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Ha perso l’orsacchiotto: cosa fare?

Per il bimbo è molto più di un semplice peluche: per questo, se lo smarrisce, è un vero dramma! Ecco i consigli per affrontare la situazione e consolarlo con dolcezza

Ha perso l’orsacchiotto: cosa fare?

Un peluche, una bambola, un pupazzo… Presi a morsi, stretti al cuore e impregnati del profumo della mamma, rappresentano per il bimbo compagni di gioco inseparabili: gli esperti li chiamano “oggetti transizionali”, perché aiutano il piccolo ad affrontare il momento del distacco e ogni situazione che gli procura disagio. In pratica, lo rassicurano perché sostituiscono nella sua mente la funzione materna. “Il fatto stesso che il bambino cerchi di compensare l’assenza della mamma con un sostituto, ricreando la sensazione di sicurezza offerta dal legame con lei, è molto positivo ed è indicativo di un rapporto fecondo. Inoltre, è indizio di una certa autonomia e creatività: il bimbo, infatti, ha trovato da sé la soluzione a un problema”, spiega Paola Scalari, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva. Gli oggetti transazionali fanno la loro comparsa nella vita del bambino entro il primo anno, per poi attraversare con lui quasi tutta l’infanzia. Per questo, quando vengono smarriti, per il piccolo è una vera tragedia! Ecco 5 consigli per rassicurare il bimbo con dolcezza se ha perso l’orsacchiotto.

1. Mantieni sempre la calma

Se, dormendo fuori casa, ci si è scordati di portare con sé il suo pupazzetto, il primo consiglio è non farsi prendere dal panico. Altrimenti, si trasmette al bimbo l’idea che non può farcela senza. Occorre, invece, cercare di addolcire questo momento con le parole e gli abbracci: “Il tuo orsetto è rimasto a casa: ogni sera gli manderemo da qui un bacino, così lo sentiremo vicino a noi”. Se il luogo non è così distante e si ha la possibilità di raggiungerlo, sarebbe meglio cercare di recuperare l’orsetto. A volte, però, la situazione non è rimediabile: l’oggetto non si trova proprio più, dimenticato chissà dove. In questi casi, occorre spiegare con sincerità al bambino come stanno le cose: “Il tuo peluche si è perso: noi lo cercheremo, ma può anche darsi che non lo ritroveremo più”.

2. No alle bugie

Se l’orsacchiotto si è perso, insomma, non bisogna illudere il bimbo che sicuramente verrà recuperato o che, quando tornerà dall’asilo, lo ritroverà. E non bisogna mai prenderlo in giro per i suoi pianti, dicendogli ad esempio: “Così non diventerai mai grande”, oppure “Nessuno dei tuoi amichetti farebbe così”. Per lui è davvero un dispiacere enorme.

3. Rassicuralo con dolcezza

Non si deve pretendere che gli passi subito: così si permette al bimbo di confrontarsi anche con emozioni negative, senza reprimerle. E questo gli consentirà, più avanti, di superarle con maggiore disinvoltura. Bisogna ricordare che le separazioni, le perdite fanno parte della vita e questa può essere una delle prime che il bimbo si trova ad affrontare. Ci vorranno, quindi, molta dolcezza e pazienza e occorrerà prepararsi a consolarlo soprattutto alla sera, prima della nanna, rimanendo insieme a lui un po’ di più e creando nuovi rituali che lo tranquillizzino.

4. Prova a trovare un nuovo amico

Bisogna evitare di sostituire il suo orsacchiotto con un doppione, magari dicendo che è stato ritrovato, soprattutto se il suo amico del cuore era “consumato”. Si potrà invece presentare al bimbo un nuovo orsetto, dicendogli che è il fratellino di quello che non si trova più: lo accetterà più volentieri. Oppure si può accompagnarlo in un negozio di giocattoli e domandargli se gli sembra di vedere un pupazzo che gli piace, che assomiglia al suo compagno smarrito. O, ancora, gli si potrà chiedere di guardare se fra i suoi peluche ce n’è uno a cui vuole molto bene, che possa diventare il suo nuovo amico. L’importante è non avere fretta, in modo da lasciargli il tempo necessario per “elaborare” quanto è successo. E non avere la pretesa di sostituire il suo oggetto del cuore, perché per lui non è davvero possibile rimpiazzarlo con un altro.

5. Rispetta i suoi tempi

Non aver fretta, infine, di eliminare l’oggetto transizionale sfruttando l’occasione dello smarrimento. Non c’è infatti motivo di preoccuparsi se il bambino si mostra molto legato a un peluche o una bambola: questi oggetti rappresentano i primi passi verso l’autonomia e un tentativo di distacco dalla figura materna. Quando il bimbo si sentirà pronto, abbandonerà spontaneamente questo suo prezioso compagno di viaggio.

 

di Laura D’Orsi

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