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Igiene intima del bebè: non sbagliare!

Ecco come procedere per evitare arrossamenti e irritazioni, e i consigli per maschietti e femminucce

Igiene intima del bebè: non sbagliare!

Eccoci a casa con il nostro bimbo appena nato, è il momento del cambio del pannolino. Come si lavano le parti intime per garantire un’igiene adeguata e proteggere la pelle delicata del bebè? Quali prodotti sono più indicati per la detersione e poi per l’idratazione di questa parte del corpo?

 

Le mosse giuste per lavare il sederino del bebè

Il pannolino è sporco, dobbiamo lavare il sederino del bebè. Come si procede? C’è una prima regola, fondamentale per le bambine, ma valida anche per i maschietti, ed è quella di detergere i genitali muovendosi sempre dal davanti verso il dietro. “Questa accortezza è indispensabile per evitare di trasportare  germi di origine intestinale che si trovano nella zona anale”, spiega Andrea Diociaiuti, dermatologo Responsabile del Centro delle malattie croniche Complesse e Genodermatosi dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma. “Si dovrà detergere prima la zona genitale, poi quella anale, anche se si utilizzano le salviettine umidificate. Attenzione anche a non trasportare i batteri dal sederino verso le pieghe inguinali che dovranno sempre essere sciacquate e asciugate con cura”.

 

L’igiene intima dei maschietti

In passato si suggeriva alle mamme di abbassare (anche forzando) la pelle del prepuzio per un’igiene più accurata, ma oggi questo gesto è assolutamente sconsigliato. Nei primissimi anni di vita, è normale che il prepuzio sia chiuso, ovvero che la pelle che ricopre il glande non scivoli verso il basso, si parla infatti di fimosi fisiologica. “Non si deve sforzare perché tirando indietro la pelle si possono provocare piccole lacerazioni e di conseguenza delle cicatrici che nel tempo rischiano di causare un problema duraturo, ovvero una fimosi per cui si rende necessario un intervento chirurgico”, delle spiega il dottor Diociaiuti.

Durante il lavaggio è quindi sufficiente lavare bene il pisellino e sciacquare accuratamente anche la pelle sotto lo scroto e le piccole pieghe dove possono ristagnare dei residui di feci e di urina.

E in caso di arrossamenti? “Un episodio occasionale non deve preoccupare”, spiega l’esperto, “ma in caso di balanopostiti, ovvero di infiammazioni ricorrenti, c’è il rischio che si creino delle aderenze a livello di prepuzio e glande che potrebbero successivamente provocare una fimosi. È opportuno quindi segnalare la situazione al pediatra”.

 

Quale detergente al momento del cambio?

Quali prodotti è consigliato usare per l’igiene intima del neonato e del bambino piccolo? E con quale frequenza? “Se il bimbo ha fatto solo la pipì è sufficiente sciacquare i genitali con acqua tiepida”, considera Andrea Diociaiuti. “Innanzitutto perché l’urina è sterile, non contiene batteri, e poi perché un uso troppo frequente di saponi e detergenti rischia di seccare la pelle e privarla di quello strato idrolipidico che la protegge naturalmente da agenti irritanti e infezioni batteriche”.

Si ricorrerà invece a un detergente, in presenza di feci. “Meglio scegliere un prodotto delicato, di tipo oleoso, oppure un syndet, che non contiene profumi e schiumogeni”, sottolinea l’esperto.

E le salviettine umidificate che spesso vengono usate per il cambio? “Soprattutto quando ci si trova fuori casa sono sicuramente molto utili, purché prive di tensioattivi, parabeni e profumi”, considera Andrea Diociaiuti.

 

E dopo il lavaggio? Così ti prendi cura della pelle

Dopo aver lavato e asciugato con cura le parti intime del bebè (tamponando bene anche le pieghe della pelle perché non restino umide), si può utilizzare una crema all’ossido di zinco. “Con il pannolino si crea un ambiente umido che favorisce la proliferazione dei germi”, considera l’esperto, “ e l’ossido di zinco aiuta a creare una barriera che permette di prevenire arrossamenti e infiammazioni”.

E il borotalco per “asciugare” le pieghe della pelle? “Se il genitore lo desidera potrà usarlo, ma al talco in polvere, che può provocare patologie polmonari per inalazione, è meglio preferire il talco liquido da applicare direttamente sulla pelle” sottolinea l’esperto.

 

C’è un’irritazione: cosa fare?

Come regolarsi se il bambino è soggetto a frequenti infiammazioni? “Per l’igiene dei bambini che soffrono di dermatite da pannolino diventa fondamentale utilizzare un prodotto delicato, come gli oli detergenti”, spiega il dottor Diociaiuti. “Dopo il lavaggio, un prodotto a base di ossido di zinco può aiutare a prevenire l’infiammazione, ma quando la pelle è già irritata si sconsiglia l’uso di creme e talco. A quel punto meglio intervenire applicando un rimedio galenico a base di eosina in acqua al 2%, che ha proprietà antisettiche, astringenti e antinfiammatorie. Poiché questo prodotto tende a macchiare, per non rovinare i vestitini del bebè conviene applicarlo sulle parti arrossate/irritate usando un cotton fioc, una garzina o un batuffolo di cotone idrofilo”.

 

di Giorgia Cozza

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