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Il tuo bimbo ha la tosse? Scopri perché

Secca, grassa, asmatica: la tosse può essere di diversi tipi, a seconda del disturbo da cui è provocata

Il tuo bimbo ha la tosse? Scopri perché

È un sintomo molto frequente che, prima o poi, nella brutta stagione, infastidisce tutti i piccoli. Di giorno, ma anche e soprattutto di notte. Ecco come distinguere le varie forme di tosse, che spesso evolvono una nell’altra, e capire se è solo un fastidio o segnala un disturbo più serio.

Secca e metallica: è laringite

La tosse è un meccanismo di difesa con cui le vie aeree cercano di liberarsi delle sostanze irritanti o delle secrezioni prodotte in eccedenza durante un’infezione. “Se è secca e, al contempo, profonda, abbaiante e simile al verso della foca, dal tipico timbro metallico e spesso associata a un abbassamento della voce, si tratta di una tosse laringea“, spiega Alberto Villani, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale e Malattie Infettive all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Se invece è soltanto secca e insistente, è da addebitare a una faringite, il classico mal di gola“. Di solito, la causa è un virus che, in presenza di laringite, fa gonfiare la mucosa rendendo difficoltoso l’ingresso e il passaggio dell’aria. In entrambi i casi, gli accessi di tosse diminuiscono se si arieggia spesso la stanza e si umidifica l’aria.

Grassa e persistente: pulisci bene il nasino

Quando si presenta una tosse catarrale molto spessa, è probabile che il bambino abbia una sinusite o un’infiammazione delle adenoidi (ghiandole poste dietro il naso). “Il catarro vero e proprio è un problema degli adulti, per i più piccoli si parla piuttosto di tanto muco in eccesso che dal naso scende nelle vie respiratorie più basse. Spesso la tosse si intensifica quando il bambino si corica o, al contrario, al momento del risveglio”, afferma l’esperto. “Per ridurre gli accessi, occorre tenere il nasino il più pulito possibile con le soluzioni saline e le pompette aspiramuco se il bambino non è ancora in grado di soffiare efficacemente“. Il colore del muco fornisce altri indizi. Se è chiaro, acquoso e trasparente, è probabile che la causa sia un’infezione virale o un’allergia. Se invece è giallo-verdastro, si sospetta una sovrainfezione batterica.

Tosse con il fischietto se è bronchite asmatica

Mentre il bambino tossisce si sente un sibilo, una specie di fischietto in fase espiratoria? Se la tosse è insistente e ricorrente e si presenta spesso con il freddo o in occasione di uno sforzo fisico, tutto fa pensare a una bronchite asmatica. “Di asma si può parlare soltanto a partire dai 6 o 7 anni; in età prescolare, il fischio ci dice soltanto che i bronchi sono infiammati, contratti, iperattivi e l’aria fa fatica a passare”, spiega Alberto Villani. “Soltanto in seguito si potrà stabilire se la tosse è provocata da un’allergia e quindi è un sintomo asmatico vero e proprio. In ogni caso, bisogna capire se è solo un fastidio o qualcosa di più serio. Se si osserva il cosiddetto ‘alitamento delle pinne nasali’, cioè il bambino per respirare allarga e restringe la base delle narici, oppure fa rientrare la fossetta che si trova tra le clavicole alla base del collo, vuol dire che ha difficoltà a respirare e deve essere visitato da un pediatra”.

Asinina: attenzione alla pertosse

Malgrado la vaccinazione di tutti i nuovi nati, bisogna fare attenzione anche a questa malattia infettiva. “Spesso sono i giovani adulti, a cui non vengono effettuati i richiami, ad ammalarsi e a trasmettere il batterio ai piccolissimi non ancora vaccinati. Capita anche che la mamma infetti il suo bambino. Gli stessi pediatri non pensano più a questa eventualità e, quindi, non viene diagnosticata subito”, avverte l’esperto. “La tosse asinina, come veniva chiamata un tempo, è molto insistente, va in crescendo e ogni colpo termina con un tipico risucchio d’aria per riprendere fiato”. Ma non basta un attacco violento per pensare subito alla pertosse. Le cause di ogni tipo di tosse vanno analizzate con attenzione dal pediatra di famiglia, che potrà fare una diagnosi precisa auscultando il respiro del bambino e valutando eventuali altri sintomi.

di Chiara Sandrucci

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