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Il bagnetto a regola d’arte

Chi ha detto che il bagnetto è solo ed esclusivamente un'attività di routine? Tutt'altro: il contatto con l'acqua deve essere vissuto, prima di tutto, come un piacere. Tanto dal bambino quanto dalla sua mamma

Il bagnetto a regola d’arte

Grazie al tocco della madre e alla stimolazione sensoriale, l’esperienza del bagnetto sollecita il bebè a esplorare l’ambiente e ad acquisire confidenza con le diverse parti del proprio corpo. E c’è anche l’aspetto emozionale: favorisce lo scambio affettivo e creativo tra il genitore e il suo piccolo.

Aiutalo a prendere confidenza con l’acqua

L’affinità dell’acqua con il liquido amniotico in cui il bebè ha trascorso nove mesi di vita uterina è un primo grande alleato. Compito della madre è quello di aiutarlo a mantenere e a rafforzare questa familiarità. Perciò, se il piccolo si sente a proprio agio a contatto con l’acqua, è giusto prolungare questo momento ludico. Se, al contrario, piange e si irrigidisce, significa che sta avvertendo un po’ di disagio, oppure l’insicurezza da parte di chi lo sostiene. Il piccolo va tenuto con presa sicura e rilassata, specie nei primi mesi di vita quando, nell’acqua, sta necessariamente sdraiato. Attenzione, poi, agli schizzi di sapone o di shampo che possono provocare bruciore agli occhietti, rovinando la serenità del bagnetto.

Non sottovalutiamo, quindi, questo momento: è qui che vengono gettate le basi per un buon rapporto del bambino con l’ambiente liquido. “Quando la mamma lava il bebè deve sempre controllare la temperatura dell’acqua: non deve essere né troppo calda né troppo fredda. Quando il bimbo è molto piccolo, poi, anche solo aggiungere o togliere indumenti può farlo sentire troppo costretto o troppo poco contenuto”, puntualizza Antonella Marchetti, professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Parla con lui per rassicurarlo

La mamma deve partire dal presupposto che il bebè non comprende il motivo per cui viene lavato. “Non esitiamo quindi a spiegargli cosa stiamo facendo: anche se non conosce ancora il significato delle parole, il bambino prova particolare piacere all’ascolto della voce materna. Per tenere lontano paure e resistenze, è consigliabile parlargli con voce tranquilla e rilassata, guardandolo da vicino per stabilire un contatto visivo intenso e rassicurante. C’è tutto un mondo immaginario nascosto nella schiuma della vasca da bagno, intorno a cui il genitore può costruire storie e racconti fantastici, a partire dai primi mesi di vita e sempre più man mano che il bambino cresce e diviene in grado di parteciparvi attivamente”.

Scegli un’occasione in cui siete entrambi rilassati

Qual è il momento più indicato per trasformare una pratica di igiene quotidiana in un’esperienza insieme di gioco e di apprendimento? “Anche se il bagnetto favorisce in modo naturale la nanna, non è detto che la sera sia sempre il momento più opportuno. Il suggerimento è di fare il bagnetto al bambino come se lo si facesse a se stessi. Ciò che conta, dunque, è che la mamma non sia particolarmente stanca o affaccendata: deve poter dedicare tutte le proprie attenzioni a quel momento. Solo così riuscirà a caricarlo di un valore condiviso”. Semplici accortezze come queste serviranno a tener lontani dalla vaschetta da bagno pianti e capricci.

di Elisa Fontana

 

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