra – L’elemento chiave è la rottura dello schema consolidato, che crea una specie di disequilibrio in famiglia”. Per questo, secondo la psicologa, per vivere in modo meno traumatico l’evento conviene lavorare sin da subito nella creazione di una nuova routine quotidiana. “Le modificazioni sono di due tipi. – insiste l’esperta – Da un lato il bimbo si trova in un ambiente diverso con figure di riferimento adulte che prima non conosceva. Dall’altro la mamma può riappropriarsi di abitudini e spazi personali, che aveva dovuto mettere da parte per la nascita del figlio”. Questo momento di sganciamento può portare a una sorta di malessere, ma secondo la psicologa il modo migliore per superarlo è riprendere soprattutto le attività che erano più care e interessanti, quasi che la soddisfazione consenta di superare lo smarrimento iniziale.

Il suggerimento fondamentale è di introdurre il bambino al nido il prima possibile – sottolinea la dottoressa Tino – perché l’adattamento del piccolo risulta più semplice in questo modo. Nel caso in cui si attenda troppo, infatti, la relazione con la mamma diventa sempre più forte ed esclusiva, quasi simbiotica, e di conseguenza il distacco ritardato risulta più difficile”. A suo parere, comunque, ci sarebbero altre due indicazioni da seguire per i genitori. “Anzitutto devono essere convinti e consapevoli della scelta che fanno mandando il piccolo al nido, per evitare che poi si creino sensi di colpa e ansie, che inevitabilmente vengono trasferite anche sul bimbo. – sottolinea Anna Maria Tino – In secondo luogo, i genitori devono essere molto coinvolti nel passaggio, accompagnandolo entrambi al nido il primo giorno, standogli vicino in modo che il senso di frustrazione che il piccolo avverte venga attenuato dalla presenza dei suoi cari”. Un inserimento caratterizzato da calore e dolcezza, perché risulti lieve. Per il piccolo e anche per mamma e papà.

L'importanza del contattoSviluppo

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