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Giocattoli: leggi sempre l’etichetta?

Spesso la si guarda di fretta e distrattamente. Solo il 10% la legge sempre e la maggior parte di noi non è in grado di distinguere il marchio CE originale da uno contraffatto

Giocattoli: leggi sempre l’etichetta?

Ecco tutto quello che deve comparire in etichetta perché i giocattoli siano sicuri.

Per un acquisto consapevole

L’etichetta è definita il silent seller, il venditore silenzioso. E la sua lettura è fondamentale per un acquisto consapevole. Eppure, secondo una ricerca effettuata lo scorso ottobre e coordinata dalla professoressa Erica Varese della sezione di Scienze merceologiche del Dipartimento di Management dell’Università di Torino, oltre il 40% degli intervistati non la legge mai o quasi mai durante l’acquisto di un giocattolo. “Prima di tutto va verificata la sua presenza, obbligatoria per qualsiasi giocattolo in commercio”, premette l’avvocato Elena Tavernari, consulente di Federconsumatori. “L’etichetta è importante perché consente di reperire tutta una serie di dati che permettono di capire se il giocattolo è sicuro oppure no per il nostro bambino”.

 

Il marchio CE obbligatorio

Tra il 40 e il 60% degli acquirenti controlla la presenza del marchio CЄ, ma meno della metà sa riconoscere quello originale. “Il marchio CE attesta la Conformità Europea ed è obbligatorio: ciò significa che, anche se il giocattolo è prodotto in Cina, rispetta la normativa europea, molto stringente in materia in seguito a un’autocertificazione del produttore”, spiega l’esperta. “Attenzione, però: a volte non è quello originale, anche perché in Cina hanno studiato un marchio simile, che significa China Export”. In quello europeo la C e la E devono essere distanziate, come a formare un otto rovesciato o il segno dell’infinito. Nei marchi simili, le due lettere sono più ravvicinate. Attenzione anche alla qualità del marchio: bisogna diffidare se non è ben stampato e leggibile, se è sovrapposto o pinzato.

 

Avvertenze in italiano

Fino a qualche anno fa non era obbligatorio, oggi invece tutte le indicazioni e le avvertenze devono comparire in lingua italiana. “Il motivo è presto detto: tutti devono poter comprendere il significato delle precauzioni d’uso, i rischi connessi al suo utilizzo e le modalità per evitarli”, chiarisce l’avvocato Tavernari. “Le indicazioni cambiano a seconda delle particolari caratteristiche del gioco: ad esempio, in quelli destinati ad essere appesi alla culla o al lettino per mezzo di lacci, in etichetta deve figurare l’avvertenza di rimuoverli nel momento in cui il bambino comincia a tentare di alzarsi sulle mani e sulle ginocchia perché non resti impigliato”. Anche le istruzioni devono essere in italiano: se presenti solo in lingua estera, il giocattolo è irregolare e sospetto.

 

La fascia d’età raccomandata

L’avvertenza più conosciuta è il pittogramma con il “fantasmino”, un simbolo costituito da un cerchio barrato con all’interno una testa di bimbo e la scritta “0-3”: indica che il giocattolo può essere pericoloso per un bambino sotto i 3 anni. Ad esempio, contiene più ftalati (additivi usati per ammorbidire la plastica, pericolosi se ingeriti) di quanto permesso per i bebè sotto i 36 mesi. L’età raccomandata non è obbligatoria in etichetta, ma se non ci sono indicazioni, il giocattolo dovrebbe essere adatto per tutti i bambini da 0 a 14 anni. Leggendo l’etichetta, si può scoprire che bisogna “tenere in considerazione le specifiche abilità del bambino” o che l’uso deve avvenire “sotto la sorveglianza di un adulto” o, anche, che certi giochi di attività sono “solo per uso domestico”.

 

Nome, cognome e indirizzo

Sull’etichetta deve anche sempre comparire il nome e l’indirizzo del produttore o dell’importatore (una mail non basta): è infatti necessario poter ricostruire sempre tutta la filiera, e sapere a chi contestare eventuali difetti del prodotto. Altri marchi di conformità o sicurezza, ad esempio Giocattoli Sicuri, TUV, IAT, IMQ, non sono obbligatori (contrariamente a quanto crede il 38% delle persone). Indicano, però, che un istituto di certificazione (privato) ha sottoposto il giocattolo a test di sicurezza. “Tutte queste informazioni devono essere stampate sulla scatola, ben visibili anche sull’imballaggio, in modo indelebile”, conclude l’esperta. “Con una lettura attenta durante l’acquisto si evita di scegliere prodotti pericolosi o che non rispondono alle caratteristiche desiderate”.

 

di Chiara Sandrucci

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