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In vacanza con gli amici

Stai programmando una villeggiatura stile “grande tribù”? Ecco a cosa fare attenzione per trascorrere serenamente il tempo insieme

In vacanza con gli amici

L’idea è ottima: condividere tempo libero e accudimento dei bambini può essere un’opportunità preziosa per grandi e piccoli. Attenzione, però: la vacanza “allargata” può nascondere qualche insidia, capace di rovinare le ferie a tutti. Ecco i consigli di Paola Scalari, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva.

I vantaggi della vita in comune

Una vacanza con gli amici ha risvolti positivi non solo in termini di divertimento e compagnia. È un’occasione di crescita vera e propria per il bambino. Ecco perché.

– Si imparano le regole dello stare insieme. Per esempio, che ci sono dei turni, che ci si aspetta a vicenda, che si collabora.

– Si viene a contatto con nuove abitudini, da confrontare con le proprie, e ci si arricchisce reciprocamente.

– Molti bambini, imitando i loro amichetti, assaggiano nuovi cibi, diventano più autonomi, rinunciano al ciuccio o al pannolino.

– I genitori, in genere, sono più rilassati e meno apprensivi perché i bambini giocano fra di loro e ci sono più adulti che vigilano.

Vacanza con gli amici: come evitare incomprensioni?

Con la convivenza, però, la diversità di abitudini emerge a volte in modo evidente e può capitare, ad esempio, che non ci sia accordo sugli orari, sulle spese da fare o su determinate concessioni ai bambini.

– Appena c’è il sentore di disaccordo tra gli adulti, la prima cosa da fare è chiarire subito con serenità le regole dello stare insieme. Se c’è molta diversità di abitudini, è meglio trovare un compromesso e cedere un po’, facendo capire al bambino che quando si è in vacanza è possibile trasgredire. I piccoli sono in grado di comprendere che si tratta di eccezioni e, una volta a casa, tutto riprende come prima.

Regole in vacanza?Leggi qui

– Non ci si deve aspettare che i bambini giochino subito insieme, mettendo in comune i loro giocattoli. Piccole rivalità sono inevitabili. Se si osserva che fanno fatica ad andare d’accordo, meglio non lasciarli soli all’inizio, ma aiutarli a costruire il loro rapporto. Ad esempio, si può proporre di realizzare insieme un grande castello sulla spiaggia, a cui tutti – grandi e piccoli – danno il loro contributo. Questo serve per creare inizialmente spazi d’intesa che i bambini impareranno a gestire in seguito in modo autonomo.

– A volte il problema che fa scatenare i litigi tra i piccoli è la gelosia. È normale che i bambini soppesino le attenzioni che ricevono dagli adulti, indipendentemente dal fatto che siano i loro genitori o no. E se si sentono trascurati, diventano di malumore e litigano. È opportuno che i grandi stiano attenti a non fare troppe differenze. Ad esempio, se si nota che l’amichetto rimane male nel vedere che si sta abbracciando il proprio bambino, gli si può chiedere un bacio per non farlo sentire escluso. Inoltre, niente confronti, pronunciando frasi del tipo: “Guarda lui come è obbediente, tu invece non ascolti mai”. Il rischio è che il bambino prenda istintivamente in antipatia l’amico e si creino tensioni.

– Troppe ore insieme stancano i bambini, che spesso finiscono per superare il limite della tolleranza e iniziano a litigare. Il primo pianto è il segnale che è meglio dividerli. Meglio non esprimere giudizi su quanto è accaduto, ma aiutarli a trovare una soluzione, oppure distrarli proponendo un altro passatempo. A volte basta separarli per un po’, portandoli a fare una passeggiata o un gioco speciale con mamma e papà. Con il dovuto tatto, però: questo intervento non deve sembrare una punizione.

– Evitare di sgridare o punire in modo severo il proprio bambino soprattutto in presenza degli amichetti perché potrebbe sentirsi umiliato. Meglio prenderlo in disparte e farlo ragionare con tranquillità. Bisogna, inoltre, fare attenzione se capita di riprendere il figlio degli amici perché ha combinato qualcosa: per quanta confidenza ci sia, questo atteggiamento potrebbe far sentire in “difetto” i suoi genitori e quindi infastidirli.

Il posto ideale

La buona riuscita di una vacanza in compagnia dipende molto anche dal luogo. Sotto i due anni, di solito i bambini amano posti tranquilli, dove possano muoversi con una certa autonomia, senza eccessivi divieti o ansie da parte dei genitori. Mare o montagna poco importa, l’ideale è trovare una sistemazione che garantisca uno spazio circoscritto dove lasciare che giochino in libertà. Dopo i due anni ci sono meno preclusioni, anche se di solito a questa età i piccoli amano molto la spiaggia sabbiosa e sono contenti di tornare in un posto che già conoscono perché questo dà loro sicurezza.

 

di Laura D’Orsi

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